FILM:

Recensione The Mist (2007)

Menti annebbiate

a cura di Federico Gironi pubblicato il 10 ottobre 2008
Sotto la sua superficie di film fieramente di genere, declinata con uno stile squisitamente fifties, The Mist è una spietata ricognizione dell'incapacità contemporanea degli individui di funzionare come società organizzata e democratica.
Menti annebbiate
Dimenticate i precedenti matrimoni tra Stephen King e Frank Darabont. In The Mist non c'è traccia del sofferto umanesimo de Le ali della libertà o de Il miglio verde. Né di quella travagliata speranza nel genere umano che ne caratterizzava le storie e le vicende. The Mist è spietato, pessimista, e alla speranza non lascia praticamente alcuno spazio.
Ciò non toglie che Darabont, come nelle precedenti occasioni, sia stato in grado di cogliere appieno lo spirito del testo originale. Anzi, assieme al sottovalutato 1408, The Mist è probabilmente uno dei film più profondamente kinghiani visti da diversi anni al cinema. Proprio perché, al di là degli orrori e dei misteri, proprio come tutta la produzione del Maestro del brivido anche questo film lavora sostanzialmente sulla psicologia e sull'intimo: dei suoi personaggi e (di conseguenza) su quelli dei suoi lettori/spettatori.
E che per questo si fa profondamente politico. Ben oltre gli ovvi e oramai scontati riferimenti al post 11/9.

Darabont non scorda nemmeno per un attimo la necessità dell'intrattenimento, ma sotto la sua superficie di film fieramente di genere, declinata con uno stile squisitamente fifties (il regista avrebbe addirittura voluto il suo film in bianco e nero...), oltre all'orrore fantascientifico e soprannaturale delle creature lovecraftiane che si annidano nella nebbia, la cui origine rimane intelligentemente oscura, I protagonisti del film The Mist, tratto da un racconto di Stephen King The Mist è una spietata ricognizione dell'incapacità contemporanea (?) degli individui di funzionare come società organizzata e democratica.
In una situazione di crisi come quella che vivono i protagonisti, e nell'era di crisi che stiamo tutti vivendo nostro malgrado, siamo drammaticamente incapaci di fare fronte comune in maniera compatta e coerente. Siamo incapaci di rinunciare ai piccoli e grandi egoismi, ai preconcetti (di matrice personale o ideologica), alle palesi irrazionalità, e ci rifugiamo invece in un leaderismo traballante, negli integralismi di ogni forma e varietà (quelli religiosi ovviamente su tutti), nelle divisioni settarie e miopi.

E nemmeno la fuga, l'esilio volontario di pochi savi, dice Darabont in un finale che è agghiacciante nel suo sberleffo cinico e pessimista, può portare a qualcosa.
Non inganni un volto che passa, ché oramai l'assedio è interiore e personale prima ancora che collettivo. E la consapevolezza di dover ricostruire noi stessi prima del complesso sociale non è affatto rassicurante.
7.5 Voto del redattore
la pagella della redazione

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6 Commenti

  • LeonSD LeonSD
    Ott. 10, 2008, 11:37 a.m.
    Visti i precedenti film diretti da Darabont e tratti da King, mi aspetto grandi cose da questa pellicola…anche se il genere è ben diverso rispetto a Il miglio verde e Le ali della libertà

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  • Gargoyle Gargoyle
    Ott. 10, 2008, 1:05 p.m. - Staff
    anche se il genere è ben diverso rispetto a Il miglio verde e Le ali della libertà


    Il genere è diverso dai due film che citi, ma è diverso anche il modo in cui Darabont dirige il film. Il risultato, come evidenzia anche la recensione, è un film molto kinghiano ed affine all'atmosfera del racconto originale.
    A me non è dispiaciuto per niente smile

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  • Napset Napset
    Ott. 10, 2008, 1:29 p.m. - Staff
    grande recensione, di solito prima vedo e poi leggo ma in questo caso ho voluto fare un eccezione!…mi ha lasciato entusiasta,lo andrò a vedere in settimana appena guarisco !

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  • hayes89 hayes89
    Ott. 10, 2008, 5:31 p.m.
    bellissimo,agghiacciante,intelligente e ottimamente caratterizzato. Il finale è cinico e devastante. Grandi Darabont & King!

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  • CASSIDY CASSIDY
    Aspettando di vedere il film Ott. 10, 2008, 7 p.m.
    Come al solito non leggo le recensioni prima di vederlo, lo farò di sicuro dopo la visione del film smile

    Per ora avevo solo sentito pareri che sostenevano che il film fosse " 'na zozzeria", mi sembrava strano visto che di solito i lavori di Frankuzzo mi piacciono, mi fa piacere leggere qui nel forum che il film invece è piaciuto…insomma, ne riparliamo dopo la visione smile

    Cheers!

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  • VickyVale VickyVale
    Ott. 10, 2008, 11:48 p.m. - Staff
    Premetto che La nebbia per me è il più bel racconto di King. Era difficile che un film raggiungesse quel livello e infatti The Mist non vi è riuscito del tutto, ma è comunque una pellicola che usa ingredienti molto semplici per una feroce riflessione politico-sociale. Il finale è letteralmente angosciante. Bravo Darabont che anche in questa occasione è riuscito a trasporre sullo schermo King alla sua maniera, trovando una strada personale senza però tradire la materia di partenza.

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The Mist

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