Con Giorgio Gaber a ricordare che "tutti son seri", gli "eretici" Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu promettono di rialzare il tiro, dopo la caduta di stile della scorsa serata. Non bisognerà aspettare molto per i primi sketch caustici di Luca e Paolo, che si concentreranno in diretta sugli ospiti del parterre e sul loro capitano.
Con Davide Van De Sfroos che canta Viva l'Italia non poteva iniziare in maniera migliore la sequela di performance canore, ma il pensiero degli spettatori va al cantante, finalmente compreso nell'italiano di De Gregori. Lasciato a casa il look aggressivo esibito alla serata d'apertura, in un abito bianco che sembra una gigantesca e soffice meringa Anna Tatangelo reinterpreta Mamma. Dopo di lei arriva, in mise punk blu Avatar, una felina Anna Oxa, che storpia con un napoletano inascoltabile 'O sole mio, ma la scelta più azzeccata è quella di Al Bano, che si lancia energicamente insieme a Iannis Plutarchos e Theodossiou Dimitra in Va' pensiero di Verdi, non a caso la canzone più votata dal pubblico a fine serata.
Gianni Morandi presta invece la sua voce all'amico Gianni Bella, recentemente colpito da un ictus, e a Mogol, autori del brano inedito Rinascimento, che finirà insieme alle altre cover di stasera in una compilation solidale i cui incassi saranno devoluti a favore dell'associazione "Per il tuo cuore onlus". Lo segue Patty Pravo, la big più esuberante finora: con un abito da charleston e accompagnata da tre coriste interpreta Mille lire al mese. Cambio di guarda per il direttore d'orchestra a La notte dell'addio, cantata da Luca Madonia con Franco Battiato a dirigere.
A seguire Giusy Ferreri canta Il cielo in una stanza come uno strillone rockettaro e dopo di lei è il turno di Nathalie Giannitrapani con una bellissima versione de Il mio canto libero, ascoltata con attenzione da Mogol in prima fila. La segue l'appassionato duo Luca Barbarossa - Raquel Del Rosario con Addio mia bella addio. E' la volta di Emma Marrone che arriva in un elegante abito rosso fuoco per cantare insieme ai Modà Here's to you - La ballata di Sacco e Vanzetti. Un'ospite affianca invece Max Pezzali per Mamma mia dammi cento lire: Arisa arriva a risollevare le sorti di un big scampato per poco all'esclusione, ma l'impressione è quella di ascoltare due brani diversi. Il prof. Roberto Vecchioni rivela le sue origini partenopee e interpreta 'O surdato 'nnammurato, seconda canzone napoletana della serata, reinventata come una tarantella capace di coinvolgere anche la platea nell'exploit finale.
Entrata memorabile, dopo che Elisabetta e Belen intonano qualche nota, per il premio Oscar Roberto Benigni, capace di fare satira in maniera egregia con una verve che non si smentisce mai anche nell'impresa di parlare in tv del Risorgimento. "Siamo qua per parlare solamente dell'Inno di Mameli", dice, ridendo, l'indiavolato Benigni. L'aveva promesso, ma è incontenibile e il suo lungo ed emozionante intervento riesce ad abbracciare a 360 gradi gli argomenti più disparati passando con naturalezza dalla politica alla letteratura, citando Dickens, Shakespeare e Dante in una sola frase. Benigni rispolvera gagliardamente la storia d'Italia, inneggia con orgoglio le nostre origini, la nostra cultura, le nostre arti, racconta l'esegesi dell'Inno in maniera originale ed elettrizzata lasciandosi scappare battute pungenti e strepitose. Il suo sano e raffinato patriottismo nasce dal seme del sogno, di un eroismo senza età, di un amore immenso per il sapere che non ha pari. Benigni è serio, e diverte proprio per questo. Fino all'ultimo secondo, poco prima di una meritata standing ovation.
I La Crus hanno il difficile compito di riportare, dopo l'incredibile intervento di Benigni, la serata alla musica: il gruppo reinterpreta Parlami d'amore Mariù, il brano che rese celebre Vittorio De Sica. L'ultima esibizione degli Artisti è di Tricarico con L'italiano, accompagnato da Toto Cutugno e da un coro multietnico alle spalle. Tornano sul palco dell'Ariston Luca e Paolo, che stavolta cercano di allinearsi ai toni alti di Benigni con un intenso reading del brano "Indifferenti" tratto da "La città futura" di Gramsci. Ma mentre Benigni pochi minuti prima aveva divertito e commosso i più sensibili, questa versione seria di Luca e Paolo muove solo alla noia e all'effetto sorpresa. Quanto verrà apprezzata la loro buona volontà?
A pochi minuti dalla mezzanotte e dopo una nuova defaillance di Morandi, può partire la gara per gli altri quattro Giovani. Si esibisce per prima la giovanissima Micaela con Fuoco e cenere, la seguono velocemente Roberto Amadè, che canta Come pioggia, i Btwins con Mi rubi l'amore e infine Marco Menichini con Tra tegole e cielo. Il momento dei giovani dura pochissimo tempo e si chiude con un omaggio al cinema italiano realizzato dalla soubrette Belen nella coreografia che ricorda la Kate Hudson di Nine.La serata si conclude con l'esclusione dalla gara dei Giovani dei Btwins e di Marco Menichini. Per gli Artisti invece il ripescaggio salva, proprio come nel più classico dei talent show, Al Bano e Anna Tatangelo, che rientrano in gara: eliminate dunque le canzoni di Patty Pravo e Anna Oxa. Chiusa la busta col verdetto, Morandi omaggia per l'ultima volta la patria interpretando l'Inno di Mameli e consumando il suo ultimo "Stiamo uniti" mentre agli spettatori che hanno resistito finora resta da sperare che da domani il conduttore si decida a cambiare motto.


Tra le performance che più ho gradito, invece, Max Pezzali con Arisa, Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario (paradossalmente i brani più datati fra quelli interpretati). "Mamma mia dammi cento lire" è risultata gradevole e simpatica e "Addio mia bella addio" molto commovente.
Bellissima anche "La notte dell'addio" di Luca Madonia, brano che non conoscevo.
Mi sono piaciute anche la Tatangelo, che non aveva un compito facile interpretando la vetusta "Mamma", e Nathalie, per la quale "Il mio canto libero" era perfetta.
Commovente e sincero anche l'omaggio di Gianni Morandi a Gianni Bella.
Che dire di Benigni? Immenso. Credo che ognuno di noi abbia sognato un professore di storia così. Ha riportato in vita personaggi che forse nel nostro immaginario erano solo nomi e nulla più, rendendoli vivi e coinvolgenti, attualissimi. E devo confessare che ha riacceso un fievole lume del mio patriottismo, che era andato a farsi benedire in questi ultimi anni!
Luca e Paolo ieri non li ho visti, quindi non posso commentare le loro performance, così come l'omaggio al cinema di Belen.
Sui giovani, che dire? Che pena, che palle, che vecchiume! Di certo non sono il meglio delle nuove leve della musica italiana.
Infine, mi spiace sia stato ripescato il solito Albano, mentre la Tatangelo, rispetto alla Oxa e alla Pravo, se lo merita.
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Belen ieri sera ha fatto il verso a Kate Hudson in Nine (cinema italiano) e finalmente si è svegliata dal torpore. Performance davvero niente male e io non sono neanche una estimatrice della diva della Tim. Belen / Canalis, 1 a zero per la prima, decisamente. Elisabetta non risulta mai naturale anche quando calca la mano sulla storia dell'italiana all'estero …
Io non ho visto la puntata per intero ma ho ascoltato la versione de L'italiano offerta da Tricarico e Cutugno e mi è piaciuta molto. A quel pezzo sono molto affezionata.
Molto suggestiva anche la performance di Luca Madonia,diretto da Battiato e quella di Emma e il vocalist dei Modà nel brano di Morricone. Misurata e coinvolgente anche Nathalie ne Il mio canto libero.
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magari ci fosse più sano patriottismo
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no, io no. preferisco avere un professore di storia che non prenda tremende cantonate.
comunque Benigni bravo, però ormai è sempre lo stesso. la cosa assurda, è che trovo -per quello che ho visto- questo festival di una totale mediocrità, almeno l'anno scorso si sono toccate notevoli punte di trash che lo rendevano divertente, quest'anno è la noia. eppure sta facendo furore…
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Di che parli? :p
Io ce l'avevo una prof di storia così a dire il vero
Noia abbastanza…diciamo che sono diversi anni che mi impongo a vederlo ma non mi è mai venuto in mente di consigliarlo ad alcuno.
Niente da dire sulla puntata….tranne ovviamente "Benigni memorabile", lo ha ripetuto anche lui ottocento volte
Però è stato un bel momento di televisione. E' un grande…assolutamente un grande :cool
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mah ad esempio del dettaglio che Carlo V è vissuto nel XVI secolo, e che l'esecuzione di Ferrucci avvenne nel 1530 (non nel 1100 -.-)
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per essere il programma italiano più visto all'estero mi sento abbastanza triste della mediocrità e banalità del tutto.. se uno pensa alla grandezza della musica italiana non può che disprezzare quello che si sente in questi giorni..
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Finalmente qualcuno che mi trova pienamente d'accordo…..
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