Recensione Roba da matti (2011)
Pazzi per la vita
VIDEO
Dunque, questo è il piccolo mondo che Pitzianti con la sua esperienza ha voluto fotografare in Roba da matti, lasciandosi coinvolgere da un'avventura sentimentalmente travolgente. Perché, se è vero che il documentario tende a essere per sua natura poco emotivo, il lavoro svolto in questo caso trova la sua unicità proprio in una serie di emozioni inaspettate. Chiamato a registrare i giorni della lotta e della resistenza sostenuti dall'associazione, il regista si è in realtà confrontato con un'innocenza allo stesso tempo fragile e tenace, capace di trasformare il tutto in un vero e proprio film. A compiere l'impresa di cambiare in corsa la natura e l'andamento del lavoro è stata proprio quell'umanità da nascondere e zittire che, accettando l'intrusione delle telecamere e considerando il regista un'altra preziosa presenza arrivata ad arricchire le attività quotidiane, ha svelato i segreti di una condizione speciale ma non incomprensibile. In questo modo, a Pitzianti è stata offerta la possibilità di girare seguendo una sceneggiatura "scritta" passo dopo passo dai suoi protagonisti, grazie ai quali comicità, dramma e sentimenti si sono fusi per creare un prodotto capace di andare oltre la denuncia sociale. Anzi, riflettendo sul desiderio di maternità di Silvana, ascoltando l'ironia malinconica di Cenza e osservando l'attaccamento vitale di Pinuccio alla casa e ai suoi abitanti, non solo si riesce a sovrapporre alla malattia un nome e un volto, ma si comprende quanto i misteri della mente e dell'animo non possono essere sintetizzati in un'unica e definitiva diagnosi.la pagella della redazione
0 Commenti
| Commenta: |
|---|
Roba da matti
-
- Film del 2011
- Generi: documentario, drammatico
- Regia di: Enrico Pitzianti
Gli articoli più letti
-
Negli occhi di chi guarda - Recensione La grande bellezza (2013)
E' un film disorganico, opulento, frammentario e sfacciato, ma anche bello da ridurti in lacrime, questo omaggio alla Capitale firmato da Paolo Sorrentino.
-
Wanna Fight? - Recensione Solo Dio perdona (2013)
Il nuovo film di Refn in concorso a Cannes 2013 sovverte le aspettative e spiazza, ma presenta aspetti che lo rendono comunque interessante.
-
Capitan Harlock, pirata 3D
Presentato in anteprima a Cannes 2013 un estratto di 15 minuti del nuovo film in CGI dedicato al personaggio di Leiji Matsumoto, da settembre sugli schermi giapponesi.
-
L'amore che insegna - Recensione La vie d'Adele (2013)
Adèle Exarchopoulos, diciannove anni, dimentica l'estraneo che la spia, dimentica di stare recitando, scompare nella sua omonima, assorbe, va in estasi, soffre, singhiozza, e cambia e cresce di fronte a noi. Il risultato è la vita, o meglio, i primi due capitoli della vita, raccontati in tre ore. Da un vero maestro.
-
Buffy: dieci anni dopo, l'inimitabile Cacciatrice
Inedita e frizzante commistione di horror, teen drama, commedia e action, Buffy - L'ammazzavampiri non aveva modelli immediati, e oggi non ha epigoni paragonabili; è rimasto un caso singolare e irripetibile nella storia dei network americani sia nel suo impatto culturale che nel volume e nella varietà di sperimentazioni che seppe proporre.
-
Sorrentino e Servillo portano 'La grande bellezza' di Roma a Cannes
-
Robinson Redford - Recensione All Is Lost (2013)
-
The Times They Are A-Changin' - Recensione Inside Llewyn Davis (2013)
-
Per guarire l'anima - Recensione Jimmy P. (Psychotherapy of a Plains Indian) (2013)
-
Solo Dio perdona: il ritorno di Nicolas Winding Refn a Cannes
