di Pike Bishop (24.09.2009 17:15:00)
Mark Whitacre è un biochimico che diventa manager di un'importantissima azienda. Per un bene superiore accetta di fare l'informatore dell'FBI e smascherare una truffa internazionale ai danni di tutti i poveri cittadini (le grandi multinazionali si riunivano e fissavano in segreto dei cartelli). Per tutto il film e anche dopo la fine l'"idiota" protagonista è un enorme punto interrogativo, reso ancora più inquietante dalla faccia da bravo ragazzo di Matt Damon (probabilmente al suo top). Il problema è quando smettiamo di lambiccarci sul protagonista e cominciamo a parlare del film vero e proprio...
La resa prettamente cinematografica non mi ha convinto fino in fonto: a tratti televisivo, con quelle musichette da spot anni 50' e '70 onnipresenti e alla lunga stucchevoli (sì, Steven, l'abbiamo capito che la tua è una metafora!), la voce fuori campo troppo spesso ridondante, le situazioni comiche non sempre convincenti e volutamente raffreddate dalle pedanti sottolineature di Soderbergh (le musiche buffe di cui prima, la voce over in "controtempo/senso"). Soderbergh voleva fare un film "alla Coen" partendo da una storia realmente accaduta, ma c'è riuscito solo a metà: solo fin dove la storia e il personaggio possono spadroneggiare.
Più curioso che veramente bello, "The informant!" non è un film indimenticabile.
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di CASSIDY (19.11.2009 17:57:16)
Il tono da commedia di questo film è la prima cosa che salta agli occhi, ed è anche una soluzione interessante, per narrare una storia serie e attuale come questa.
Il protagonista funziona, anche perchè Matt Damon è davvero bravo a non far passare mai il suo personaggio per un clichè, ed è totale mattatore della pellicola, malgrado i lfatto che menta costantemente, si riesce patteggiare per lui, il suo vedersi l'unico "buono" in un mondo di cattivi convince anche gli spettatori.
Cosa non funziona del film? il modo stucchevole con cui Steven Soderbergh sottolinea il tono da commedia, odiose musiche da sit-come americana anni 80 ci perseguitano per tutto il film, e se ogni tanto la trovata potrebbe funzionare, perpetuata per tutta la pellicola risulta essere un giochetto che stanca e basta, un pò come le scritte cartoonesche dei nomi dei luoghi dove si svolge la storia...mah!
Non avendo un vero è proprio ritmo per la commedia, Steven Soderbergh adotta questa tecnica, il risultato è un film curioso, qualcosa che non è i Coen, ma vorrebbe esserlo, o almeno provarci. Di sicuro "The Informant!" resta un film da vedere, particolare, la storia non troppo appesantita, e il ritmo un pò più brioso, attenuano certo "Soderberghismi" (Francamente fastidiosi nel cinema di questo regista), ma purtroppo non li sopprimono totalmente, ormai temo che non c'è ne libereremo mai.
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