Recensione Benvenuto a bordo (2011)
La crociera del cretino
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La critica deve però prendere le distanze da questi facili accostamenti, cercando di giudicare un'opera soltanto per ragioni esclusivamente legate al suo valore cinematografico. E, da questo punto di vista, Benvenuto a bordo è l'ennesimo esemplare di commedia d'Oltralpe pensata per sbancare i botteghini locali, ma che (visto il successo di alcuni titoli recenti) sta cominciando a essere esportata con sempre maggiore frequenza anche nelle nostre sale. Il regista e sceneggiatore Éric Lavaine, specialista del genere, impianta una farsa corale fondata sull'unità di tempo e di luogo, attingendo a un'ambientazione - quella del viaggio in crociera - che di per sé è dotata di una forte valenza umoristica a causa della "fauna" decisamente grottesca che popola spesso questi luoghi. Il canovaccio poggia su un elemento comico dalla portata universale, facendo leva sull'assoluta idiozia del suo pratogonista: Rémy Pasquier (interpretato dal mattatore Franck Dubosc) che per una serie di strane circostanze finisce per essere assunto come capo animatore della prestigiosa Costa Atlantica, provocando una serie incalcolabile di disastri con sommo disappunto del direttore di crociera Richard Morena (il brillante Gerard Darmon). L'assunzione di Rémy è in realtà il frutto della vendetta del responsabile delle risorse umane Isabelle (Valerie Lemercier, talento comico premiato diverse volte ai César), andata su tutte le furie per essere stata licenziata, nonché mollata, dal suo amante, il direttore della compagnia (Lionnel Astier). Questo spunto di partenza, abbastanza esile ed elementare, viene arricchito facendo interagire sulla nave una moltitudine di personaggi, i quali danno vita a una vivace girandola sentimentale: a partire dallo stesso Rémy che si innamora della bella capitana di origini napoletane Margherita Cavallieri (la nostra affascinante Luisa Ranieri, che si è ormai costruita una carriera anche nell'Esagono), suscitando le gelosie di Richard.
A differenza di un film come La cena dei cretini, dove la stupidità del protagonista come fattore che innesca la vis comica era sostenuto da una sceneggiatura arguta e raffinata, in Benvenuto a bordo l'umorismo si ferma al suo stato più elementare, quello della farsa sempliciona che si fonda su elementi piuttosto basilari e su personaggi ridotti a macchietta (ad esempio l'istruttore di ginnastica che si finge gay per potere in realtà rimorchiare meglio le clienti, oppure il passeggero esageratamente pignolo cui non va bene niente). Nonostante qualche situazione riesca a strappare il sorriso (in particolare una sconclusionata parodia dell'ultima sequenza di Titanic), la commedia di Éric Lavaine finisce per ondeggiare incerta tra situazioni slapstick e intrecci da commedia romantica; mescolando una comicità più rozza e caciarona (senza però il coraggio di approdare nel territorio del politicamente scorretto) con buoni sentimenti per famiglie, senza però essere capace di prendere una posizione netta e trovare una personale via alla comicità. E il personaggio di Rémy, in bilico tra una dimensione più surreale e anarchica di individuo (inconsapevolmente) distruttivo e una più normalizzante di essere ingenuo dal cuore d'oro, non riesce a dispiegare tutta la carica deflagrante di cui era potenzialmente dotato. Sfortunatamente in questo caso la realtà della cronaca è riuscita a superare, quanto a grottesco e a (involontariamente) comico, persino la più fervida finzione cinematografica...A quando un cine-cocomero dei Vanzina dedicato a Capitan Schettino?la pagella della redazione
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Benvenuto a bordo
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- Film del 2011
- Generi: commedia
- Regia di: Eric Lavaine
- Cast: Franck Dubosc, Valérie Lemercier, Gérard Darmon
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