Recensione The Sweeney (2012)
This is London
Basta guardare lo stesso ispettore Regan, un personaggio che esce completamente dai canoni. Ispirato all'omonimo protagonista della fortunata serie tv in onda negli anni '70, il personaggio interpretato da Ray Winstone si fa portavoce di una morale assai dubbia in cui il fine giustifica i mezzi e il fine, nel suo caso, è quello di sbattere dietro le sbarre i criminali usando ogni metodo, lecito o illecito. Regan non teme i rischi derivanti dal ritagliarsi un ricavo personale in ogni missione e così facendo si attira le ire dei superiori che mettono in piedi un'inchiesta interna sui comportamenti della sua squadra. L'ambiguità mostrata sul lavoro si rispecchia nel privato, visto che l'uomo ha una relazione con una dei suoi agenti, l'ottima Hayley Atwell, qui in un ruolo altrettanto spregiudicato, sposata con un altro superiore, eppure completamente disinibita sessualmente. Nick Love non ama le mezze misure. Nel suo universo niente è tutto bianco o tutto nero e ogni personaggio, pur trattato come figura di genere, senza un approfondimento psicologico realmente acuto, si distingue per le proprie ambiguità e incoerenze.
Notevole anche il lavoro svolto sul piano estetico. La bellezza di Londra la fa da padrona e Love si sbizzarrisce con panoramiche aeree notturne, scorci della periferia più anonima, ma anche di luoghi simbolo della città. Il lavoro sulle location ci porta a (ri)scoprire una città assolutamente cinematografica dove l'azione si sposa al contesto in cui ha luogo. In tal senso segnaliamo una lunghissima sequenza di rapina e inseguimento ambientata nei paraggi di Trafalgar Square. La piazza più celebre della capitale inglese diviene zona di guerra, teatro di uno scontro in cui gli agenti se la devono vedere con i maviventi in fuga dando vita a una violenta e lunghissima sparatoria. Al giusto per il dettaglio pulp si assomma quello per la spettacolarità, ma a differenza di tanti blockbuster hollywoodiani lo stile registico di The Sweeney contiene una componente retrò, uno sguardo genuino dovuto in parte all'assenza di un budget elevato e in parte al desiderio di omaggiare la serie originale con rimandi a uno stile più televisivo. In alcuni momenti il gioco mostra i suoi limiti, come in alcuni inseguimenti in auto non troppo realistici, ma nell'insieme le scelte registiche di Nick Love garantiscono coerenza alle spettacolari scene action che mantengono lo spettatore col fiato sospeso. La componente artigianale non stona contribuendo all'originalità dell'insieme e lo spessore di Winstone fa il resto. Il suo Regan sarà anche brusco, sovrappeso e privo di modi raffinati, ma buca ugualmente lo schermo tanto da ipotizzare un suo ritorno. Visto il finale ambiguo, a questo punto resta solo da chiedersi se in futuro vedremo un The Sweeney 2.la pagella della redazione
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The Sweeney
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- Film del 2012
- Generi: azione, poliziesco, drammatico
- Regia di: Nick Love
- Cast: Hayley Atwell, Damian Lewis, Ray Winstone
ALTRI COLLEGAMENTI
- edizione: Locarno 2012 - Festival di Locarno
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