Misericordia: Emma Dante apprezza Barbie e non vuole la guerra tra i sessi, ma c’è ancora molto da fare

"Se inventassero un utero artificiale, che sgravasse le donne dalla deformazione del corpo che comporta la gravidanza, lo farei": intervista a Emma Dante, regista di Misericordia, in cui affronta il tema dello squilibrio di potere tra uomini e donne. Dal 16 novembre in sala.

Misericordia: Emma Dante apprezza Barbie e non vuole la guerra tra i sessi, ma c’è ancora molto da fare

Attrice, drammaturga, regista: Emma Dante in questi ultimi anni, dopo tanto teatro, si sta dedicando al cinema. Il suo ultimo film, Misericordia, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2023, è in sala dal 16 novembre. È la storia di Arturo, ragazzo di 18 anni cresciuto da un gruppo di prostitute, come lo era sua madre.

Misericordia Simone Zambelli Foto Marie Gioanni
Misericordia: un'immagine del film

Tra i tanti temi trattati, c'è quello dell'essere madre, che non passa mai di moda, ovviamente, ma che ultimamente in Italia sta diventando sempre più una questione politica. Cosa significa essere madre per Emma Dante? La regista ha le idee chiare: "Sicuramente non necessariamente aver partorito un figlio. Un figlio non è tuo figlio solo perché ti è passato dal collo dell'utero e lo hai tenuto in gestazione per nove mesi. Assolutamente no. Se potessero inventare un utero artificiale e sgravare le donne da questa cosa della deformazione del corpo, io lo farei tranquillamente. Senza nessun problema. Mi sembrerebbe un'invenzione geniale. Perché non cambia la natura della genitorialità: è genitore chi si prende cura del figlio e riesce a costruire con questo figlio un dialogo d'amore".

Dante continua, spiegando il cuore della trama di Misericordia: "Il film racconta questo: non bisogna essere ricchi o poveri per fare questo. Le famiglie esistono ovunque e comunque. Non hanno bisogno del legame di sangue per essere delle vere famiglie".

Misericordia: intervista a Emma Dante

Anche questa volta, come in Le sorelle Macaluso (recensione qui), secondo film di Emma Dante, l'acqua è un elemento molto importante. È una scelta consapevole? In realtà forse no: "È vero! Sono nata e vivo in Sicilia, vivo in un'isola, per cui sono circondata dal mare. La mia ossessione però è la montagna: questa pietra e quest'acqua che dialogano tra di loro per me sono molto importanti. Sono due elementi naturali molto forti, potenti, e in Sicilia c'è questa convivenza tra la pietra della montagna, la falesia, e il mare".

In misericordia c'è anche un altro elemento che ricorre nell'opera di Emma Dante: la danza. Le abbiamo chiesto se c'è una differenza tra quella dei suoi spettacoli e i momenti di ballo che sono nei suoi film. La regista: "La danza per me non è una coreografia: la danza ha sempre a che fare con la gestualità, con il motore che la persona ha dentro quando fa un gesto. Che cos'è che fa fare quel gesto? Pina Bausch diceva una frase bellissima: a me non interessa come si muove una persona, mi interessa cosa la muove. Questo per me è la danza, sia nel teatro che nel cinema: mi interessa il motivo per cui si fa quel gesto. Nel film Arturo, oltre alla danza con i fili, ha una scena di epilessia: quando ha la crisi epilettica, le madri cercano di svegliarlo ma lui non lo fa, viene sequestrato, quella è una danza. Un corpo malato, che si dibatte, che non ha più il controllo di sé, è una danza".

Emma Dante e la violenza sulle donne

In Misericordia si parla anche di potere. Nel film Barbie (recensione qui) di Greta Gerwig un personaggio dice: non ho alcun potere: questo fa di me una donna? Una frase che si può applicare anche al film di Emma Dante. Che sullo squilibrio di potere tra uomini e donne dice: "Il potere non deve necessariamente avere a che fare con il genere. Barbie è un film proprio femminista, che lancia delle sentenze, secondo me, anche giuste, raccontate attraverso quel mondo. Il problema è che finché gli uomini sentiranno in bilico la loro virilità, non ne usciranno vivi. Non deve essere una guerra a chi è più potente. Deve essere una convivenza. Ed è chiaro che la donna in questo momento è ancora molto, molto indietro rispetto a questo dialogo".

Emma Dante, regista di Le sorelle Macaluso: "La famiglia è un gioco al massacro"

Misericordia
Misericordia: un frame del film

Il film affronta anche la violenza sulle donne. Impossibile non chiedere alla regista siciliana se la violenza di gruppo di Palermo, che ha visto coinvolti anche ragazzi giovanissimi, non sia un duro colpo per sperare che si possa costruire una società migliore per quanto riguarda i rapporti tra uomini e donne. Secondo Dante: "A Palermo c'è stato un stupro di branco: sette ragazzi con una donna. Nessuno si è tirato indietro: hanno finito proprio il pasto. Fino all'ultimo. Questa cosa secondo me è agghiacciante, il fatto che nessuno abbia preso il controllo e abbia detto: che stiamo facendo? Questa cosa continua a essere presente, ogni giorno c'è un femminicidio. È una cosa che non si è risolta. Non so come si possa risolvere. Però è un problema veramente molto, molto grave".