Trama
Anni dopo il suo intervento a New York, che salvò la vita al presidente degli Stati Uniti, Jena Plissken ha una nuova missione: deve entrare nella città di Los Angeles, trasformata in un carcere per chi ha compiuto "crimini morali" contro il nuovo regime teocratico, e recuperare un prezioso apparecchio da cui potrebbero dipendere le sorti del mondo, caduto in mano a uno spietato terrorista.
"Benvenuti nel regno della razza umana"
)
), era un tentativo di creare un momento riflessivo in un cinema costantemente in movimento spasmpdico. In Fuga da LA, Jean si siede, quando dovrebbe correre, si vede tutta la sua stanchezza, ed è magnifica la prova di Kurt Russel che rende alla perfezione la stanchezza non della missione, ma dello schema, perchè Jena (Chiamami Plissken!) è stato se stesso per 16 anni, è fuggito anche da Cleveland. Proprio come tutti i personaggi seriali, Carpenter ci lascia intendere che si sia mosso, che abbia vissuto la sua vita lontano dallo schermo. Cuervo Jones quando lo vede dice:
rappresentazione della fissazione tutta Hollywoodiana del culto del corpo. Carpenter si prende gioco di tutti i simboli della città, il suo personaggio sta scappando da Los Angeles si, ma anche da un certo modo di intendere il cinema e di produrlo, un modo alieno a quello che è Carpenter.
) l'ultimo però non c'è possibilità di segnarlo, il tempo non è sufficente, quindi Jena, insofferente alle regole, se ne frega anche delle regole del gioco e della realtà, e con l'aiuto di Carpenter usa il cinema: Il rallenty.
) è l'ultimo atto della fuga di Jena dallo schema, da un tipo di cinema, dalla filosofia perversa dei Remake, e da se stesso, non ci sarà mai più una Fuga, Carpenter gli ha dato il libero arbitrio, Kurt Russel ha messo la benda per l'ultima volta, Jena Plissken è libero. Ha rotto la gabbia ed è andato. Hasta Luego!
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