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Zeffirelli e Bocelli raccontano Omaggio a Roma

a cura di Angela Cinicolo pubblicato il 16 ottobre 2009
Presentato al Festival di Roma il cortometraggio diretto dal maestro Franco Zeffirelli per testimoniare nel mondo un mito, una storia e un'identità inconfondibili.
Zeffirelli e Bocelli raccontano Omaggio a Roma
Nato per iniziativa del vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo, l'Omaggio a Roma è un testimonial di venti minuti che rende sullo schermo una testimonianza indelebile: quella della grandezza della città eterna. Riprese aeree di grande respiro, cartoline panoramiche suggestive e sguardi circolari come piroette: la Roma di Franco Zeffirelli viene inquadrata dal basso verso l'alto, uno spazio aperto e cristallino in cui sembra che si allunghino indefinitamente le sculture e i mastodonti protagonisti delle prime sequenze. Proprio come quella finestra nel cielo che squarcia il tetto del Pantheon. Una città maestosa e monumentale che irradia la sua bellezza senza tempo nelle piazze e nelle fontane che l'affollano garbatamente. Il ritmo, accelerato dal montaggio di Cecilia Zanuso, permette alla fotografia di non sedimentarsi sulla stabilità dell'arte, ma attualizza la Storia in un percorso simile a quello dell'acqua, segno della genesi ma anche del riflusso di questa città. Alle immagini, che raffigurano con grande suggestione gli spazi e le luci della caput mundi, si alternano clip che ricordano alcune delle più indimenticabili sequenze cinematografiche girate a Roma: i duetti di Audrey Hepburn-Gregory Peck in Vacanze romane e Marcello Mastroianni-Anita Ekberg ne La dolce vita e una strepitosa Anna Magnani. La musica lirica collega video e immagini nel segno dell'ascesa e dell'intensità, concentrate nelle istantanee suggellate dalla presenza di Andrea Bocelli, al suo esordio cinematografico, e madonna Monica Bellucci, interpreti della Tosca, che dipinge la città eterna come cornice di vita.
Introdotto dal ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla> e dal sindaco di Roma Alemanno l'Omaggio a Roma è stato proiettato a Roma 2009 tra gli eventi speciali, seguito dal backstage, realizzato da Luigi Cristiano Samassa e da un breve incontro con il tenore Andrea Bocelli e con il regista Zeffirelli, che ha ricevuto il Premio Colosseo, edito per la prima volta in occasione del bimillenario della nascita dell'Imperatore Vespasiano Flavio e destinato a tutti coloro che nel mondo parlano bene di Roma in modo lusinghiero.

La parole chiave di quest'omaggio a Roma sembrano tre: l'acqua, la musica e il cinema, tre fili conduttori evidenti in questo cortometraggio. Come si sposano insieme questi elementi, come si legano? Perché ha scelto di raccontare Roma attraverso questi tre sguardi?
Franco Zeffirelli: Vi racconto come nasce tutto: ero tranquillamente a casa mia coi miei cani, che potavo le mie piante e sentivo un po' di musica quando è arrivato il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo, e mi ha chiesto: - Che ti dice al cuore Roma? Gli ho risposto che ci ho abitato quarant'anni e che c'è sia del bene sia del male perché se non c'è contrasto in fondo nella vita non c'è sapore. Lui allora mi ha proposto di filmare quello che pensavo di Roma ed è stata un'occasione per me per dire quello che sento, una dichiarazione di un amico di questa città, di un personaggio tanto amato quanto odiato in tutto il mondo, in Cina come a Manhattan, a Roma come a Firenze, perché non sono uno che ha i peli sulla lingua. A Roma però ho trovato una certa autorevolezza per poterne parlare in maniera anche originale perché quello che ancora suscita in me sono i palpiti dell'eterna città. Chiudo il mio prologo con i doverosi ringraziamenti ad Andrea Bocelli perché ha acceso una fiammella che m'ha fatto scaldare il cuore.

In molti suoi discorsi spesso accosta il suo rapporto di amore-odio per Roma e per Firenze, la sua città natale. Ha mai pensato di dedicare un omaggio anche alla sua città d'origine?
Franco Zeffirelli: In questi ultimi anni si sono aperti per me orizzonti che ritenevo improbabili sia per l'età, onestamente, sia per la posizione che occupo dappertutto perché ovunque ho creato le stesse onde del piacere di conoscermi e di condividere le stesse idee. Perché gli uomini intelligenti poi pensano allo stesso modo di tutte le cose. Cosa succede alla gente quando viene a Roma? Niente, ma ti accorgi che le persone si sentono a casa, vedi quello che amano e che hanno ereditato senza farne mai sfoggio. È come quando sposi una bella donna e poi ti accorgi che magari non ha delle doti a cui non avevi pensato guardando la sua bellezza, perché di fronte a certe creature si è in estasi. Roma invece è tutta fuori, non c'è da scoprire perché contiene già tutto e ha risposte per tutto, e non deve mai perderla questa straordinaria dote, la modestia di una posizione che è grandiosa.

Maestro quali sono i suoi progetti futuri?
Franco Zeffirelli: Grazie per aver pensato a miei progetti, ma non posso pensare al futuro (sorride ndr). Mi ha affascinato scrivere queste poche pagine di Roma e mi sarebbe iaciuto continuare perché si può andare avanti una vita a parlare di Roma. Specie quando poi il risultato è un prodotto di qualità perché fatto da gente di qualità.

Com'è stato per un artista della musica come Bocelli calarsi nella parte dell'attore?
Andrea Bocelli: Per me è stata un'esperienza straordinaria e irripetibile per tante ragioni. È stato il mio esordio in un film e credo che rimarrà anche l'unico perché non avrò modo di recitare per un evento così unico avvenuto con il maestro Zeffirelli. E anche perché ho potuto cantare Roma e ho avuto la possibilità di baciare e di abbracciare Monica Bellucci. Questo lavoro mi ha arricchito moltissimo e mi ha lasciato un ricordo che porterò nel cuore per sempre.

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