di numa (18.04.2007 16:32:20)
Entrare al cinema, uscirne sconvolto e diverso.
Sì è vero succede, mi succede spesso in questo ultimo periodo, forse perchè il cineforum infrassetimanale s'incarna di più dei filmoni da guinnes del fine settimana, legati al batter cassa!!
Comunque, film delicatamente violento malinconico e a tratti aspro. Un film lontano perchè Coreano, perchè colpito da tanta tecnologia a cui non siamo abituati...ci stiamo arrivando..
Il desiderio di cambiarsi i connotati per amore, perchè l'amore si può misurare in bellezza, e lo scontro di tutto ciò con l'intimo umano nell'incandescenza del proprio io umano di non ritrovarsi all'interno di un corpo estraneo.
Il tutto contornato dalla poesia di un amore sconvolto posseduto dalla tecnologia, l'avanguardia che avanza e ci tocca, meglio ci cambia.
ottimo. specie quando la propria personalità, capita, sia in crisi.
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di Beefheart (25.04.2007 18:49:26)
Commedia sentimentale in pieno stile Kim Ki-Duk; ovverosia molto particolare, grottesca e paradossale. La trama, piuttosto allucinante, parla di una coppia di innamorati che per incomprensioni, gelosie e ripicche continuano a "tradirsi", privandosi reciprocamente l'uno dell'altra, niente meno che cambiando ripetutamente i propri connotati facciali; azzerando così, ogni volta, il tempo trascorso, per tornare al punto di partenza, come in un loop infinito. In effetti il regista ci ha abituati alle più pronunciate iperboli narrative e visive ed anche in questo caso, in tal senso, non manca di stupire per originalità ed efficacia. Ciò che ci si aspetta, ossia il riferimento al Tempo, prende forma nell'ossessiva consapevolezza dei protagonisti del mutare delle cose durante il suo trascorrere. A supporto di tutto ciò: una convincente prova interpretativa, una felice scelta delle location (eccezionale il parco delle sculture) e la solita, imprescindibile, spiritualità orientale. Meritevole.
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di VicPage (01.10.2007 13:44:01)
Kim ci aveva abituati a povertà di parole e di personaggi, Time ci scaraventa in un mondo fatto di folle chiassose in cui la voce del singolo si perde e confonde, e con essa l'identità stessa. Espressionismo, cubismo e la deformazione dell'immagine saltano all'occhio da subito, dal collage di Seh-hee per dirne una, ed un malinconico surrealismo è reso palese dai volti incappucciati in lenzuola sfatte dei due protagonisti o dalle sculture dell'isola.
Meraviglioso il modo di trattar la tematica, concentrando l'attenzione sulla fragilità umana fin a rendere azioni e dialoghi ridicoli e teatrali.
Un pò forzato il tentativo d'autocitazione:
SPOILER: Ji-woo lavora nel suo studio al montaggio di scene da Ferro 3, e su una delle pareti è appesa la locandina di Wild animals.
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