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Sonatine 1993 )

Sonatine è un film di Takeshi Kitano del 1993, con Takeshi Kitano, Aya Kokumai, Tetsu Watanabe, Masanobu Katsumura, Susumu Terajima, Ren Osugi. Prodotto in Giappone. Durata: 94 minuti.

la Trama
Un gangster della Yakuza di Tokyo riceve l'incarico di aiutare il suo clan a Okinawa a sistemare una disputa tra due fazioni. Sebbene sospettoso dell'incarico, parte, ma dopo un paio di giorni il suo ruolo resta poco chiaro e molti uomini perdono la vita. Si ritira, così, in una casa su una spiaggia isolata per aspettare. Nella prima notte lì, salva una donna da un assalto e iniziano una relazione. Con il passare del tempo, diventa chiaro che il suo invio a Okinawa serviva solo ad approfittarsi della sua assenza per prendere possesso del suo territorio.

[recensione] di Valentina Torresan
In Sonatine tutto si sospende e rallenta, la temporalità delle statiche inquadrature si dilata per poi accelerare all’improvviso e la loro successione narrativa si frammenta in piccoli segmenti; uno spiazzante teatro di orrore e poesia, dove la violenza e la crudeltà non sono che una routine insapore dettata unicamente dalla paura e dall’inquietudine del vivere.
(10 Ott 2005)

[approfondimento] di Valentina Torresan
Il suo è un cinema denso di intimismo, e così come nell’uomo Kitano convivono diverse anime apparentemente dissonanti, è inutile sorprendersi di altrettanta varietà nelle sue pellicole.
(07 Feb 2006)



La fine di un rapporto professionale

Sonatine segnò la fine del rapporto di Takeshi Kitano con la Shochiku, la casa di produzione per cui ha girato anche Violent Cop.


di aladino (24.11.2005 17:22:34)

come fa un attore comico a diventare grande regista drammatico, seguendo la via di tarantino e del sol levante?

Si fa.

voto 8,5


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di SABBA.F (20.08.2007 22:20:40)

i voti mi sembrano un pò troppo alti...


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di CASSIDY (11.10.2008 16:47:36)

Sonatine è uno Yakuza movie in tutto e per tutto, se non fosse che il suo regista è Kitano, quindi il genere viene filtrato dalla sua sensibilità, talvolta ultraviolenta, talvolta capace di momenti poetici e spesso proponsa alla comicità.

Questi Yakuza in trasferta al mare, si lasciano andare alla leggerezza, persino il loro classico completo viene sostituito da colorate camice hawaiane. Solo che non si sfugge dalla morte, e i personaggi sembra che lo sappiano.

La regia di Kitano, e il suo amato mare, che spesso torna nei suoi film, rallenta tutto.
Quando i personaggi camminano, sembra che stiano sempre fermi, e che sia lo sfondo dietro di loro a muoversi, un pò come se sfuggissero al loro destino (ma non possono farlo), la comicità dei loro giochi, le pistole che diventano da armi e strumenti di lavoro e sopravvivenza, si trasformano in gioco e motivo di divertimento, per questi Yakuza decontestualizzati.
Ovviamente il ritmo rallentato fa da controaltare ad esplisioni di violenza, tipice del cinema di Kitano, e ancora più efficaci. Magistrale la scena dell'ascensore da questo punto di vista (Gli ascensori al cinema danno sempre grandi gioie...roba da usare le scale a vita!).
Un senso di morte aleggia sui protagonisti, che riempiono il tempo consapevoli del loro destino, che immancabile arriva.
La musica, incalzante, quasi Carpenteriana sottolinea tutto questo. Anche questa volta l'inespressività di Beat è funzionale al suo personaggio, maschera tragica di un personaggio che a tratti sembra un bambino che gioca a fare lo yakuza. Forse un film meno cesellato di Hana-Bi ma sicuramente bello ed evocativo.


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di Ragazzo bianco (09.01.2009 15:05:06)

E' il quinto film di Kitano che vedo e probabilmente il migliore, anche se tra questo e l'inventiva che c'è in Zatoichi non saprei cosa scegliere. Il punto secondo me è proprio il "lasciarsi andare alla leggerezza da parte dei protagonisti" di cui parlava Cassidy, ma io aggiungerei che è un riscoprire o addirittura uno scoprire la leggerezza. In mezzo a tutta la violenza tipica di Kitano la parte centrale di questo Sonatine è un grido di speranza, un grido silenzioso come i personaggi e i paesaggi (personaggi pure quelli, diciamolo pure), ma che forse si fa sentire e ricordare di più proprio per questo. Si tratta di poesia allo stato puro, che può incantare fino all'inverosimile, vedi la scena della spiaggia in cui i gangster "diventano" (o lo sono sempre stati?) burattini. Scene violentissime si alternano ad altre addirittura molto divertenti, di un umorismo strano, a metà strada tra il demenziale e il patetico grottesco. Visto da un angolazione diversa, volendo essere brutali, gli Yakuza, isolati in questa località balneare (e già come situazione dovrebbe IMO far venire l'acquolina in bocca a qualunque cinefilo o a qualunque umanista... a volte penso che siano la stessa cosa), diventano degli sfigati. Puro e semplice. Questo diventa chiaro secondo me nei dialoghi, soprattutto quelli tra Kitano e la prostituta in cui si parla dell'essere "duri" e "codardi". Però c'è un però e IMO questo ci vuole dire Kitano: al contrario di quel che si potrebbe pensare il primo termine assume una connotazione negativa e il primo positiva. Ma entrambi finiscono per confondersi. Sarà una riflessione da poco la sua, ma alla fine ci si accorge sempre che non è affatto scontataBiggrin. La regia faccio ancora fatica a decifrarla, a volte non capisco se i tempi morti e i silenzi sono davvero funzionali, certo è che se il risultato è questo tanto male non dev'essereTounge. Ultimo commento sulla musica di Hisaishi, uno dei miei ultimi miti musicali, non ho potuto non amare anche un paio di pezzi di questa colonna sonora. Difficile da cogliere forse, perchè è molto atipico e non è di quei film che mi guarderei di continuo, ma come ho detto è bellissimo.
Voto: 8.


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Titolo originale:
Sonachine
Nazioni:
Giappone
Generi:
Azione , Drammatico
Durata:
94min. (colore)
Data di uscita:
non disponibile
In Homevideo:
dvd
 
 





Popolarità film:
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