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Breaking News 2004 )

Breaking News è un film di Johnny To del 2004, con Kelly Chen, Nick Cheung, Richie Ren, Cheung Siu-Fai, Hui Shiu Hung, Lam Suet. Prodotto in Hong Kong. Durata: 90 minuti. Distribuito in Italia da TIME CODE a partire dal 05.08.2005.

la Trama
Davanti alle telecamere di una TV, un gruppo di banditi umilia la polizia, dopo una sparatoria seguita ad una rapina. Per riconquistarsi il favore del pubblico, i poliziotti dovranno stanare i malviventi usando lo stesso mezzo: la detective Rebecca Fong prepara un'operazione mediatica in cui ogni poliziotto viene dotato di una telecamera, e in cui la cabina di montaggio diventa centro nevralgico delle operazioni.

[recensione] di Marco Minniti
L'ormai terzultimo film di To coniuga ottimamente esigenze di botteghino e spinte autoriali, con un messaggio sui media che va ad integrarsi perfettamente con le scelte di regia e montaggio adottate.
(04 Ago 2005)

[news] di Fabio Fusco
Un week end d'azione, soprattutto, ma anche di risate e di atmosfere da fiaba. E non manca il consueto horror estivo.
(04 Ago 2005)


Altre News e Articoli
di Ragazzo bianco (06.12.2008 12:20:54)

Volevo solo dire che ho visto i primi 7 minuti di questo film. Purtroppo solo i primi 7...
...
Cose de pazzi e chi lo ha visto sa cosa intendoBiggrin. To inizia a piacermi, urge approfondire.


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di Ragazzo bianco (03.03.2009 15:36:45)

Visto ieri sera. Allora, cominciamo col dire che Breaking news si divide in due: i primi 7 minuti e il resto del film. Quei primi 7 minuti sono indescrivibili, quel piano sequenza meriterebbe una ventina di premi a parte, qualche monumento e simili. Incredibile, bellissimo, basta e avanza per capire di che stoffa è fatto Johnny To. Il resto del film è molto buono, opera metacinematografica per lo più ambientata all'interno e nei dintorni di un palazzo, riflessione sul potere dei mezzi mediatici affrontata in modo non del tutto scontato. C'è da dire che ogni tanto mi sembrava che il discorso politico fosse tralasciato, a volte guardando Breaking news si ha la sensazione che il contenuto sia accantonato in favore della forma, ma forse è normale quando si ha al comando un regista così "invadente" e lo dico nell'accezione migliore del termine, almeno nel suo caso. In certi punti le situazioni sembrano quasi più un pretesto per lasciar sbizzarrire To in evoluzioni con la macchina da presa (ma come la sa muovere quest'uomo la muovono in pochi) e giochi di montaggio (parallelo, invisibile, con split screen e chi più ne ha...), ma non capita spesso, per lo più To riesce a non essere gratuito e a fare un film che lancia un messaggio, se vogliamo anche importante. E lo fa con una maestria tecnica che a volte potrà infastidire (che bisogno c'è di fare 400 dolly verso il basso e 6000 carrelli intorno alla protagonista seduta davanti al PC?), ma resta indiscutibile. Sono rimasto piuttosto colpito dal modo in cui questo regista tratta l'azione, a volte alla ricerca di un certo "realismo", come nella sparatoria iniziale, altre volte proponendo soluzioni spettacolari, specie nelle coreografie.
Un bel film, che offre diversi spunti sia per il contenuto che per la realizzazione e IMO anche molto godibile nella sua confezione di film d'azione. Gli ho preferito leggermente The mission, ma di poco. Il prossimo sarà Exiled, ho visto il trailer e promette molto benePappa.


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di Pike Bishop (03.03.2009 15:50:04)

Bravo a Ragazzo Bianco che ha recuperato il film che ha fatto scoprire To all'Italia (con praticamente sette anni di ritardo rispetto all'Europa e una ventina rispetto a Hong Kong Tounge). Riporto qua la mia recensione...


Johnnie To, maestro di Hong Kong, che in Italia non ha trovato ancora il riconoscimento che merita, tocca, con "Breaking News", le quaranta opere, firmando l'ennesima perla della sua vasta filmografia.
L'idea centrale è semplice e diretta e, soprattutto, evidente, nel mondo delle guerre mediatiche: "Breaking News" è un film sulle possibilità di regia e sulla regia degli eventi, e di come essi possano essere diretti dall'alto.
Si parte con un piano-sequenza di quasi sette minuti: un micro-film autoconclusivo in cui succede di tutto, sia per azione (sparatoria infinita e relativa fuga) che per i fluidi movimenti del dolly.
Il resto del film si svolge in un condominio, dove i rapinatori si nascondono in un appartamento, prendendo in ostaggio una famiglia composta da padre e due bambini.
Alla polizia non resterà altro che tentare l'assalto al forte.

"Breaking News", visivamente così esuberante, scricchiola a causa dello schematismo dell'intreccio.
L'autore spazia fra azione pura e western metropolitano, j'accuse anti-mediatico e strizzatina d'occhio, nel finale, al melò. Nel magma di generi, la storia risulta fiaccata, e i personaggi eccessivamente "tipizzati". Non mancano gli stilemi cari a To: lo scontro fra due fazioni, la lealtà nel gruppo, l'immagine dei protagonisti che, come pistoleri, sparano immobili, guardando in faccia l'avversario, lasciando alla macchina da presa il compito di disegnare traiettorie che rasentano l'astrazione, tracciate intorno alla loro sublime fissità.

Come detto in precedenza, "Breaking News" ha al suo centro la regia degli eventi, la manipolazione della verità filtrata dall'occhio della videocamera e che questa sia la cinepresa del "deus-To", la telecamera degli agenti, la webcam per mezzo della quale comunicano Yuan e Rebecca , poco importa.
E quello che impressiona davvero è, infatti, la regia di To. La sua padronanza del mezzo tecnico porta a picchi di puro godimento visivo. Mascherato da film-a-tesi, il lavoro di To è, invece, un vero e proprio divertissement in cui la più grande preoccupazione è la costruzione e il cesellamento della singola scena e la sua virtuosistica direzione. Cinema di forma e forme di cinema: in scena si susseguono carrelli, dolly, steady-cam, grandangoli, split-screen. Sempre fresco, mai pesante, (quasi) mai fine a se stesso, le sue opere sono manuali di stile da far impallidire anche i più conclamati registi internazionali.
To gioca col Cinema e il Cinema ringrazia.


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di Ragazzo bianco (03.03.2009 16:28:22)

Bravo a Ragazzo Bianco che ha recuperato il film che ha fatto scoprire To all'Italia

Ah perchè, adesso in Italia è conosciuto?Biggrin Il discorso è il solito, purtroppo gli unici film orientali davvero conosciuti qui da noi sono quelli di Zhang Yimou, anzi di "quello là, come si chiama, sì dai il regista [U]giapponese[/U] di Hero e Il bosco dei coltelli volanti"Tounge. Sul serio, io di To ne sento parlare fin troppo poco e solo in "ambienti" specializzati.
L'idea centrale è semplice e diretta e, soprattutto, evidente, nel mondo delle guerre mediatiche: "Breaking News" è un film sulle possibilità di regia e sulla regia degli eventi, e di come essi possano essere diretti dall'alto.

E il bello è che To esplicita questo anche attraverso soluzioni visive e invenzioni niente male (quello che fa la differenza tra un registuncolo e un film-maker davvero capace). E' solo un'allucinazione mia o alla riunione iniziale intorno alla tavola il capo della polizia chiede alla protagonista "E lei invece che ha da dire?" rivolgendosi direttamente alla telecamera e indicandola?
prendendo in ostaggio una famiglia composta da padre e due bambini.

Tra l'altro l'attore che interpreta il padre è uno dei cinque di The missionBiggrin. Ma ne ho visti anche altri già presenti in The mission, si vede che To è uno di quelli a cui piace collaborare con le stesse persone.
"Breaking News", visivamente così esuberante, scricchiola a causa dello schematismo dell'intreccio.
L'autore spazia fra azione pura e western metropolitano, j'accuse anti-mediatico e strizzatina d'occhio, nel finale, al melò. Nel magma di generi, la storia risulta fiaccata, e i personaggi eccessivamente "tipizzati". Non mancano gli stilemi cari a To: lo scontro fra due fazioni, la lealtà nel gruppo, l'immagine dei protagonisti che, come pistoleri, sparano immobili, guardando in faccia l'avversario, lasciando alla macchina da presa il compito di disegnare traiettorie che rasentano l'astrazione, tracciate intorno alla loro sublime fissità.

Qui mi trovi perfettamente d'accordo. Altra cosa che volevo dire in effetti è che i personaggi sono pressochè inesistenti, piatti come assi da surf. Ma c'è da dire che in questo genere è quasi normale, non sono i personaggi che contano, anche se in The mission ci ho visto un minimo di lavoro in più sulla caratterizzazione.


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Titolo originale:
Dai si gein
Nazioni:
Hong Kong
Generi:
Azione , Drammatico
Durata:
90min. (colore)
Data di uscita:
05.08.2005
Distribuzione:
TIME CODE
 
 





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