Studio 60 on the Sunset Strip è una serie TV di genere drammatico, commedia creata da Aaron Sorkin e interpretata da Sarah Paulson, Nathan Corddry, Matthew Perry, Bradley Whitford, D.L. Hughley, Timothy Busfield, Amanda Peet, Nate Torrence.
Prodotta in USA. La serie è terminata ed è stata trasmessa per 1 stagione dal 05.08.2006 fino al 28.06.2007.
Salito di 83 posizioni rispetto alla settimana scorsa
Visualizza il grafico della popolaritàStudio 60 on the Sunset Strip ( 2006 - 2007 )
basato su 16 voti
Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa
Trama
Lo Studio 60 è alle prese con vari problemi, tra cui la perdita di ascolti. A risolvere la situazione vengono chiamate menti fresche e talentuose che porteranno nuova linfa vitale al palinsesto. I nuovi arrivati dovranno vedersela con svariati intoppi, tra i quali le crisi isteriche (in diretta) dei produttori esecutivi, e gli imprevisti che stravolgono lo studio durante i turni serali. Dal genio creatore di West Wing, arriva una nuova serie brillante che diverte e strizza l'occhio agli addetti ai lavori di questo vortice scintillante che è la televisione.
Episodi Totale episodi: 22 totali
Stagione 1 (2006 - 2007)22 episodi
Le Immagini 8 totali
Le News Altre news: 1 totali
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Studio 60 per le notti di Italia 1
Dopo il passaggio di Joi, il serial monostagione firmato da Aaron Sorkin sarà trasmesso in fascia notturna dal canale Mediaset.
13.07.2009
Gli Articoli Altri articoli: 2 totali
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Studio 60: la TV secondo Aaron Sorkin
Approfondimento
Dialoghi arguti e strutture narrative articolate per una storia corale che tocca argomenti estremamente seri e delicati oltre a ritrarre un'amabilissima e sofisticata umanità.
12.11.2008
Cast e Personaggi Altri ruoli: 235 totali
REGIA (14)
SCENEGGIATURA (11)
CREATA DA (1)
RECITAZIONE (196)
PRODUZIONE (7)
CASE DI PRODUZIONE (2)
MONTAGGIO (1)
FOTOGRAFIA (1)
SCENOGRAFIA (1)
MUSICHE (1)
Premi e Nomination Altri premi e nomination: 9 totali
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Golden Globe Awards
Premi vinti 0 Nomination 1
Golden Globes 2007: 1 nomination
- Nomination: Miglior attrice non protagonista (Serie TV, Miniserie o Film TV) - Sarah Paulson
10 Commenti
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Sì esatto, adorazione pura….ogni episodio sono un'ipnosi di 45 minuti per me :p
E poi proprio amo già tutti i personaggi, e anche gli attori sono bravissimi.
Non ditemi nulla, se cala voglio scoprirlo da solo….
p.s. Grazie a chi me l'ha consigliata :wink:
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Prego :thumbs-up
Per quanto può calare (ma questo lo deciderai eventualmente da solo), un Sorkin anche in calo è sempre Sorkin, i dialoghi e i personaggi comunque rimangono meravigliosi.
Finito Studio 60, fai mente locale di quello che ti è piaicuto e quanto ti è piaicuto, moltiplica il tutto per 10 ed hai West Wing :wink:
P.S. We'll be the very model of a modern network TV show :cool
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Diciamo che passato l'impatto iniziale poi si stabilizza (o forse ci si abitua al ritmo) ma comunque parlare di calo è ingeneroso.
Credo sia uno show meraviglioso, molto al di là delle mie aspettative riguardo a The Newsroom (visto che è in previsione di quello che sono arrivato a questo). Ma non è solo quello, è straordinario e vabbè, ma mi è proprio piaciuto tanto
I dialoghi, la chimica tra i personaggi, le performance degli interpreti, l'orchestrazione tra sceneggiatura e regia, tutto incredibile.
Qualche mese fa vedendo Please Give mi ero ritrovato proprio a pensare che Amanda Peet avesse il grande ruolo nelle sue corde, ritrovarmela qui mi ha fatto solo piacere. Idem potrei dire per Sarah Paulson, che avevo già adocchiato e tra l'altro trovo adorabile, quando ho visto che era tra i protagonisti avevo già deciso che la serie mi piaceva :p Non per ripetere all'infinito la tiritera, ma anche Matthew Perry, lo conosco poco e quasi solo da Friends, ma anche vedendolo in qualche ruolo minore ho sempre pensato che avesse dell'altro da dire, ha i tempi comici, ha il carisma e ha la faccia, questo ruolo gli cadeva a pennello! Danny invece non lo conoscevo, ma anche lui bravissimo. E' la naturalezza con cui interpretano questi ruoli che è sconcertante.
Aaron Sorkin giganteggia, costruisce uno show in cui si costruisce uno show, non solo lo fa in maniera estremamente coinvolgente, ma ne approfitta per parlare di tantissimo altro, guerra e religione sono solo i due temi più evidenti. E poi ovviamente lo fa a modo suo….c'è un passaggio che ho trovato bellissimo, è una cosa banale, appena accennata, io però l'ho trovata potentissima….quando Matt corregge prima Luke e poi Harriet su errori clamorosi tipo chiamare arabi gli afgani, ma anche lui senza dargli troppo peso, quasi come se fosse abituato a sentir parlare a vanvera su questi argomenti, il che mi è parso molto autentico
Comunque volendo potrebbero leggersi frecciatine a tutto spiano, ma nonostante questo mi è parso piuttosto equilibrato, anche appunto sulla questione religiosa per fare un esempio. Forse se c'è un attacco, evidente e innegabile, è quello con cui si apre la serie, un attacco alla tv spazzatura, alla tv basata solo sugli ascolti, dai contenuti sempre uguali, ecc ecc. Che tra l'altro voleva sicuramente essere il messaggio principale della serie, considerato è che di quel mondo che parla.
Mondo, quello televisivo e di hollywood, che tra l'altro trovo incredibilmente affascinante, soprattutto quando ci si concentra sui retroscena, già guardando Entourage me ne ero reso conto….sarà che è più facile cogliere, e apprezzare, rimandi e riferimenti, se si è appassionati di cinema e serie tv, potrebbe essere quello il motivo.
Comunque Studio 60 non è solo una serie che mi ha divertito, appassionato, incuriosito e coinvolto come poche, ma è anche una serie che mi ha emozionato molto e non solo nei momenti drama, per questo parlavo di "prendere a cuore" i personaggi, pare che mi sia davvero affezionato a loro. :thumbs-up
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E sono solo al minuto 20 del secondo episodio.
Se Jonas vuole creare una setta di veneratori dell'Aaron io mi iscrivo immediatamente.
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Ahahahaha grande!!
Peccato per The Newsroom, ho visto solo due puntate ma a parte che il livello è più basso, la mia impressione è stata "rifaccio Studio 60 ma con un notiziario, però lo faccio alla HBO e dimostro che non mi cannano dopo una stagione" :p
Ovviamente lo riprenderò, però….:???
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Ah , non lo sto seguendo e aspetto che vada un pò avanti per recuperare, mi spiace. Pensavo che l'abbinata Sorkin-Hbo fosse letale. Comunque la sua vetta rimangono le prime 4 stagioni di The West Wing. Ma più che il pilot il secondo episodio di Studio 60 è su quei livelli di eccellenza. Secondo me quello che caratterizza oltre ai contenuti la superiorità di Sorkin sono i tempi : qualsiasi altra serie si concede uno o più tempi morti negli episodi, invece il ritmo forsennato di sceneggiatura sorkiana questo non lo permette, praticamente ti guardi le puntate in apnea. Il suo unico problema è di essere americano e di scrivere dialoghi troppo veloci ed intelligenti da seguire per un popolo in larga parte ignorante a cui piace la minestra riscaldata e lo spiegone (per dirla alla Boris
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Sono di corsa, ma concordo su tutto, sulla vetta westwingiana, su The Cold Opening che per me è uno dei (tanti) capolavori di Sorkin e sullo strepitoso ritmo (e musicalità!) dei suo dialoghi.
The Newsroom non è certamente il meglio di Sorkin (o almeno non lo è finora) ed ha parecchi difetti, ma è una serie molto molto interessante e secondo me anche piacevolissima. All'inizio fa davvero pensare a Studio 60 ma in realtà non c'entra quasi nulla.
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Mi ha fatto ridere :p
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Troppo stucchevoli queste relazioni, questi giochi di coppia che distolgono l'attenzione dal quadro generale che si vuol (o vorrebbe ?) descrivere. Non a caso a parte la coppia presidenziale non c'erano quasi rapporti di coppia o infatuazione in West Wing : distolgono l'attenzione, ed è un peccato. Alla fine del mondo televisivo ci viene detto solo ciò che pensa Albie/Sorkin (tutto il male possibile) con l'aiuto dell'antireality Jordan e di tanti personaggi idealizzati che nella realtà non potrebbero esistere (Jack Rudolph, madonna !), e muore tutto li. Anche in questo, valvola di sfogo. Idem per quanto riguarda temi scottanti, derisi o regolati in fretta come religione e guerra (si vede che nasce dalla rabbia di Sorkin la frase fatta dire a Tom Jeter nel finale che si riferisce a Bush come Skippy McDummy).
Si esce da questa serie con l'impressione di un netto calo qualitativo rispetto a opere precedenti, salvando i primissimi episodi, con un cast che si è difeso (peccato il personaggio insopportabile di Jordan, la stupenda Amanda meritava meglio) alla grande, ma sopratutto con l'impressione di aver assistito ad una -talvolta molto personale- seduta autopsicanalitica di Sorkin. Capisco che il pubblico non abbia apprezzato, e accetto la cancellazione.
Una lacrima però c'è stata , nell'episodio in cui ne succedono di tutti i colori con Guest Star Allison Janney, e forse più di una : quel "thank you" finale, con sguardo in camera, sincero, alla CJ Cregg, e il taglio del fu Danny Concannon. Un ringraziamento a Sorkin, un ringraziamento ai fan, un tuffo al cuore per ricordare insieme alla meravigliosa Janney uno dei più bei personaggi della più bella serie.
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