Recensione Roman Polanski: A Film Memoir (2011)
Una vita da film
VIDEO
Si tratta di un film che colpirà soprattutto coloro che della tragica vita del regista di Rosemary's Baby conoscono ben poco, ma che potranno rivivere in pieno - dall'infanzia nella Polonia occupata dai nazisti alla fuga dagli Stati Uniti dove era in attesa di essere processato per aver fatto sesso con una minorenne, passando ovviamente per il brutale omicidio della moglie incinta, la splendida attrice Sharon Tate - attraverso le stesse parole di Polanski, i suoi sguardi carichi di dolore, le lacrime sincere di un uomo che passato la vita a dirigere per il grande schermo storie assurde e sensazionali, ma che mai potrebbero eguagliare il crudele destino affidatogli dalla sorte.Più che di un documentario vero e proprio, quindi, si tratta di una lunga intervista da parte dell'amico e produttore storico Andrew Braunsberg, ed è questa caratteristica al tempo stesso punto di forza e debolezza del film: la pellicola nei suoi momenti migliori funziona proprio grazie alla familiarità dell'intervistatore che permette a Polanski (solitamente, e giustificatamente, come si evince dal film stesso, poco incline a raccontarsi davanti alla stampa) di aprirsi e affidarsi completamente, regalandoci così non solo una storia dettagliata e ben raccontata, ma anche curiosi aneddoti e soprattutto un reale senso di commozione nei passaggi più delicati; al contrario però, è proprio l'eccessivo coinvolgimento motivo dell'intervistatore, la sua mancanza di coraggio, in alcuni di frangenti, nel fare le domande giuste e di insistere sugli argomenti più scomodi, a non permettere mai al documentario di decollare e di regalarci un ritratto più completo, più contraddittorio e realistico di una figura così discussa quale è Roman Polanski.
Quello che rimane quindi di questo film - che può vantare anche una co-produzione italiana nella figura di Luca Barbareschi, che ha lavorato proprio con Polanski a teatro tredici anni fa - è il racconto di una vita particolarmente interessante, unica per certi versi, ma che purtroppo rimane appunto solo un racconto; il film di Bouzereau non si sforza mai di documentare realmente e approfonditamente né le vicende personali e legali (per quello c'è il ben più interessante film di Marina Zenovich, Roman Polanski: Wanted and Desired, a cui dovrebbe seguire a breve anche Roman Polanski: Odd Man Out) né quelle puramente cinematografiche, considerato che si sofferma principalmente sugli esordi e ovviamente su Il pianista, un film strettamente legato al passato del suo regista, tanto da renderlo ancora oggi il film della vita, quello che più di qualsiasi altro considera il suo vero testamento artistico.Se infatti grazie alla bella Emmanuelle Seigner ha ritrovato col tempo l'amore e la possibilità di costruire finalmente una famiglia felice, e se i problemi legali sembrano, almeno per il momento, risolti, la certezza che ci regala questo Roman Polanski: A Film Memoir è che proprio quel tragico passato raccontato in modo eccellente ne film che gli ha regalato il suo unico Oscar è quello che continuerà per sempre a tormentarlo fino alla sua morte, un orrore talmente grande che può essere raccontato mille volte ma che mai potrà né dovrà essere dimenticato.
GALLERY
la pagella della redazione
0 Commenti
| Commenta: |
|---|
Roman Polanski: A Film Memoir
-
- Film del 2011
- Generi: documentario
- Regia di: Laurent Bouzereau
- Cast: Roman Polanski, Andrew Braunsberg
ALTRI COLLEGAMENTI
- edizione: Cannes 2012 - Cannes Film Festival
Gli articoli più letti
-
TV shock: 20 imprevisti memorabili nella storia dei serial - parte 1
Prendendo spunto dal recentissimo colpo basso assestato pochi giorni fa da Il trono di spade al suo affezionato pubblico, abbiamo voluto ricordare alcuni tra i più famosi e incisivi 'shocker' della storia della TV.
-
TV shock: 20 imprevisti memorabili nella storia dei serial - parte 2
Continua la nostra esplorazione nella storia degli 'shocker' televisivi, ispirata dall'impatto deflagrante che ha avuto il nono episodio della terza stagione de Il trono di spade, Le piogge di Castamere.
-
Il grande e potente Superman - Recensione L'uomo d'acciaio (2013)
L'uomo d'acciaio non è un brutto film, ma è un'occasione sprecata per poter dire qualcosa di importante e su un personaggio storico del mondo dei comics, che, a differenza di altri super-colleghi, fatica a trovare la sua incarnazione definitiva sul grande schermo.
-
Casa nuova, soliti spaventi - Recensione Hates - House at the End of the Street (2012)
Il twist che fa luce su quanto realmente accaduto in quella casa, su Ryan, la sorella ed i genitori, è l'unico guizzo di una sceneggiatura che non riesce a sviluppare con efficacia un soggetto che attinge a tante storie di genere già viste sul grande schermo.
-
Claudia Gerini, sex symbol per Tulpa
Quattro chiacchiere in esclusiva con Claudia Gerini in attesa dell'arrivo nei cinema di Tulpa - Perdizioni mortali, e dell'uscita del numero di Playboy che la vedrà in copertina.
-
Il corpo di Kaspar - Recensione La leggenda di Kaspar Hauser (2012)
-
Monsters University, Mike e Sulley tornano con Biggio e Mandelli
-
'Voglio che Trashed vi faccia infuriare' Jeremy Irons contro i rifiuti
-
Il Blu-ray di The Man from Nowhere
-
Marco Risi porta l'Italia a lezioni di Cha Cha Cha
