Povere creature!, recensione: il mostruoso femminile nella risposta dark a Barbie

La recensione di Povere creature!, film di Yorgos Lanthimos in cui una Emma Stone da Oscar interpreta un personaggio che è la fusione del mostro di Frankenstein e Barbie. Viaggio alla scoperta di se stessi attraverso sesso e filosofia.

Povere creature!, recensione: il mostruoso femminile nella risposta dark a Barbie

I mostri al cinema rappresentano spesso le nostre più profonde paure. Un corpo mostruoso è tale perché esce dall'ordinario, dal conforme. Un corpo mostruoso è fuori controllo. Ancora oggi, nel 2023, forse poche cose fanno paura e suscitano scandalo come il corpo delle donne. E quando si parla di corpo femminile il controllo a cui è sottoposto, molto spesso, è quello degli uomini. Una donna che usa il proprio corpo come vuole è forse il mostro che fa più paura di tutti. Chissà se Yorgos Lanthimos e lo sceneggiatore Tony McNamara hanno letto il saggio Il mostruoso femminile di Jude Ellison Sady Doyle, in cui si parla di esattamente di questo, analizzando le connessioni tra i mostri del cinema e della tradizione popolare. Sicuramente c'è un libro alla base dell'ultimo film del regista greco, quello di Alasdair Gray, che ha lo stesso titolo. La recensione di Povere Creature! parte con una premonizione: potrebbe vincere il Leone d'Oro a Venezia 2023, dove è stato presentato in concorso, e portare al secondo premio Oscar l'attrice Emma Stone.

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Povere creature!: Emma Stone in un'immagine

Nelle sale italiane dal 25 gennaio, Povere creature! vede il regista e l'attrice tornare a collaborare dopo il celebrato La favorita: la fiducia tra i due deve essere totale, altrimenti una prova coraggiosa come quella di Stone non avrebbe mai potuto verificarsi. Il "corpo mostruoso" al centro del film è infatti proprio il suo. La vediamo, nella prima scena, con un vestito blu. Non è felice. La ritroviamo in bianco e nero, con difficoltà a camminare e parlare. Bella Baxter, questo il nome del personaggio, è una delle "povere creature" del dott. Godwin Baxter (Willem Dafoe), anatomista, chirurgo e scienziato. A sua volta frutto degli esperimenti del padre, God (così si fa chiamare: in italiano vuol dire "dio") gioca con il corpo di esseri umani e animali, creando ibridi inquietanti.

Bella non fa eccezione: lo scienziato ha infatti trovato il suo corpo senza vita e, scoprendola incinta, ha trapiantato il cervello del feto nel suo cranio di donna adulta. Come vedono il mondo degli occhi totalmente puri e inesperti contenuti in un involucro che ha invece già vissuto e fatto esperienze? Il paradosso del film di Lanthimos offre infinite possibilità ma, puntualmente, questa bambina adulta si trova a scontrarsi con un muro: il desiderio degli uomini di controllarla.

Povere creature!: il trailer

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Povere creature! la risposta dark di Lanthimos a Barbie

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Povere creature!: Willem Dafoe in una scena del film

È sicuramente un caso, ma è incredibile come Povere creature! abbia moltissimi punti in comune con Barbie di Greta Gerwig. Le protagoniste sono entrambe delle creazioni, vedono la realtà attraverso occhi ingenui, da bambine, ma si scontrano con la violenza del mondo reale. Anche se "patriarcato" ormai è una parola che quando viene pronunciata fa roteare diversi occhi, quindi la usiamo a nostro rischio e pericolo, consapevoli che qualcuno potrebbe smettere di leggere, per entrambe rappresenta l'ostacolo alla propria libertà personale. Sia Bella che Barbie però non si scoraggiano: intraprendono comunque un viaggio alla scoperta di se stesse.

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Povere creature!: una foto dal set

Le similitudini vanno a ancora oltre: i vestiti e i capelli diventano elementi fondamentali della loro personalità. Le scenografie anche. In Povere creature! c'è perfino una scena che ricorda quella della scatola in Barbie: qui però si tratta di un più pesante baule. E poi, l'elemento più importante: se la Barbie di Margot Robbie fa capire che per diventare veramente una donna deve esplorare il proprio corpo e la sessualità, interrompendo il racconto proprio sul più bello, Lanthimos invece continua il discorso.

Emma Stone, sempre più brava, non si pone limiti: la vediamo nuda in ogni posizione, toccarsi e toccare tanti uomini diversi, analizzando sempre ogni sensazione e stimolo con la mentalità di uno studioso. Del resto il suo secondo padre, God, l'ha cresciuta a pane e metodo scientifico. Utilizzando da una parte il pensiero razionale e seguendo contemporaneamente i propri istinti, Bella arriva a smontare pezzo per pezzo l'idea convenzionale della donna in cui la società patriarcale vorrebbe imprigionarla. Si ribella prima al ruolo di madre, poi di figlia, infine a quello di moglie. Per lei è molto più interessante seguire i propri desideri, invece di quelli degli altri. Brama l'avventura. E quando ha esplorato il piacere in tutte le sue forme (si va dal ballo alle pastel de nata, fino al pensiero filosofico e ovviamente al sesso), fa il salto: il segno che vuole lasciare è concreto. Vuole migliorare il mondo. In che modo ve lo lasciamo scoprire da soli.

Emma Stone verso il secondo Oscar

Raramente abbiamo visto sul grande schermo una prova così totale: Emma Stone regge il peso del film con ogni centimetro del suo corpo. Pur essendo circondata da attori di altissimo livello, dal già citato Willem Dafoe a Mark Ruffalo e Ramy Youssef, è lei la creatura straordinaria di questo viaggio. Come suo è il punto di vista. Liberandosi dal puritanesimo di cui la società americana è piena, nonostante voglia far credere in tutti i modi di essere progressista, l'attrice ha girato infinite scene di sesso, riscattando tutto il cinema mainstream degli ultimi 20 anni, sempre più scarno di eros. Senza però mai essere volgare o gratuita, facendo mutare il personaggio in qualcosa di sempre diverso a ogni nuova esperienza. Insieme a Bella è nata anche una nuova interprete.

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Povere creature!: Emma Stone in una sequenza

E il cambiamento, la mutazione, è proprio il motore del film: Lanthimos, che in tutto il suo percorso ha usato sempre gli animali - che siano cervi sacri o aragoste - come metafore, qui si concentra in particolare sull'essere umano. E l'essere umano è un animale che vive seguendo la propria felicità, considerandola un proprio diritto, come dice anche la costituzione americana. E non ci può essere felicità senza libertà. Bella Baxter l'ha capito molto bene. Speriamo lo facciano anche più spettatori possibile.

Conclusioni

Come scritto nella recensione di Povere creature! il film di Yorgos Lanthimos parla del ruolo della donna nella società utilizzando l'archetipo del mostruoso. Al centro di tutto c'è Bella Baxter, cervello neonato nel corpo di una donna adulta. Ironico, erotico, formalmente impeccabile: il film di Lanthimos è una delle migliori pellicole dell'anno e di Venezia 2023. Soprattutto grazie a una prova mastodontica e totale di Emma Stone, che vola verso un probabile secondo premio Oscar.

Movieplayer.it
4.5/5
Voto medio
4.2/5

Perché ci piace

  • L'interpretazione monumentale di Emma Stone.
  • La scrittura di Yorgos Lanthimos e Tony McNamara.
  • I costumi e le scenografie, dei personaggi a sé.
  • Le prove ottime del resto del cast, da Willem Dafoe a Mark Ruffalo.

Cosa non va

  • Le numerose scene di sesso potrebbero infastidire alcuni spettatori.
  • Se non abbracciate il tono ironico e grottesco potreste non divertirvi.
  • Se la parola "patriarcato" vi va scattare, potreste avere dei problemi con la visione.