Wonder - White Bird, la recensione: solo la luce può scacciare la tenebra

La recensione di Wonder: White Bird: il film di Marc Forster, spin-off di Wonder, è ambientato nella Francia occupata dai nazisti, per una storia di gentilezza e solidarietà, con un tocco di realismo magico. Al cinema dal 4 gennaio.

Wonder - White Bird, la recensione: solo la luce può scacciare la tenebra

"La tenebra non può scacciare la tenebra: solo la luce può farlo. L'odio non può scacciare l'odio: solo l'amore può farlo", diceva Martin Luther King. È una frase che Sarah Blum, la protagonista della storia che vi raccontiamo nella recensione di Wonder: White Bird, il film di Marc Forster al cinema dal 4 gennaio, professa al pubblico di un museo, accorso ad ascoltare il suo racconto.

Sarah Blum, interpretata da Helen Mirren, è una famosa artista, ed è arrivata a New York per aprire una retrospettiva a lei dedicata. Sarah, prima di andare al museo, trascorre la serata con il nipote, Julian, raccontandogli la storia della sua infanzia, nella Francia occupata dai nazisti. Una storia di gentilezza e solidarietà, edificante e istruttiva, condita da immaginazione e un leggerissimo tocco di realismo magico.

Wonder: White Bird, da New York alla Francia della Seconda Guerra Mondiale

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Helen Mirren è Sarah Blum, la protagonista, da anziana.

Tutto inizia quando, Sarah Blum (Helen Mirren) arriva New York per presenziare a una retrospettiva dedicata, appunto, alla sua pittura. Con l'occasione fa visita alla famiglia, dove ritrova il nipote Julian (Bryce Gheisar), che ha appena iniziato una nuova scuola: è stato espulso dalla precedente per degli episodi di bullismo. La storia di Sarah sarà utile anche al ragazzo, per rivedere i cardini della sua vita. La nonna, gli racconta infatti di un bambino, che si chiamava Julien (una vocale di differenza rispetto a Julian), che insieme alla sua famiglia le salvò la vita, nascondendola durante la Seconda Guerra Mondiale, nella Francia occupata dai tedeschi. Durante un rastrellamento, Julien (Orlando Schwerdt), fece scappare Sarah (da giovane, Ariella Glaser) attraverso un condotto fognario e poi la nascose in un granaio fuori città. Grazie al suo coraggio, e quello dei suoi genitori, Sarah riuscì a salvarsi.

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Sarah Blum come Anna Frank?

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Helen Mirren e Bryce Gheisar

Vedendo Wonder: White Bird, sale un paragone: Sarah Blum come Anna Frank. In un granaio invece che in una soffitta, anche lei è stata protagonista di una storia di coraggio e solidarietà, che lei, nel suo racconto, chiama con un nome molto semplice, "gentilezza". E non è un caso. Perché se il coraggio forse non appartiene a tutti, la gentilezza la possiamo applicare nei nostri gesti quotidiani. Ed è questo che vuole insegnare al nipote. Come Anna Frank, anche Sarah Blum ha un diario, ma è un diario che è fatto di parole e immagini. La sua passione per il disegno, che pian piano diventerà arte, è il suo modo per fissare volti, ricordi, significati. Un mezzo per evadere dalla realtà. Perché se la realtà ha dei limiti, la fantasia è libera di volare, sembra dire il film, ed è per questo che chi ha il dono dell'immaginazione non dovrebbe mai abbandonarlo.

I lupi e quell'uccello bianco

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Orlando Schwerdt e Ariella Glaser

Come sappiamo, Wonder: White Bird è lo spin-off del film Wonder del 2017, a sua volta tratto dal romanzo di R. J. Palacio. Il collegamento è dato dal fatto che Julian, il nipote di Sarah, è il ragazzo che aveva bullizzato il protagonista, Auggie. Ma la storia di_ Wonder: White Bird_, che con Wonder ha in comune la sua poetica, è tutto sommato una storia nuova, e ci porta molto lontano. Ed è raccontata da un film con impianto classico.

La New York contemporanea, in cui troviamo Helen Mirren, fa solo da cornice, durante l'inizio e la fine di un racconto ambientato negli anni Quaranta, che ha il pregio della grande sincerità e dei grandi valori che promuove. Tuttavia il film, inevitabilmente, racconta una vicenda già vista, rispetto alla quale è difficile differenziarsi, o aggiungere qualcosa. Ci prova, il film di Marc Forster, con un lieve tocco di realismo magico. Non si tratta di vera e propria magia, quanto di un significato particolare dato a certi elementi della natura, come gli animali. Potremmo definirla una sorta di panteismo, di comunione tra esseri umani e natura. E pensiamo ai lupi e a come, in un certo momento, agiscono. O all'uccello bianco che dà il titolo al film; un uccello che che porta con sé diversi significati.

La riflessione di Marc Forster sulla morte

Come detto, dietro la macchina da presa c'è Marc Forster, un regista che, in tutti i suoi film, ha sempre raccontato il nostro rapporto con la morte, ma ogni volta in modo diverso. Qui entra in uno degli eventi più oscuri e tremendi della Storia, ossia l'attecchire del Nazismo, con l'annesso dramma dell'Olocausto. Qualcosa che un bambino - è con gli occhi di Julien che assistiamo alla storia - forse non può capire. Qualcosa di profondamente aberrante, inconcepibile, assurda: la morte inferta per mano di altri uomini, solo in base al cognome, all'etnia, alla provenienza, alla religione.

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Wonder: White Bird, una scena

Infine, capitolo cast: Se Hellen Mirren è una garanzia, la piccola Ariella Glaser è una Sarah convincente, dolce ma agguerrita. Nel cast c'è anche Gillian Anderson, che è la madre di Julian, l'amico che salva Sarah, e riesce ancora ad essere una madre dolce come in Sex Education, ovviamente senza la nevrosi e l'ironia di quel personaggio, ma con la stessa empatia e lo stesso amore materno.

Conclusioni

Come vi abbiamo raccontato nella recensione di Wonder: White Bird, è una storia di gentilezza e solidarietà, edificante e istruttiva: inevitabilmente percorre strade già battute, ma è condita da immaginazione e un leggerissimo tocco di realismo magico.

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
4.3/5

Perché ci piace

  • L'idea di gentilezza alla base della storia.
  • Raccontare la storia dell'Olocausto non è mai abbastanza.
  • L'interpretazione degli attori, Helen Mirren su tutti.

Cosa non va

  • Il racconto per forza di cose percorre strade già battute.
  • Se qualcuno cerca il collegamento con Wonder, questo è un po' labile.