Recensione Viaggio in paradiso (2011)
Il bambino e il fuorilegge
VIDEO
Insolito è anche lo spunto da cui scaturisce il soggetto: il carcere messicano, realmente esistito, di "El Pueblito", nato come innovativo esperimento di rieducazione negli anni Cinquanta e finito per trasformarsi in una sorta di piccola città-stato, interamente controllata dalla criminalità e al di fuori di ogni giurisdizione. In questo strano luogo, che somiglia molto poco a una prigione e sembra piuttosto un'enorme baraccopoli in cui prolifera ogni forma di delinquenza e di traffico illecito, viene catapultato all'improvviso il personaggio interpretato da Gibson. Si tratta di un rapinatore dall'identità e dal passato misteriosi, beccato durante un grosso colpo sul confine messicano da due poliziotti corrotti, i quali si intascano la cospicua refurtiva e lo gettano in pasto alla crudele fauna di El Pueblito. La sceneggiatura prosegue seguendo i binari classici del prison-movie e del buddy-action, dando vita a una curiosa accoppiata di protagonisti: accanto al fuorilegge troviamo un bambino di dieci anni, già accanito tabagista, e figlio di un ex detenuto assassinato dal boss che gestisce il carcere, Javi. Il ragazzo fa da anfitrione al nuovo arrivato, introducendolo al duro mondo di El Pueblito. In cambio il buon Mel si comporterà da padre putativo, prendendosi cura di lui e della madre: il mefistofelico Javi, infatti, vuole mettere le mani sul fegato del bambino per potersi curare da una malattia congenita. Naturalmente il nostro (anti)eroe troverà anche il tempo di rimpossessarsi del suo bottino e di farsi strada al di fuori del penitenziario, riuscendo persino a regolare anche qualche conto con il passato.
Pur con qualche necessaria concessione al politically correct (ad esempio il protagonista coinvolge il bambino in tutta una serie di attività rischiose e illegali, ma gli impone comunque di smettere di fumare) Viaggio in paradiso non lesina sul sangue e sulle immagini truculente e si diverte a mettere in scena un personaggio assolutamente anticonvenzionale, un affascinante mascalzone che Gibson riesce a rendere con la giusta carica di ironia. Adrian Grunberg dimostra di avere una notevole padronanza tecnica e dimestichezza nella direzione delle coreografie d'azione, che nel film sono tutte improntate sull'accumulo grottesco (come la sparatoria filmata al ralenty che sembra uscita da uno spaghetti western, oppure la scena decisamente sopra le righe in cui Gibson prende al balzo una granata per lanciarla di nuovo contro il proprio avversario). Non mancano neppure momenti citazionisti e autoironici in cui l'attore scherza con la sua immagine di divo, oppure si diverte a bersagliare altre icone del cinema (esilarante in particolare la sequenza cult in cui finge al telefono di essere Clint Eastwood). Viaggio in paradiso rappresenta insomma un divertente e liberatorio contraltare alla magniloquenza e al gigantismo della filmografia gibsoniana e dimostra come, nonostante tutto, il ruolo che più si adatta a Mel rimane quello più genuinamente tamarro degli esordi.
la pagella della redazione
0 Commenti
| Commenta: |
|---|
Viaggio in paradiso
-
- Film del 2011
- Generi: azione, drammatico
- Regia di: Adrian Grunberg
- Cast: Mel Gibson, Peter Stormare, Dean Norris
Gli articoli più letti
-
Negli occhi di chi guarda - Recensione La grande bellezza (2013)
E' un film disorganico, opulento, frammentario e sfacciato, ma anche bello da ridurti in lacrime, questo omaggio alla Capitale firmato da Paolo Sorrentino.
-
Wanna Fight? - Recensione Solo Dio perdona (2013)
Il nuovo film di Refn in concorso a Cannes 2013 sovverte le aspettative e spiazza, ma presenta aspetti che lo rendono comunque interessante.
-
Capitan Harlock, pirata 3D
Presentato in anteprima a Cannes 2013 un estratto di 15 minuti del nuovo film in CGI dedicato al personaggio di Leiji Matsumoto, da settembre sugli schermi giapponesi.
-
L'amore che insegna - Recensione La vie d'Adele (2013)
Adèle Exarchopoulos, diciannove anni, dimentica l'estraneo che la spia, dimentica di stare recitando, scompare nella sua omonima, assorbe, va in estasi, soffre, singhiozza, e cambia e cresce di fronte a noi. Il risultato è la vita, o meglio, i primi due capitoli della vita, raccontati in tre ore. Da un vero maestro.
-
Buffy: dieci anni dopo, l'inimitabile Cacciatrice
Inedita e frizzante commistione di horror, teen drama, commedia e action, Buffy - L'ammazzavampiri non aveva modelli immediati, e oggi non ha epigoni paragonabili; è rimasto un caso singolare e irripetibile nella storia dei network americani sia nel suo impatto culturale che nel volume e nella varietà di sperimentazioni che seppe proporre.
-
Sorrentino e Servillo portano 'La grande bellezza' di Roma a Cannes
-
Robinson Redford - Recensione All Is Lost (2013)
-
The Times They Are A-Changin' - Recensione Inside Llewyn Davis (2013)
-
Per guarire l'anima - Recensione Jimmy P. (Psychotherapy of a Plains Indian) (2013)
-
Solo Dio perdona: il ritorno di Nicolas Winding Refn a Cannes
