Rassegna stampa per il film Another Earth del 2011, diretto da Mike Cahill e interpretato da William Mapother, Brit Marling, Jordan Baker, Flint Beverage, Robin Taylor, Joseph A. Bove, Natalie Carter, Diane Ciesla.
Le recensioni dei maggiori siti e quotidiani italiani di cinema.
Sceso di 126 posizioni rispetto alla settimana scorsa
Visualizza il grafico della popolaritàAnother Earth ( 2011 )
basato su 34 voti
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Voto rassegna stampa
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- Voto rassegna stampa 68
La nostra recensione
Congiunzione astrale
"Che fai tu, luna, in ciel? Dimmi, che fai, silenziosa luna?" Così cantava Giacomo Leopardi nel 1830 in uno dei suoi più celebri componimenti, rivolgendosi all'astro che osserva immobile le sventure umane dall'alto del cielo notturno. Le premesse contenute in Another Earth, pellicola indie diretta da Mike Cahill, sembrano mutuate dalle elucubrazioni pessimistiche del grande poeta recanatese anche se in questo caso al posto della luna troviamo un altro pianeta terra, esattamente identico al nostro, ma distante anni ...
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Another Earth - la recensione
di Mirko Salvini - ondacinema.it pubblicata il 04 giugno 2012Mike Cahill, che il film lo ha diretto, montato, fotografato e scritto (in tandem appunto con la brava protagonista, sua compagna di studi), si misura col genere fantascientifico, nella sua accezione più colta (diversi recensori hanno non a caso menzionato "Solaris" come fonte d'ispirazione, del resto non sono certo pochi i film ispirati dal capolavoro di Tarkovskij) e anche se questa piccola produzione non può certo vantare i budget che di solito caratterizzano i prodotti di questo genere, è ammirevole il risultato che il regista raggiunge coi suoi pochi mezzi a disposizione. Molto interessante la tavolozza cromatica utilizzata per raccontare la storia, studiata per meglio evocare il gelo nella vita di questa giovane donna che ama e sente disperatamente il bisogno di pulire... metafora fin troppo convenzionale, si dirà, ma funzionale al racconto.
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Another Earth - la recensione
di Roberto Nepoti - La Repubblica pubblicata il 18 maggio 2012C'è dunque una differenza tra Another Earth e il film di von Trier, ed è sostanziale. Là dove Melancholia finiva nella catastrofe ultima, qui l'"altro mondo" si rivela motivo di speranza. Realizzato con il linguaggio proprio del cinema "indie" americano (macchina da presa mobile, insistenza sui volti degli attori...), il film è accompagnato dall'immagine statica, semplice e suggestiva, del grande pianeta gemello che sovrasta il nostro. I colori sono curati: caldi negli interni, tendenti al blu invernale nelle scene all'aria aperta. Molto importanti le musiche elettroniche dei newyorkesi Fall on Your Sword, che giocano su risonanze come erranti nel vuoto cosmico: l'esatto opposto degli ironici valzer di Strauss nel kubrickiano 2001: odissea nello spazio. L'attrice protagonista, la bionda Brit Marling, è anche co-sceneggiatrice assieme al regista (oltre che produttore, direttore della fotografia, montatore) Cahill, del quale è amica da lungo tempo.
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Another Earth - la recensione
di Maurizio Porro - Corriere della Sera pubblicata il 18 maggio 2012Un sorprendente esempio di fantascienza interiore, senza i fantasiosi effetti speciali, ma piantata solida nel dilemma di una ragazza che provoca un in incidente d'auto distratta dalla scoperta di un pianeta che duplica la Terra. L'idea non è nuova(...) ma la brava Brit Marling (sceneggiatrice) coniuga i due piani , reale e fantastico , con partecipazione agli utili morali con uno stile rarefatto , silenzioso , antoniano.
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Another Earth - la recensione
di Dario Zonta - L'Unità pubblicata il 18 maggio 2012Continuano ad apparire altri mondi , altri cieli del nostro cinema ,(...) come possibile redenzione.(...) Film indipendente di un esordiente, Cahill immagina un'altra Terra , nostra doppia perfetta .Anche negli errori?
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Another Earth - la recensione
di Maurizio Acerbi - Il Giornale pubblicata il 18 maggio 2012L'esatto duplicato della Terra(...) Il tema della seconda possibilità, con spruzzata di fantascienza e riflessione sulla crudeltà del destino . Una zuppa , si, ma ben mescolata.
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Another Earth - la recensione
di Giancarlo Zappoli - MyMovies.it pubblicata il 16 maggio 2012Anche se l'idea di base ha qualche remoto debito nei confronti di Solaris di Tarkovskij e l'immagine del pianeta che si staglia nel cielo rimanda (involontariamente perché questo film è anteriore) a quella dell'altrimenti minaccioso Melancholia di Lars Von Trier, il suo sviluppo si rivela interessante (...) La riflessione su un percorso di espiazione che si intreccia con la tensione verso un confronto con un altro sé viene sostenuta per buona parte del film grazie anche all'ottima prestazione dei due protagonisti. Peccato però che un finale pacificatorio vanifichi quanto costruito in precedenza consegnando il film a una banalità che le premesse sembravano voler evitare.
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Another Earth - la recensione
di Mauro Gervasini - Film Tv pubblicata il 15 maggio 2012Il problema di questa tipologia di science fiction colta è spesso la mancanza di "trippa": non c'è approccio viscerale al fantastico, che diventa il mezzo e non un fine del racconto psicologico.
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Another Earth - la recensione
di Fabiola Fortuna - FilmUp.com pubblicata il 10 aprile 2012l tema del complesso di colpa non è l'unico ad animare "Another Earth" che si rivela un film densissimo di tematiche e interessanti spunti di riflessione: tra tutti, emergono i temi del viaggio e della scoperta; successivamente il tema dell'incontro con l'altro altro (si ipotizza che il nuovo pianeta, in quanto speculare alla Terra, sia abitato da "doppi" dei terrestri). Cahill decide di inserire nella sua storia anche un caso mediatico (la scoperta di Terra 2 e il concorso per andare a visitarlo) che si prolunga negli anni e che influisce sempre di più sull'opinione pubblica. Si tratta dunque di un film complesso ma comunque comprensibile grazie all'abilità e alla comunicabilità del regista, che firma anche la sceneggiatura - oltre che la fotografia e il montaggio - insieme alla Marling.
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In conclusione, vale la pena sottolineare che la scelta di Rhoda di lavorare in una ditta di pulizie, in un liceo e a casa di John, esprime bene l'unico scopo che alla ragazza è rimasto di perseguire: sistemare le cose, mettere in ordine ciò che è caotico, ma soprattutto, lavare via la colpa.
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