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Albert Nobbs è un film del 2011 diretto da Rodrigo García
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Albert Nobbs 2011 )

Rassegna stampa per il film Albert Nobbs del 2011, diretto da Rodrigo García e interpretato da Glenn Close, Mia Wasikowska, Aaron Johnson, Janet McTeer, Pauline Collins, Brenda Fricker, Jonathan Rhys Meyers, Brendan Gleeson.
Le recensioni dei maggiori siti e quotidiani italiani di cinema.

61 MovieScore (?)
basato su 40 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Voto rassegna stampa

  • Il nostro staff prende in esame tutte le testate da noi selezionate alla ricerca delle recensioni per ogni film in uscita. Per ogni recensione trovata, viene preso il voto assegnato dal critico che l'ha redatta e convertito in una scala da 1 a 100 (per i critici che non indicano un voto esplicito, viene assegnato dal nostro staff un punteggio sulla base dell'impressione generale data dall'articolo). Basandoci su tutti i punteggi presenti nel nostro archivio, viene ricavata una media che rappresenta il voto della rassegna stampa.

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  • Voto rassegna stampa 63

La nostra recensione

Non sono una signora

di Francesca Fiorentino pubblicata il 02 dicembre 2011

La Dublino del diciannovesimo secolo è una città povera, minacciata dall'epidemia di febbre tifoidea. Eppure, quando si entra nel Morrison's Hotel, gestito dalla querula Mrs. Baker, tutto sembra cambiare. I ricchissimi clienti passano le loro giornate annoiandosi, le cuoche preparano succulenti manicaretti, le cameriere con le vezzose uniformi fanno di tutto per compiacere gli avventori, così come fanno i maggiordomi. E tra questi, uno in particolare spicca per la bravura nel compiere il lavoro, Albert Nobbs. Mai un ...

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Rassegna stampa

  • Albert Nobbs - la recensione

    di Mirko Salvini - ondacinema.it pubblicata il 13 febbraio 2012

    Sfortunatamente Rodrigo Garcia è, sì, un buon direttore di attori ma anche un illustratore abbastanza convenzionale, quindi il film, pur essendo figurativamente corretto, finisce per risultare decisamente più banale della storia che racconta. Ed è un vero peccato che soggetti così interessanti e attrici così prestigiose non riescano ad attirare l'attenzione di registi più validi che potrebbero col loro talento e qualche guizzo in più realizzare film decisamente più all'altezza delle aspettative.

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  • Albert Nobbs - la recensione

    di Adriano Ercolani - MyMovies.it pubblicata il 10 febbraio 2012

    Finché si tratta di raccontare la drammatica vicenda di una donna costretta a fingersi uomo per sopravvivere, Albert Nobbs funziona a meraviglia. Quando però la sceneggiatura cambia direzione e comincia ad inscenare i piani della protagonista per costruirsi un futuro migliore, ecco che i meccanismi narrativi si inceppano e la narrazione diventa meno credibile. L'ostinazione con cui Nobbs ad esempio decide di sposare la dolce e sfortunata cameriera non ha una giustificazione logica abbastanza forte da convincere gli spettatori. Il film rimane comunque guardabile in virtù delle prove d'attore sempre altissime, ma nella seconda metà diventa sicuramente meno avvincente rispetto a quanto settato nella prima. Accurato nella messa in scena, il lungometraggio di Rodrigo García rimane un'opera fondamentalmente incompiuta soprattutto a causa di una sceneggiatura che, basandosi su un soggetto molto difficile da strutturare, non riesce del tutto a equilibrare storie e situazioni di difficilissima gestione. Albert Nobbs merita però la visione per la bellissima e misurata prova d'attrice di Glenn Close, finalmente tornata a regalarci la sua enorme bravura anche sul grande schermo

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  • Albert Nobbs - la recensione

    di Valerio Sammarco - Cinematografo.it pubblicata il 09 febbraio 2012

    Il film di Rodrigo Garcia ragiona fondamentalmente su questo, ma non riesce ad elevarsi, a raggiungere emotivamente lo sguardo: e il sogno di Albert (motivato da interesse o reale sentimento?), sposare la giovane collega Helen (Wasikowska), muore insieme all'interesse dello spettatore. Fiaccato da un incedere stanco e da un'estetica del racconto anonima.

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  • Albert Nobbs - la recensione

    di Andrea D'Addio - Film.it pubblicata il 07 febbraio 2012

    Attorniata da un grandissimo cast che va da una vecchia sicurezza come Brendan Gleeson a giovani star come MIA WASIKOWSKA e AARON JOHNSON (con un cameo anche di JONATHAN RHYS MEYERS), Glenn Close si fa carico di una pellicola più densa di significati, capace di emozionare tanto con la semplice vicenda privata, quella di una persona a cui, di fatto, il caso ha deciso di negare una vera esistenza, che con la sua contestualizzazione storica, l'amore tra donne, l'imperante sistema maschilista e il sacrificio dell'individuo in nome delle etichette su cui è costruita la società. Non ci sono semplificazioni né ricerca di finali catartici in questa storia raccontata con sensibilità da Rodrigo Garcia. Tutti i personaggi della vicenda hanno una propria tridimensionalità, non si ha mai la percezione che la loro presenza sia semplicemente funzionale al percorso del protagonista, ma se ne sente il continuo vivere anche senza che appaiano in camera, vuoi per un rumore, vuoi per un ombra o una semplice inquadratura che dice tutto in un solo fotogramma.

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  • Albert Nobbs - la recensione

    di Carola Proto - Comingsoon.it pubblicata il 07 febbraio 2012

    Chiudendo le porte di quell'Irlanda ottocentesca in cui le donne nubili o andavano in convento o finivano per la strada, Rodrigo Garcia non riesce però nemmeno a gettare le basi per un dramma intimista, perché il mistero di cui vuole circondare Albert Nobbs finisce per paralizzare sia il personaggio, che si rinchuide in una gabbia di pudore e infelicità, che il racconto. Ed è un peccato, perché i temi che il film affronta, e cioè l'ambiguità sessuale, la ricerca di un'identità e la necessità di indossare una maschera per essere accettati dalla società, sono interessanti. In qualche scena vengono approfonditi, anche con un certo umorismo e con la giusta leggerezza, ma non basta: non sono che attimi fugaci, fremiti di vita in un universo raggelato che somiglia un po' a un museo delle cere. Un universo sostanzialmente statico, a cui la suddivisione in "mondo di sopra" (quello dei signori) e "mondo di sotto" (quello della servitù) giova fino a un certo punto, perché chiama in causa l'impietoso paragone con i due Mogul Gosford Park e Quel che resta del giorno. Cosa resta allora di Albert Nobbs? Quel che resta di Albert Nobbs, e non è poco, è la performance di Glenn Close, coraggiosissima nella sua rinuncia a ogni sensualità e intensa come non lo era mai stata prima.
    Ci piacerebbe che quest'anno l'Oscar andasse a lei, invece che alla Lady di Ferro Meryl Streep.

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  • Albert Nobbs - la recensione

    di Federica Di Bartolo - FilmUp.com pubblicata il 31 gennaio 2012

    In questa accurata messa in scena emerge il dramma psicologico di una persona ferita e umiliata, dal cuore buono e puro, che nasconde un terribile segreto. Il tema dell'angoscia, della frustrazione e della paura, ma soprattutto del dolore e della solitudine sono il fulcro centrale dell'opera, cui si aggiunge il tema dell'identità e del desiderio di ricerca di un futuro migliore, che è insito in ognuno.
    "Albert Nobbs" è una pellicola raffinata, dalla costruzione classica, ma con temi decisamente moderni, che osserva e sonda l'animo umano in tutte le sue sfumature.

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