Recensione Wu xia (2011)
A History of Violence alla hongkonghese
Il buffo investigatore interpretato da Takeshi Kaneshiro utilizza tecniche molto innovative nel ricostruire la scena del delitto, e le scelte visive del regista - che addirittura ricordarno lo stile moderno e televisvo di un CSI - strappano più di una risata soprattutto in contrapposizione all'apparente innocenza e ingenuità di questo "eroe per caso". Ma man mano che la verità viene a galla e un doloroso e sanguinoso passato emerge, questo ironico mistery assume toni sempre più drammatici, il personaggio di Liu Jinxi cresce di intensità e la performance di Donnie Yen (che coreografa anche tutte le impressionanti scene d'azione, ma non per questo si limita a recitare con il solo corpo) finisce con l'oscurare il lavoro del collega e a portare il film su binari più vicini al genere che il titolo del film evidentemente richiama.Più il film va avanti, e più la commistione di generi e stili è evidente, così come gli omaggi (tutta la spettacolare sequenza finale non può che far venire in mente The One Armed Swordsman, di cui tra l'altro inzialmente questo film doveva essere un semplice remake), e il regista colpisce per la capacità in cui riesce a gestire questi improvvisi cambi di tono (e stile) senza per questo turbare lo spettatore. Anche la fotografia è di buon livello anche se molto lontana da fasti spesso raggiunti da altri classici del genere, mentre il punto più debole rimane forse la sceneggiatura che parte da un plot poco originale e cerca di rifarsi inserendo situazioni spesso poco chiare o non esattamente giustificate, e soprattutto, nella seconda metà, si concentra troppo sul personaggio principale dimenticandosi un po' di tutto il resto.
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Wu xia
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- Film del 2011
- Generi: azione, drammatico
- Regia di: Peter Chan
- Cast: Donnie Yen, Takeshi Kaneshiro, Kara Hui
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- edizione: Cannes 2011 - Cannes Film Festival
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