Mummie - A spasso nel tempo, la recensione: l’animazione a strati più adulta che mai

Tanti strati da esplorare e scoprire per Mummie - A spasso nel tempo, il sorprendente film d'animazione Warner Bros. Pictures diretto del regista spagnolo Juan Jesus García Galocha, alla sua opera prima. Al cinema dal 23 febbraio 2023.

Mummie - A spasso nel tempo, la recensione: l’animazione a strati più adulta che mai

Ci troviamo un po' in difficoltà nello scrivere la recensione di Mummie - A spasso nel tempo, il nuovo lungometraggio d'animazione della Warner Bros. Pictures diretto del regista spagnolo Juan Jesus García Galocha, nelle sale italiane dal 23 febbraio 2023. Non perché il film non sia interessante e stimolante, anzi tutto il contrario, tocca talmente tante corde che ci sembra più indirizzato agli adulti che ai bambini per i messaggi e le tematiche che affronta attraverso una storia così antica che strizza l'occhio alla modernità. Grandi e piccoli spettatori sono avvisati: se c'è un cartoon per tutte le età (che dovrebbe essere la base di partenza nel 2023 per il linguaggio dell'animazione) e che anzi fa vacillare quale sia il target primario, questo è proprio Mummie - A spasso nel tempo.

Animazione a tanti strati

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Mummie - A spasso nel tempo: una scena del film

Mummie - A spasso nel tempo è un film d'animazione che da subito si presenta a più strati da sbobinare proprio come le fasce e le garze delle mummie protagoniste. Due sono i mondi paralleli che racconta, che non vivono in due epoche differenti come si potrebbe pensare ma in due (guarda un po') strati differenti della Terra: il mondo degli umani di sopra e l'Oltretomba delle mummie viventi di sotto (qualcuno ha detto La sposa cadavere?). Una vera e propria città sotterranea segreta nell'antico Egitto in cui si incontrano le storie della principessa erede del Faraone, stanca della vita monotona e sempre uguale a corte, che si vede già raffigurata sempre nello stesso modo sui geroglifici che verranno; un povero ma famoso ex auriga (che oramai può solo firmare autografi sui papiri, qualcuno ha detto Aladdin?); il fratellino di quest'ultimo, pimpante e volenteroso affiancato dall'immancabile animaletto domestico, un coccodrillo di nome Cocco.

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Mummie - A spasso nel tempo: una scena del film

Quando l'Araba Fenice sceglie il pretendente per la principessa che si scopre essere proprio l'ex auriga, i due promessi sposi sono costretti a fare un viaggio nel mondo di sopra per recuperare l'anello di fidanzamento che sancirà la loro unione, anche se entrambi sono riluttanti all'idea dato che non si conoscono e soprattutto non vogliono impegnarsi per la vita. D'altronde "I 2000 sono i nuovi 1000", riferito agli anni dei protagonisti, è una delle battute più geniali del film, per farvi capire lo spirito di scrittura e sagacia trasposizione e scontro dei due mondi e delle due epoche.

Vecchio e nuovo mondo

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Mummie - A spasso nel tempo: una scena del film

Le mummie viventi si trovano catapultate così nella Londra contemporanea, fatta di usi e costumi molto diversi da quelli dell'Antico Egitto (che però nel film strizza prepotentemente e volutamente l'occhio all'oggi), creando un cortocircuito multiplo e spassoso sugli spettatori grazie allo scontro temporale e culturale messo in atto. Per giocare fino in fondo con il genere, non poteva mancare l'esploratore assetato di attenzioni e di scoperte sensazionali, con due assistenti gemelli tonti e tondi al seguito (qualcuno ha detto Panco Pinco e Pinco Panco di Alice nel paese delle meraviglie?). Alla regia di Mummie - A spasso nel tempo c'è Juan Jesus Garcia Galocha, detto "Galo", qui al suo debutto dietro la macchina da presa che fa un ottimo lavoro di messa in scena e cura dell'animazione mista tra 3D e 2D, tra innovazione e tradizione, scelta per il lungometraggio.

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Mummie - A spasso nel tempo: una scena del film

Precedentemente aveva lavorato come art director in pellicole come Le avventure di Taddeo l'esploratore, Taddeo l'esploratore e il segreto di Re Mida e nel corto La maledizione di Nefertiti, tutti titoli che ci fanno intuire la sua passione per l'Egitto e per le esplorazioni e l'avventura in generale, mentre la sceneggiatura - come abbiamo anticipato moderna senza strafare, femminista senza esagerare, sagace senza calcare troppo la mano - è stata scritta a quattro mani da Jordi Gasull e Javier Barreira, vincitori del Goya per Le avventure di Taddeo l'esploratore. La scrittura del film quindi gioca con le due epoche, i riferimenti alla contemporaneità, il ruolo della principessa e del cocchiere, e tra le righe riesce a parlare di qualcosa di attualissimo e molto adulto come il disturbo da stress post-traumatico e gli attacchi di panico per uno sportivo che si è spaventato del suo stesso lavoro agonistico.

Nessuno strato è lasciato al caso

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Mummie - A spasso nel tempo: una scena del film

Nulla sembra essere lasciato al caso in Mummie - A spasso nel tempo che propone anche una colonna sonora azzeccata e di tutto rispetto. Da un lato brani originali - I Am Today, New Song e Ring Song - composti appositamente per la pellicola dal premio Goya Fernando Velázquez, collaboratore in passato dell'acclamato regista spagnolo J.A. Bayona. Dall'altro brani pop moderni come Walk Like an Egyptian delle Bangles e la ballata romantica che chiude la fine del film. Anche le voci scelte per impreziosire il cast originale sono interessanti - Joe Thomas, Eleanor Tomlinson, Celia Imrie, Hugh Bonneville e Sean Bean - così come il lavoro fatto dai doppiatori italiani per rendere al meglio le canzoni originali estremamente orecchiabili. L'ennesima dimostrazione che gli spagnoli ci sanno proprio fare con l'animazione.

Conclusioni

Che dire a chiusura della recensione di Mummie - A spasso nel tempo se non che il film d’animazione parla a grandi e piccini, se non addirittura più ai primi, per le strizzate d’occhio al presente disseminate in una sceneggiatura sagace e ben ritmata, e per come tratta anche tematiche profonde tra le garze e le fasce delle mummie viventi protagoniste. L’incontro-scontro dei due mondi porta a situazioni spassose e ad una trama che svela più di qualche colpo di scena, mentre la messa in scena rende bene il mix di 3D e 2D.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
2.9/5

Perché ci piace

  • Un film estremamente godibile non solo per i piccoli spettatori, ma quasi soprattutto per quelli più grandi.
  • La storia che gioca abilmente con il genere, il passato e il presente della narrazione.
  • L’animazione utilizzata e la sua resa visiva.

Cosa non va

  • Qualche passaggio è meno fluido anche a livello di ritmo.
  • Il finale forse avrebbe potuto osare di più e mescolare ancora i due mondi.