Recensione Madagascar 3: ricercati in Europa (2012)

E' proprio la sua semplicità ad aver fatto la fortuna del franchise di Madagascar ed è del tutto comprensibile che è su questa strada che si intenda andare avanti, tra trovate e divertimento immediato e vivace.

La lunga strada verso casa

Non sarà l'animazione di qualità di casa Pixar, ma non si può negare che alla DreamWorks siano stati capaci di mettere in piedi più di un franchise di successo e molto amato dai giovanissimi di tutto il mondo. E' così per Kung Fu Panda, ma lo è altrettanto per le avventure di Alex, Marty, Gloria e Melman (senza dimenticare gli impagabili Pinguini), ovvero i simpatici protagonisti di Madagascar 3: ricercati in Europa, presentato fuori concorso alla 65ma edizione del Festival di Cannes, seguendo le orme ben più imponenti del loro collega panda interpretato da Jack Black, sulla Croisette alcuni anni fa.
Li avevamo lasciati in Africa e lì li ritroviamo, decisi a lasciare il continente e tornare a New York, dove lo zoo li attende. Il gruppo si mette in viaggio e sbarca a Montecarlo per riunirsi ai pinguini e farsi riportare in America, ma guai ed imprevisti li rendono, come dice il titolo originale i più ricercati d'Europa, dando il via ad una viaggio senza sosta tra varie destinazioni del Vecchio Continente al seguito di altri animali di un circo che, loro malgrado, li accolgono sul loro treno, salvandoli dalla minacciosa Dubois, capitano di polizia che si mette sulle loro tracce con i suoi agenti. Il tutto per tornare nell'agognata New York, ma, una volta arrivati lì dopo tante esperienze ed avventure, saranno ancora felici di essere rinchiusi in uno zoo?


E' la principale aggiunta narrativa alla serie, nuovi personaggi, Dubois a parte, per alterare gli equilibri nel gruppo e fornire nuovi spunti e varianti agli autori: Vitaly, Gia e Stefano, nonchè una simpatica orsa. Ma nuovi personaggi vuol dire anche nuovi doppiatori ed ai soliti Ben Stiller, Chris Rock, David Schwimmer e Jada Pinkett Smith, tutti presenti sulla Croisette per accompagnare la prima mondiale del film, arrivano i bravi Bryan Cranston, Jessica Chastain e Martin Short per i tre animali dello zoo e Frances McDormand per la poliziotta.
E' evidente che la trama sia essenziale e serve come pretesto per spostare i personaggi in giro per suggestive ambientazioni europee, da Montecarlo (dove è ambientato un inseguimento in auto che percorre alcuni tratti noti a chi segue la Formula 1) a Roma e Londra. Non è un caso che di Madagascar 3 funzionino meglio singole scene piuttosto che l'insieme, che la somma dei frammenti sia superiore al valore del totale: abbondano i momenti simpatici e divertenti, che fanno la gioia del pubblico più giovane, ma manca uno sviluppo articolato dell'intreccio. Efficace l'aver aggiunto l'elemento circense, che sembrerebbe rappresentare un potenziale sviluppo futuro della serie, e che giustifica la messa in scena di ulteriori sequenze vertiginose che il 3D valorizza.

Per il terzo capitolo delle vivaci (dis)avventure degli animali provenienti dallo zoo di New York, infatti, arriva l'evoluzione tecnica ormai imperante nel settore dell'animazione in CGI: il passaggio al 3D, sfruttato per rendere ancora più vertiginosa e coinvolgente la frenesia delle sequenze che vedono protagonisti i simpatici animali che animano il film. E' la più evidente evoluzione tecnica del franchise, perchè lo stile grafico di Madagascar, basato su un tratto stilizzato ed essenziale, non giustifica un livello di dettaglio iperrealistico che la tecnologia attuale consentirebbe. Anche se resi ampi dalla terza dimensione, i fondali del film, infatti, non reggono il confronto con quanto visto in altri film degli ultimi anni.
Ma è proprio questa semplicità ad aver fatto la fortuna del franchise ed è del tutto comprensibile che è su questa strada che si intenda andare avanti, tra trovate e divertimento immediato e vivace.

Movieplayer.it

3.0/5