Rassegna stampa per il film 7 giorni all'Havana (7 Days in Havana) del 2012, diretto da Benicio Del Toro, Pablo Trapero, Elia Suleiman, Julio Medem, Gaspar Noé, Juan Carlos Tabío, Laurent Cantet e interpretato da Josh Hutcherson, Daniel Brühl, Emir Kusturica, Melissa Rivera, Elia Suleiman, Jorge Perugorría, Mirta Ibarra, Daisy Granados.
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- Voto rassegna stampa 54
La nostra recensione
Una settimana a Cuba
Le prime esperienze di un giovane attore americano in città ed il suo incontro con una donna affascinante; il regista famoso e con problemi che arriva per ritirare un premio; la cantante che deve decidere se accettare o meno una proposta di lavoro, con risvolti romantici, all'estero; il palestinese per la prima volta a l'Havana in attesa di essere ricevuto all'ambasciata; l'esorcismo di una ragazza ritenuta omosessuale; l'impegnativa giornata di una psicologa che fa torte ...
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7 Days in Havana - la recensione
di Diego Capuano - ondacinema.it pubblicata il 13 giugno 2012L'idea era quella di radunare sette registi internazionali per una fotografia l'Havana nel 2011. Un ritratto dunque contemporaneo ed eclettico che si propone di discostarsi dai clichè turistici per toccare invece la vera anima stratificata di questo magico luogo.
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Alcuni degli episodi si svolgono negli stessi luoghi celebri dell'Havana, come la spiaggia o l'Hotel Nacional. Alcuni personaggi compaiono in più di una storia - ad esempio prima come protagonisti, poi, come semplici comparse, o viceversa - congiungendo il tessuto narrativo e mostrando una continuità tra i vari ambienti sociali, disegno di un universo variegato ma inscindibile. Nonostante la ovvia alternanza di risultati interni, il risultato finale è comunque deludente e riassumibile, tappa per tappa, in poche battute che seguono. -
7 giorni all'Havana - la recensione
di Roberto Nepoti - La Repubblica pubblicata il 08 giugno 2012Lo sguardo d'insieme che ne risulta non esclude nulla di ciò che si potrebbe aspettare. Luoghi, dalle strade e bar della Habana Vieja con relative memorie hemingwayane all'impotenza coloniale dell'Hotel Nacional agli scorci del Malecon, il famoso lungomare della città. E impressioni, quelle di qualsiasi visitatore che sbarca nella capitale cubana: quell'inestricabile mix di luoghi comuni che fanno convergere in una sola cosa turismo di piacere e pellegrinaggio ideologico.
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7 giorni all'Havana - la recensione
di Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa pubblicata il 08 giugno 2012(...) in tanto vagabondare di personaggi emergono le costanti di un lungomare ventoso, un cielo pesante di umidità, edifici fatiscenti, una pervasiva miseria e una malinconia che, a dispetto della vivacità della musica e la vitalità della gente, si annida ovunque.
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7 giorni all'Havana - la recensione
di Fabio Ferzetti - Il Messaggero pubblicata il 08 giugno 2012Discontinuo come ogni film a episodi, 7 Days in the Havana affronta spavaldo i mille strati di mitologia depositati sulla città. Difficile filmare la capitale cubana senza inquadrare i maestosi taxi anni 50, le onde che si infrangono sul Malecon o lo sciame di bellezze (in vendita o meno) che affolla le strade a ogni ora del giorno e della notte. Arduo anche descrivere il quotidiano degli habaneros senza sogni di fuga, zattere che prendono il mare, o tripli e quadrupli lavori affrontati con fantasia e buonumore insospettabilii nel viziato Primo mondo.
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7 giorni all'Havana - la recensione
di Alberto Crespi - L'Unità pubblicata il 08 giugno 2012E' forte la sensazione, di fronte a questo film collettivo, che tutto nasca da un pacchetto turistico gestito dalla film commission. Sei registi di (relativa) fama internazionale si trasferiscono a Cuba e appoggiandosi a troupe e attori locali - con tanto di sponsorizzazioni del festival del cinema e dei principali alberghi della città, ben visibili nel film - raccontano sei storielline imperniate sul labile tema degli stranieri in visita (...) Il senso complessivo sfugge. Se lo scopo era fotografare l'Avana alla vigilia di un cambiamento politico ed emotivo - quale sarà la fine di Fidel - è ampiamente fallito.
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7 giorni all'Havana - la recensione
di Massimo Bertarelli - Il Giornale pubblicata il 08 giugno 2012Che barba. Roba da svenire per la noia. Tanto è vero che questa boiata è stata presentata al recente Festival di Cannes. E' una commedia divisa in sette siparietti, tratti dai racconti d uno scrittore cubano e diretti da sette diversi registi. Non c'è una storiella da salvare, in compenso è impossibile individuare la più brutta. Ps era troppo difficile tradurre il titolo in italiano?
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7 giorni all'Havana - la recensione
di Maurizio Porro - Corriere della Sera pubblicata il 08 giugno 2012Vacanze a cuba con sei registi turisti (....) Un racconto per ogni giorno della settimana, toni drammatici (...) ma anche notti brave in cui ambosessi cercano distrazioni. Divertente Kusturica che fa se stesso, sigari, rum, molta musica e ancor l'amor che vuol dir gelosia.
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7 giorni all'Havana - la recensione
di Mariuccia Ciotta - Film Tv pubblicata il 05 giugno 2012Commozione con humour, Castro resta fuori campo ma i sette ritratti inanellano desideri e ancora incatenati di una Cuba Libre.
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7 giorni all'Havana - la recensione
di Marzia Gandolfi - MyMovies.it pubblicata il 04 giugno 2012Se l'episodio dei più è facile e facilmente dimenticabile, più riuscito quello di Del Toro e Trapero, stucchevole quello di Medem e mancato quello Tabío, di indubbio interesse sono i 'brani' di Suleiman, Noé e Cantet, che escono dai cliché e tentano il ribaltamento, battendo strade suggestive e marginali (...) Le tre stelle sono per loro e il loro spaiato atto d'amore a Cuba. Un atto d'amore per un Paese e un sogno che si sta perdendo dietro le parole recidive e il corpo vuoto di Fidel Castro, rimandato penosamente dalle televisioni di un albergo in cui non si trova l'uscita.
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