Mother/Android, la recensione: sopravvivenza post-apocalittica nel film Netflix

La recensione di Mother/Android, film di fantascienza che racconta la lotta per la sopravvivenza di una coppia in un mondo post-apocalittico, disponibile su Netflix.

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Mother / Android: Chloë Grace Moretz, Algee Smith in un'immagine

A volte basta poco. Come vedremo nella nostra recensione di Mother/Android, il film disponibiile su Netflix non ha bisogno di un grosso budget, ma di ottimizzare le poche risorse che ha per dar vita a un film a più anime. Un film di fantascienza, ma anche un survival movie senza fronzoli. Un film che si basa sulla tensione e sull'azione senza dimenticare il romanticismo e il sentimento. Un piccolo film che, al netto di un terzo atto un po' troppo sfilacciato, funziona. A patto di tarare le proprie aspettative verso un intrattenimento basilare e non rivoluzionario.

Fuga verso Boston

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Mother / Android: Chloë Grace Moretz con Algee Smith in una scena del film

È la vigilia di Natale e la giovane Georgia trova conferma, attraverso un ennesimo test, di essere incinta. Nonostante la felicità del suo ragazzo Sam, Georgia è sconvolta, anche perché è indecisa se proseguire la relazione con lui. Prima di uscire di casa per andare a una festa natalizia con alcuni coetanei, Georgia dimentica il cellulare in bagno. La realtà rappresentata ci porta a conoscenza di un mondo più tecnologico del nostro, dove le famiglie vivono con dei maggiordomi androidi molto servili. Sarà proprio quello della famiglia di Georgia a salutare la coppia con uno strano "Buon Halloween". Poche ore più tardi, all'improvviso, gli androidi si ribellano e iniziano ad uccidere gli umani. Persino i cellulari esplodono causando ulteriore morte. È l'inizio della fine. Nove mesi più tardi, Georgia e Sam sono alcuni dei sopravvissuti di un mondo post-apocalittico, e cercando di muoversi senza far troppo rumore, intendono raggiungere Boston, dove pare ci sia un centro d'accoglienza. Lì potranno prendere una nave che li trasporterà in Corea del Sud, un posto sicuro e pacifico. Le difficoltà del viaggio, in cui gli androidi girano liberi e il pericolo di morte è dietro l'angolo, saranno sempre maggiori, a causa di una relazione tra i due composta da alti e bassi, le scarse risorse e il timore dell'inizio del parto.

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Poco budget, tante idee

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Mother / Android: Chloë Grace Moretz in una foto

Due attori protagonisti (Algee Smith e una convincente Chloe Moretz) e pochi altri comprimari, una location principale (a cui fanno seguito brevemente alcuni altri ambienti) e una camera a mano che segue i personaggi. Pochi gli effetti digitali, anche se ben dosati. Mother/Android sa come far fruttare al meglio il poco budget a disposizione, rimanendo su una messa in scena essenziale, ma che sa cogliere gli aspetti giusti. Così la minaccia degli androidi si percepisce attraverso la loro assenza, il pericolo e la paura si evidenziano attraverso un paio di occhi azzurri che brillano nel buio, la desolazione che Georgia e Sam attraversano si manifesta nel silenzio intorno a loro. Si tratta di un cinema che fa vincere l'idea a scapito dell'economia. E questo film d'esordio di Mattson Tomlin, prodotto da Matt Reeves (che proprio con Cloverfield era riuscito a trasformare i pochi mezzi in un'esperienza cinematografica ansiogena e indimenticabile), di idee ne ha tante, forse sin troppe. Nel corso delle quasi due ore di durata, Mother/Android cambia volto spesso e volentieri, a tratti sfilacciandosi (il terzo atto in particolare presenta parecchie criticità), a tratti accumulando situazioni, tematiche ed emozioni anche contrastanti tra loro. Lo spettatore più critico potrebbe trovare parecchie difficoltà a concludere il viaggio di Sam e Georgia a causa di alcune scelte narrative un po' troppo semplicistiche che intendono togliere profondità alla storia per prediligere l'intrattenimento.

Nessuna rivoluzione

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Mother / Android: una scena del film

Ma Mother/Android non intende rivoluzionare il genere fantascientifico né quello post-apocalittico. Lo si nota dagli elementi della storia che sembrano provenire dai grandi successi di genere degli ultimi anni e non solo (a partire da A Quiet Place per proseguire con le dinamiche di The Last of Us, sino a riproporre il classico Terminator), scelte che non permettono al film di ergersi e diventare un nuovo punto di riferimento. Forse, però, non è necessario che ogni film debba diventare una pietra miliare. A volte può bastare un sano intrattenimento, anche imperfetto ma funzionale, per dimostrarsi riuscito. Al netto di qualche scorciatoia narrativa che sembra provenire direttamente dai film di genere di serie B (e lo diciamo con un misto di affetto e innocente divertimento) e qualche problema di ritmo (l'ultima parte presta il fianco a qualche lungaggine di troppo, non riuscendo a coinvolgere emotivamente quanto vorrebbe), Mother/Android compie il suo lavoro. Un androide che non si ribella e che fa esattamente quello per cui è stato programmato.

Conclusioni

A conclusione della nostra recensione di Mother/Android possiamo dire di essere stati intrattenuti da questo film post-apocalittico che non intende rivoluzionare il genere di appartenenza, ma preferisce un sano intrattenimento. Il pubblico più esigente potrebbe ritenerlo indigesto, ma il film rappresenta, pur con qualche ingenuità, molte idee (forse sin troppe che non si amalgamano benissimo tra loro) con poco budget. Il risultato è piacevole, nonostante qualche derivazione di troppo che non gli permettono di essere completamente originale. Spicca l’interpretazione di Chloë Grace Moretz.

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
3.6/5

Perché ci piace

  • Il film riesce a intrattenere per tutta la durata.
  • Convincente l’interpretazione di Chloë Grace Moretz.
  • Il basso budget viene sfruttato al massimo con creatività.

Cosa non va

  • Troppe idee che non si amalgamano al meglio, sfociando in un terzo atto un po’ sfilacciato.
  • Il film si presenta parecchio derivativo verso altre opere del passato.
  • Alcune ingenuità di sceneggiatura potrebbero scontentare un pubblico più esigente.