Older Gods, la recensione: su Prime Video un affascinante pagan horror

La recensione di Older Gods, film nel quale il protagonista cerca di scoprire cosa sia realmente accaduto al migliore amico, vittima di un culto legato ad antiche divinità.

Older Gods, la recensione: su Prime Video un affascinante pagan horror

Chris Rivers è un giovane americano prossimo a diventare padre e con un impiego redditizio, ma la sua vita è prossima ad andare incontro a qualcosa di imprevisto. Chris ha infatti cominciato a indagare sulla misteriosa scomparsa del suo miglior amico William, morto in circostanze mai chiarite.

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Older Gods: Rory Wilson in una sequenza

Come vi raccontiamo nella recensione di Older Gods, il protagonista ha scoperto come questi fosse legato a una setta segreta, che praticava torture rituali e predicava l'occultismo, con un richiamo a presunti e antichi dei che dall'alba dei tempi veglierebbero sulle sorti del mondo e degli uomini. In una casa immersa nell'aperta campagna, Chris dovrà affrontare i suoi peggiori incubi e fare i conti con i propri demoni per poter tornare a casa dalla famiglia che lo sta aspettando con trepidazione.

Quella casa in fondo al bosco

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Older Gods: Rory Wilson in una scena

Il pagan horror sembra sempre sul punto di tornare a nuova vita, con lavori di pregio che fanno parlare di sé alla loro uscita nelle sale - negli ultimi anni ricordiamo tra i tanti Midsommar - Il villaggio dei dannati (2019) e The Witch (2015) - salvo poi veder diradarsi le uscite a tema. Eppure il grande pubblico sembra recepire tutto sommato positivamente queste produzioni che fanno del senso del mistero il loro cuore pulsante, con questo Older Gods che rientra appieno nella suddetta categoria. In questa produzione disponibile in esclusiva nel catalogo di Prime Video, ci troviamo infatti davanti ad affascinanti suggestioni lovecraftiane, in una sorta di incubo senza fine nel quale il malcapitato protagonista si trova ancor più che coinvolto letteralmente trascinato, con una serie di eventi che lo preparano a un'amara consapevolezza e a quell'epilogo ancora piacevolmente carico di incertezze.

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Older Gods: una scena del film

Già il prologo con le immagini di un brutale sacrificio - ma la violenza più estrema è comunque fuori campo - mette in chiaro le atmosfere che caratterizzeranno i successivi ottanta minuti di visione, una durata breve ma congrua a quanto accadente in scena e che ha il merito di non allungare il brodo narrativo più del dovuto. Atmosfere che si eleveranno ulteriormente nei numerosi passaggi visionari, con gli incubi e le visioni che abitano la psiche sempre più delirante nel nostro nei vari capitoli che compongono l'intricata vicenda. Vicenda dove l'esposizione del background è affidata a saggi trucchetti, dalle conversazioni telefoniche fino alla predominante presenza dei filmati con interviste e riprese a individui che, per scelta propria o meno, sono rimasti attivamente coinvolti nelle efferatezza di questo culto segreto, a cominciare proprio da quel migliore amico del quale Chris vuole conoscere l'effettivo destino.

Nel cuore della tensione

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Older Gods: Lindsay Bennett-Thompson in una scena del film

Assale un senso di pregnante inquietudine, con il personaggio principale costretto a rifugiarsi in quella dimora in mezzo al nulla, con il vicino bosco che sembra celare pericoli arcani e antichi e presenze oscure che tormentano prima le sue notti e poi anche i suoi giorni, sempre più minacciose in quella che è a conti fatti una sorta di preparazione alla resa dei conti finale, dove arriva il momento delle scelte e del parziale svelamento del nocciolo clou del racconto. Dopo aver maturato la necessaria esperienza in tre corti, il regista e sceneggiatore David A. Roberts esordisce nel lungometraggio potendo contare su un cast di volti misconosciuti ma assai convincenti nei rispettivi ruoli, per un'operazione stilisticamente convincente che riesce a non rendere evidenti i limiti di budget, palesando anzi una messa in scena di tutto rispetto ed esteticamente affascinante.

Conclusioni

Alla ricerca di informazioni sulla misteriosa scomparsa del suo migliore amico, il protagonista si ritrova in una casa di campagna dove è vittima di terrificanti incubi e della visita di individui spaventosi, legati a un antico culto dalle derive apocalittiche. Come vi abbiamo raccontato nella recensione di Older Gods, ci troviamo davanti a un pagan horror esteticamente affascinante e concettualmente non banale, carico di suspense e di suggestioni lovecraftiane nella progressiva discesa agli inferi vissuta dal personaggio di Rory, schiavo di eventi incontrollabili che lo trascinano progressivamente più a fondo nello svelamento della verità.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
4.5/5

Perché ci piace

  • Una storia conturbante e affascinante nei suoi sussulti mystery.
  • Una messa in scena a suo modo evocativa, che fa di necessità virtù.
  • Un buon cast.

Cosa non va

  • Lo stile del film potrebbe non piacere a tutti.