Recensione Song of Silence (2012)
Un silenzio pregnante
Il cinese Chen Zhuo esordisce alla regia con questo Song of Silence, e sceglie come trampolino di lancio europeo il palcoscenico del Far East Film Festival. A giudicare dall'applauso, lungo e convinto, tributato dal pubblico di Udine al suo film, la scelta si è rivelata azzeccata: gli spettatori della manifestazione friulana hanno dimostrato, a ragione, di apprezzare un dramma intenso e rigoroso nella messa in scena, diretto con una sicurezza e una maturità che è merce rara per un esordiente. L'uso cosciente ed espressivo del digitale, la fotografia naturalistica e l'estetica quasi neorealista del film, si rivelano strumenti ideali per la narrazione di una storia dura ed aspra, che pur nei suoi dichiarati intenti realistici non esclude una notevole eleganza e aperture poetiche che toccano la mente e il cuore. Non c'è ottimismo, nella storia della giovane Jing, e il quadro familiare che ne viene fuori è piuttosto sconfortante: un'incomunicabilità cronica, insormontabile, che nessuno, se non dotato di una notevole ipocrisia, può imputare al problema della protagonista.
Il film, nella sua prima metà, segue da vicino queste due donne così diverse, eppure legate da un filo impercettibile, privata dell'udito l'una, immersa nei suoni e viva grazie ad essi l'altra. Gioco di opposti e di contrasti, quindi, con la macchina da presa del regista che accompagna la quotidianità delle due ragazze in modo discreto, ma estremamente pregnante, facendoci conoscere poco per volta il loro latente senso di inadeguatezza, e l'ipocrisia strisciante dell'ambiente sociale che le circonda. Che due personaggi del genere finiscano per incontrarsi e per solidarizzare (in un modo che potrà ricordare a qualcuno le amicizie al femminile dei romanzi di Banana Yoshimoto) era a ben pensarci un esito quasi inevitabile: ma il modo in cui la sceneggiatura ce lo racconta fa sì che riusciamo a stupircene e a vedere in ciò un piccolo spiraglio di luce, magari flebile ma importante da nutrire e tenere vivo. Così come sorprende la misura con cui viene descritto il rapporto "proibito" tra Jing e lo zio, che dà anche adito all'unica, riuscita sequenza onirica del film, che riesce a non stonare nell'estetica complessiva di quest'opera. Una pellicola che rappresenta, in un panorama in tumultuosa evoluzione come quello del cinema cinese, un esordio da tenere in assoluta considerazione, per una possibile nuova via ad un cinema autoriale e di spessore.la pagella della redazione
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Song of Silence
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- Film del 2012
- Generi: drammatico
- Regia di: Chen Zhuo
- Cast: Yin Yaning, Wu Bingbin, Li Qiang
ALTRI COLLEGAMENTI
- edizione: Far East 2012 - Far East Film Festival
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