Rassegna stampa per il film Amore 14 del 2009, diretto da Federico Moccia e interpretato da Veronica Olivier, Raniero Monaco di Lapio, Beatrice Flammini, Flavia Roberto, Riccardo Garrone, Pamela Villoresi, Giuseppe Maggio, Pietro De Silva.
Le recensioni dei maggiori siti e quotidiani italiani di cinema.
Stabile rispetto alla settimana scorsa
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basato su 53 voti
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Voto rassegna stampa
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- Voto rassegna stampa 53
La nostra recensione
L'amore ai tempi di Moccia
Da sempre, quello dell'adolescenza è riconosciuto come il periodo più problematico nella vita di un essere umano. Per colpa di amori non ricambiati, brufoli resistenti ad ogni tipo di crema, forme anatomiche che cambiano inesplicabilmente da un giorno all'altro rendendo obsoleto il guardaroba e un inevitabile quanto traumatico distacco dal bel mondo infantile. E in queste fasi tanto delicate gli adulti sono tutt'altro che di aiuto: quando non sono troppo sordi e ciechi ai giovani drammi, si ...
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Recensione Amore 14
di Boris Sollazzo - Il Sole 24 Ore.com pubblicata il 02 novembre 2009Il tempo delle mele qui ha perso il suo romanticismo, le mele maturano acerbe. E accanto alla caratterizzazione poco originale di queste brave-cattive ragazze, alla citazione di un film in arrivo (si vede Michela Quattrociocche imbronciata provare un vestito da sposa, scena da Scusa ma ti voglio sposare), si unisce una visione fatta di bassa sociologia e amoralismo d'accatto. Tanti i pregiudizi inquietanti: la ragazza che mangia tanto, la "cicciona" del gruppo, è semplicemente una ragazza che sta benissimo e se ne frega dell'anoressia delle amiche (peccato che siano loro il modello di bellezza della pellicola), il giovane benzinaio con cui Carolina si sperimenta per disperazione è oggetto di un classismo imbarazzante. E l'impressione è che, forse, questa volta, anche il pubblico non reagirà con lo stesso entusiasmo. Ma forse è solo un'illusione.
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Recensione Amore 14
di Carlo Prevosti - Cineblog.it pubblicata il 30 ottobre 2009Pensandoci bene forse i quattordicenni sono sempre gli stessi di sempre. I primi amori sembrano essere quelli destinati a durare in eterno, le amicizie vengono confuse con un legame indissolubile, la scoperta del sesso è un tabù solo per il mondo degli adulti. Parlano una lingua loro, fatta di superlativi assoluti e di espressioni gergali, come le generazioni degli anni novanta, e quelle degli anni ottanta prima ancora e così via. Si potrebbe definire la generazione dei teen ager di oggi come iper-comunicativa (cellulari, social network, instant messaging sono la normalità), fashion addicted (le riviste teen sono derivazioni di Cosmopolitan, non de Il Giornalino) e soprattutto sembrano essere molto più reattivi a tematiche di natura sessuale. La differenza tra i ragazzi di oggi e quelli del passato forse riscontrabile nel fatto che oggi sono diventati un bersaglio importantissimo del marketing, del mondo della comunicazione, ma soprattutto non sono più considerabili come una nicchia del mercato.
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Sotto questa prospettiva appare evidente come il pubblico di Amore 14 possa accettare di buon grado che il film sia trasformato in un unico lungo spot di una nota compagnia telefonica, oltre che di altri marchi dedicati al target di riferimento. Il product placement non è certo una novità, ma siamo ben oltre gli standard da James Bond. Ma questo non è più cinema. -
Recensione Amore 14
di Paolo D'Agostini - La Repubblica pubblicata il 30 ottobre 2009Dunque, come dichiara inequivocabilmente il titolo del film di Federico Moccia, già il suo quarto, e ancor prima del libro da cui discende, sesto dei suoi sette bestseller, Caro è appena quattordicenne. Moccia è troppo scaltro per aspettarsi il plauso universale. Per non sapere che altro non si può commentare se non che l'adolescenza in circolazione non è tutta così decerebrata com'egli la racconta. Esprimendo la filosofia dell'autore, a un certo punto Caro alla domanda "semplice o complesso?" dichiara senza dubbi la sua preferenza: "semplice!". Ma non tutti la pensano così, neanche tra i teenager. E, abbiate pietà, lasciate perdere i confronti con Il giovane Holden.
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Recensione Amore 14
di Adriano Ercolani - Comingsoon.it pubblicata il 29 ottobre 2009Il risultato complessivo è un lungometraggio fortemente targhettizzato, non c'è dubbio e non poteva essere altrimenti, ma allo stesso tempo pienamente funzionale per ottenere il successo al botteghino: in un contesto semi-industriale come quello italiano in cui il cosiddetto "cinema di genere" non riesce più a trovare una sua dimensione specifica e viene in molti casi vituperato, Amore 14 appare un'operazione commerciale molto ben calibrata, quindi meritevole di attenzione.
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Quello che forse si può obiettare a questa seconda regia di Moccia è la monodimensionalità con cui rappresenta il mondo dei giovani, eccessivamente leccato e per nulla disposto a problematizzare un microcosmo sociale complesso come quello dell'età dalle protagoniste. Sicuramente non è questo il prodotto destinato a raccontare in maniera realistica questo universo, ma di certo una maggiore attenzione ad alcune problematiche non avrebbe guastato. -
Recensione Amore 14
di Ilaria Ferri - FilmUP pubblicata il 29 ottobre 2009L'ultima fatica di Moccia risulta leggera e scanzonata, solo un finale realistico salva in corner una sceneggiatura che, ci si augura, sfiori soltanto in parte il mondo dei giovani di oggi. Un plauso va comunque alla fotografia (curata da Marcello Montarsi) che rende merito alla bellezza del cast, caratterizzato per lo più da giovani alle prime esperienze attoriali, cosa che incide sulla recitazione un po' cantilenante e scolastica.
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Un film adatto senz'altro a chi ama i libri di Moccia, un'educazione sentimentale moderna che fa riflettere più su quello che non dice, che su quanto mostrato. -
Recensione Amore 14
di Edoardo Becattini - MyMovies pubblicata il 29 ottobre 2009Il segreto del successo di Federico Moccia sta nella semplificazione, nel cercare una complicità con le coscienze confuse delle giovani adolescenti tramite la rappresentazione leggera di un'età universalmente identificata come complessa. L'idea è più o meno la stessa che sta dietro al successo di certe riviste popolari teen: schematizzare e semplificare i problemi e il disorientamento delle adolescenti e affrontare, senza timore di essere troppo precoci, quei temi che il mondo dei "grandi" considera ancora tabù, rendendoli accessibili e facilmente gestibili. Il suo lavoro consiste sostanzialmente nel convertire in materia letteraria quegli articoli di pochi paragrafi e nel dare movimento ai quadri di quei fotoromanzi a puntate. Nel passaggio dalla carta alla pellicola, Moccia segue lo stesso approccio, sapendo bene che la semplificazione deve passare attraverso l'estetica e perciò richiede una certa attenzione riguardo ai gusti effimeri e disparati degli adolescenti. Per questo motivo costruisce il suo film passando in rassegna tutte le mode e i fenomeni tecnologici del momento, con il passo innocente e ruffiano di chi conosce le pratiche del cinema sugli adolescenti e sa che meno problematicamente li si rappresenta e più il successo sarà garantito. Anche i protagonisti maschili rispondono ai canoni di un immaginario femminile infantile: Massi, il ragazzo dei sogni di Carolina, è sosia di Riccardo Scamarcio e ha il portamento e la sfrontata sicurezza di un giovane Marlon Brando, mentre il fratello maggiore si chiama Rusty James perché dovrebbe somigliare al personaggio di Matt Dillon in Rusty il selvaggio ed è un aspirante scrittore con il fisico da modello di biancheria intima.
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Recensione Amore 14
di Federico Pontiggia - Cinematografo.it pubblicata il 29 ottobre 2009Al netto di ogni moralismo, Amore 14 è immorale e pure la censura se ne sarebbe dovuta accorgere: non basta mettere alla gogna un genitore autoritario e un prete impiccione, caro Moccia, per fare il liberale e/o libertario, se poi - ed è grave - si fanno vivere a dei 13enni i "peggio problemi" dei 17enni o giù di lì, dalla verginità di cui liberarsi il prima possibile alla ricerca della felicità, ovvero del punto G, che a quell'età non deve figurare proprio tra le priorità - c'è anche una perdibilissima tassonomia dell'organo maschile... E che dire, soprattutto, del vero Leitmotiv del film, ossia il consumismo (non a caso, il product placement è poco invasivo), variamente e vanamente esaltato quale unica ragione di vita? Non siamo solo noi a dirlo, grazie a Dio, ma gli stessi coetanei della protagonista Caro, che hanno assistito alla proiezione stampa (uscita formativa...) al Cinema Adriano di Roma: "Non siamo così stupidi, né abbiamo questi problemi", riassume per tutti Chiara, dell'Istituto Seraphicum all'EUR.
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L'amore senza età
di Marcella Peruggini - 35mm.it pubblicata il 26 ottobre 2009Arrivato con successo al suo secondo lungometraggio, lo scrittore Federico Moccia fa i conti con una realtà complessa, quella dell'amore adolescenziale. Lo fa narrando momenti della vita sentimentale, che hanno il potere di restare sempre vivi in noi e condizionare il nostro modo di relazionarci agli altri, di mostrare i sentimenti e di viverli, e allo stesso tempo comunicando ai più giovani quel romanticismo che forse negli anni è andato un po' perso.
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Il tema ha un valore universale, valido tanto per i quattordicenni di oggi quanto per quelli di ieri, ma è calato nella società attuale che ci vede protagonisti di un'accelerazione dei ritmi e dei tempi naturali. I meccanismi dell'amore e dell'amicizia sono sempre gli stessi, ma vissuti attraverso le chat e i video girati in classe con i cellulari. Tutto è più veloce e più immediato, ma resta il tormento di chi comincia a conoscere la vita per quella che è, che prima assapora le gioie e poi le delusioni. Resta la consapevolezza di avere una strada davanti fatta di altre esperienze da vivere, ciascuna a suo tempo.
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