di Fabio Fusco
Niente effettacci o make-up particolarmente elaborati: a rendere Paranormal Activity un film terrificante sono pochi elementi ben calibrati che lavorano egregiamente sulla suggestione dello spettatore.
(02.02.2010)
Recensione di Paranormal Activity
di Giona A. Nazzaro - FilmTV -
12.02.2010
Insomma: il classico triangolo horror con la bella contesa dal mostro. Aggiornando il precocemente usurato modello di The Blair Witch Project, Peli firma in realtà un parziale remake trasversale di The Entity,(...) sterzando poi all'improvviso verso L'esorcista (e senza dimenticare l'omaggio obbligatorio a La notte dei morti viventi). Rispetto alla tendenza attuale del cinema horror, tesa fra ultraviolenza e ironia citazionista, il neoregista ottimizza scaltramente le risorse giocando sull'invisibile e la ripetizione. Contraendo e dilatando il racconto (...). Peli sfrutta al massimo i tempi morti per queste sue scene da un matrimonio horror: battibecchi, incomprensioni, liti. L'intuizione registica principale di Paranormal Activity è che liberando la superficie dell'immagine di tutti gli orpelli, lo sguardo possa finalmente ricominciare a proiettare su di essa cose mai... viste. Il solito pregiudizio: l'assenza dell'immagine è più potente dell'immagine stessa. Assediata in un'unità di luogo claustrofobica, la videocamera esplora angoli e prospettive impossibili in piena luce. Nottetempo si congela invece in una ripresa monocromatica interminabile (tanto da far sospettare che Peli possa aver visto Sleep di Andy Warhol...). Come essere sintonizzati su un'agghiacciante Tv fantasma piena di canali vuoti lasciata accesa durante la notte a volume altissimo. Eppure Paranormal Activity, una specie di Poltergeist digitale, pur efficace e a tratti divertente, esibisce troppo il proprio funzionamento per spaventare davvero.
Recensione di Paranormal Activity
di carloprevosti - Cinematografo.it -
10.02.2010
Vivamente sconsigliato a chi da un horror si aspetta effetti speciali e ritmi elevati. Chi è capace di immedesimarsi nei protagonisti avrà di che spaventarsi. Già previsto l'immancabile sequel.
Recensione di Paranormal Activity
di Manuela Pinetti - Cinematografo.it -
05.02.2010
Molti si sono felicemente terrorizzati, mentre certa critica ha gridato al ritorno dell'horror caro a Tourneur, confondendo nella migliore delle ipotesi la suspense d'autore con la monotonia.
Presenze...
di Elisabetta Bartucca - 35MM.it -
05.02.2010
Nonostante il film, sacrificato a non poche lungaggini nella prima parte, non sia all'altezza delle aspettative create dal battage pubblicitario che lo ha preceduto, va riconosciuto all'israeliano Peli il merito di aver messo in scena un esperimento interessante : l'effetto realistico di "Paranormal Activity" e la scelta di non mostrare mai, ma di suggerire appena, permette allo spettatore di immaginare il proprio demone personale...
Recensione di Paranormal Activity
di Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa -
05.02.2010
Pro: da morir di spavento, cosa c'è di più terrificante di una normalità insidiata da un Male sovrannaturale? Contro: che paura può mettere un film in cui non succede nulla? Pro: bravo a creare suspense senza ricorrere a scene cruente. Contro: capirai l'originalità! Ma intanto il piccolo horror ha attirato l'attenzione di Hollywood e Peli sta già al lavoro su Area 51. Vedremo come se la caverà con un vero budget.
Recensione di Paranormal Activity
di Massimo Bertarelli - Il Giornale -
05.02.2010
Se non fosse tutto frutto di un'abilissima campagna di marketing, di Paranormal Activity mai più ne parleremmo. Un film girato male (...) in cui per almeno 80 dei suoi 86 minuti, ragionando per eccesso, non accade nulla.(...)
Recensione di Paranormal Activity
di Rudy Salvagnini - Mymovies.it -
29.01.2010
A un film come questo si possono perdonare i difetti dell'inesperienza e alcune lungaggini. Si apprezzano invece il concetto, la novità del particolare tipo di approccio e la spavalderia di averlo messo in pratica, pur con un budget così ridotto. E anzi forse è proprio il budget ad aver aguzzato l'ingegno e suggerito l'approccio. La storia infatti è sempre quella: è il modo di raccontarla che è diverso e originale. Non è un film che fa "paura", è un film che suscita curiosità, che ti fa interessare alle vicende dei protagonisti, sempre più immersi in una realtà che si fa via via sempre più ostile e aliena. E la capacità di intrattenere e coinvolgere non è una qualità da poco.
"Non riuscirete più a dormire" dice la pubblicità. Tranquilli, per dormire si continuerà a dormire. L'importante è che non lo si faccia al cinema e Paranormal Activity non lo favorisce.
Recensione di Paranormal Activity
di Andrea D'Addio - FilmUp -
27.01.2010
Girato completamente in soggettiva (...) "Paranormal Activity" utilizza il pretesto narrativo per costruire un horror di sole luci e suoni. La bravura di Oren Pely, il regista, è nel riuscire ad utilizzare al massimo i pochi elementi (e soldi) a disposizione. Ma possono essere i "limiti" produttivi di un film, la ragione stessa della sua bellezza? Non crediamo. Ecco quindi che per quanto si apprezzi il lavoro di Pely (...), allo stesso tempo non si può non pensare che il biglietto del cinema costi quanto quello di qualsiasi altra pellicola. Pely non sbaglia nulla, ma neanche osa e così, per quanto sia tutto ben calibrato, "Paranormal Activity" rimane solo un buon esercizio di stile. Non è senza dubbio innovativa la soggettiva perenne per un horror (...) né lo è una storia abbastanza "telefonata". Insomma, a parte la curiosità di vedere uno dei film di cui si è parlato e si parlerà di più in questi anni, di imperdibile qui c'è ben poco.
Recensione di Paranormal Activity
di Daniela Catelli - Comingsoon.it -
19.01.2010
L'idea più bella di questo film è quella di puntare la telecamera sul momento più indifeso e ignaro della vita di una persona: il sonno. E le scene delle notti dei due ragazzi nella casa infestata sono effettivamente le più efficaci. Le lenzuola si muovono, si odono strani rumori, le ombre si addensano, o forse è soltanto la nostra immaginazione. La casa diventa un bozzolo mortale isolato dal mondo, in cui gli altri penetrano brevemente solo alla luce diurna lasciando i due prigionieri della notte e del misterioso persecutore della ragazza.
(...)
Ma con tutti i dovuti distinguo e senza gridare al miracolo, Paranormal Activity è comunque un esperimento interessante che riporta il cinema dell'orrore a una dimensione minimale, dove la paura è quasi sempre fuori campo, nella mente di chi guarda e costruisce il suo mostro personale, e non nell'obiettivo che tutto rivela, con la pretesa di spaventarci tutti allo stesso modo.