In fuga con Babbo Natale, la recensione: È meglio essere fessi che troppo furbi

La recensione di In fuga con Babbo Natale: il nuovo film di Volfango De Biasi, scritto con Fabio Bonifacci, è in streaming su Netflix: dal 15 dicembre; c'è un Babbo Natale un po' impacciato, pure un po' agitato, che e parla con cadenza napoletana e ha il volto di Giampaolo Morelli.

In fuga con Babbo Natale, la recensione: È meglio essere fessi che troppo furbi

Ricordate quando eravamo bambini? La notte di Natale dovevamo andare a letto presto e non provare ad alzarci. Perché arrivava Babbo Natale e noi non dovevamo vederlo, altrimenti l'incanto si sarebbe rotto. Così andavamo a dormire e fantasticavamo su questa mitica figura, a cui volevamo un gran bene e che immaginavamo nella nostra mente. Ma che cosa sarebbe accaduto se, durante la Notte di Natale, Babbo Natale lo avessimo visto fuori dalla finestra di casa, sulla nostra terrazza? È quello che accade al piccolo Antonio, il protagonista della storia che vi raccontiamo nella recensione di In fuga con Babbo Natale, il nuovo film di Volfango De Biasi, in streaming su Netflix dal 15 dicembre. Quel Babbo Natale è un po' impacciato, pure un po' agitato, e parla con cadenza napoletana. Ha il volto da simpatica canaglia di Giampaolo Morelli. Ma è un Babbo Natale un po' sui generis... Da questo spunto nasce una commedia tenera e dolce, perfettamente natalizia, ma con un pizzico di scorrettezza che aggiunge un po' di agro al dolce. Insieme a De Biasi, soggetto e sceneggiatura sono di Fabio Bonifacci, una certezza.

Se Babbo Natale scendesse dal tetto di casa tua

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Giampaolo Morelli e il piccolo Enea Indraccolo, spontaneo e bravissimo

Antonio ha 7 anni ed è orfano di padre. La sera della vigilia di Natale non vuole doni, vorrebbe solo volare con la slitta di Babbo Natale fino alla stella dove vive il suo papà. Per questo, quando vede Babbo Natale scendere dal tetto di casa sua, decide di seguirlo come suo aiutante. Non sa che sotto la barba e il cappello si nasconde un ladro, che ha deciso di usare questo travestimento per rubare indisturbato. Chi fermerebbe mai Babbo Natale? Casa dopo casa, furto dopo furto, passeranno una notte speciale che non dimenticheranno mai più e che cambierà per sempre le loro vite.

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Un film surreale e incantato, personaggi con problemi molto concreti

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Giampaolo Morelli ed Enea Indraccolo in un momento di In fuga con Babbo Natale

In fuga con Babbo Natale è basato sul film francese del 2014 Le Père Noël (Un amico molto speciale), diretto da Alexandre Coffre, con protagonista Tahar Rahim. Il cinema francese riesce spesso a regalarci delle belle storie che poi in Italia riusciamo ad adattare con la nostra sensibilità e qui ci porta in dote una storia che ha in sé un che di surreale e di incantato, pur raccontando dei personaggi con problemi molto concreti. È una favola, un Canto di Natale aggiornato ai nostri tempi, una storia di riscatto e di affetti. Rispetto all'originale, il film italiano cambia leggermente il finale, che nella nostra versione acquista una chiave sottilmente più sentimentale.

Giampaolo Morelli, un po' un cartone animato

L'attore Giampaolo Morelli
Giampaolo Morelli in un'intensa immagine

Se è una storia riuscita è merito anche di Giampaolo Morelli, un attore che ha sensibilità, un volto mobilissimo. E in sé ha anche la caratteristica di saper diventare un po' un cartone animato, uno di quei personaggi che cadono goffamente senza farsi mai male (o quasi) e che si rialzano dopo ogni caduta e riprendono la loro corsa. Un po' come Willy il Coyote, con cui il nostro Pasquale (è così che, ironicamente, si chiama questo improbabile Babbo Natale) ha in comune una certa sfortuna. Nel cast ci sono anche Ilaria Spada, nei panni della mamma di Antonio, e Mario De La Rosa, il poliziotto Suarez de La casa di carta, in quelli di Javier, l'amico spagnolo della mamma. E anche Elisa Di Eusanio, Michela Andreozzi, Renato Marchetti, Marco Conidi, Romano Talevi, Federico Tocci e Ninni Bruschetta. Il piccolo Enea Indraccolo, che interpreta Antonio, è spontaneo e bravissimo.

Non darsi mai per vinti, come l'Italia del 1982

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Ilaria Spada è la mamma del piccolo Antonio

Il nuovo film di Volfango De Biasi e Fabio Bonifacci è a tutti gli effetti un film di Natale, ma anche uno di quei film in cui accade tutto in una notte. È anche una storia di un incontro, quello di un figlio senza papà e di un uomo senza figli che non è un papà, ma saprebbe esserlo benissimo. Un tema che piacerebbe a Spielberg e che, non a caso, è al centro di un altro film pensato proprio per il Natale, Elf Me. Un Pasquale che arriva a Natale non può essere che qualcuno di molto particolare. E questo ragazzone ci può insegnare molto. Per esempio, a non dare le cose per scontate, e magari fare una piadina napoletana invece che la pizza. A non darsi mai per vinti, come l'Italia del 1982 e Paolo Rossi, un ragazzo mingherlino che riuscì a battere il Brasile dei giganti. Che a volte si può risolvere la vita con un tiro ad effetto, e fare gol. E poi, probabilmente, la cosa più importante che potessimo sentire in questo mondo che sembra andare verso un'unica, scontata direzione. "È meglio essere fessi che troppo furbi. I troppo furbi non hanno amici".

Conclusioni

Nella recensione di In fuga con Babbo Natale vi abbiamo parlato di Giampaolo Morelli, Babbo Natale un po' sui generis, protagonista di una commedia tenera e dolce, perfettamente natalizia, ma con un pizzico di scorrettezza che aggiunge un po' di agro al dolce. Insieme a De Biasi, soggetto e sceneggiatura sono di Fabio Bonifacci, una certezza.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
4.4/5

Perché ci piace

  • Il tono surreale e incantato, su una storia di personaggi molto concreti.
  • L'interpretazione di Giampaolo Morelli.
  • Il significato del film, che sta dalla parte dei buoni e non da quella dei troppo furbi.

Cosa non va

  • Il film ha qualche calo di ritmo.