Recensione The Words (2012)
La vita segreta delle parole
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In the Words, infatti, sono racchiusi almeno tre diversi livelli di narrazione (o di "mise en abyme", come amano dire sempre i semiologi): il film esordisce con un acclamato autore di best seller, Clay Hammond (Dennis Quaid), il quale legge a un auditorio entusiasta la sua nuova opera (che si intitola per l'appunto The Words). Quasi subito si materializza di fronte allo spettatore il contenuto del libro (che costituisce il secondo piano di racconto): questo è incentrato sull'aspirante scrittore Rory Jansen (Bradley Cooper), in crisi perché privo del talento necessario per sfondare nel mondo letterario. In viaggio di nozze a Parigi con la moglie Dora (Zoe Saldana), Jansen rinviene una vecchia valigetta in cui è contenuto un dattiloscritto risalente alla fine della Seconda guerra mondiale, che si rivela dotato di una straordinaria intensità e bellezza. Una notte, come ipnotizzato, Rory trascrive interamente il testo originale, inizialmente solo per sentire l'essenza di quelle meravigliose parole scorrere dentro di lui. Ma, per una serie di circostanze, finisce per pubblicare l'opera, che lo consacra come uno degli scrittori più affermati e ammirati della sua epoca. Il terzo "racconto nel racconto", invece, sopraggiunge quando un uomo molto anziano (Jeremy Irons) si manifesta a Rory, rivelandogli di essere l'autore dello scritto e raccontandogli le tragiche circostanze che lo hanno indotto a generarlo.
Il raffinato intarsio narrativo - in cui si intrecciano, seguendo un intricato gioco di parallelismi e corrispondenze, il presente con il passato, la fiction con la realtà - rappresenta il cardine su cui ruota l'architettura filmica di The Words, costituendo paradossalmente il principale pregio del film, ma anche il suo insormontabile limite. Perché Klugman e Sternthal elaborano una struttura talmente ricercata e complessa da risultare eccessivamente cerebrale e lambiccata, lasciando così venir meno l'empatia per i personaggi e la partecipazione nei confronti degli eventi raccontati. Per di più, nel trasporre le pagine letterarie in immagini cinematografiche, gli autori fanno affidamento quasi esclusivamente alla voce fuori campo del narratore - accompagnata sovente da un'invasiva colonna sonora a base di archi - che restituisce così a una rappresentazione troppo statica e fredda.Fortuna che a salvare in parte l'esito del film accorrono in aiuto le doti di un solido cast (e non potrebbe essere altrimenti, visto che la recitazione assume una valenza fondamentale in un'opera del genere). Inutile dire che, sopra tutti, svetta inarrivabile Jeremy Irons, seppure qui sacrificato in una parte limitata ma fondamentale ai fini della storia. Notevole anche Dennis Quaid nelle vesti di uno scrittore sornione e carismatico; mentre Bradley Cooper pecca ancora di eccessiva inesperienza nel gestire sfumature recitative troppo complesse. A un ruolo di contorno sono, invece, relegate le pur brave e affascinanti controparti femminili dei diversi racconti, costituite rispettivamente da Olivia Wilde, Zoe Saldana e Nora Arnezeder.
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The Words
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- Film del 2012
- Generi: drammatico, romantico
- Regia di: Brian Klugman, Lee Sternthal
- Cast: Bradley Cooper, Zoe Saldana, Dennis Quaid
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