David, ci puoi parlare della ricerca storia fatta per il film?David Cronenberg: Per fortuna abbiamo a disposizione un sacco di lettere . Il carteggio tra i protagonisti della storia è ricchissimo. Basti pensare che all'epoca a Vienna la posta veniva consegnata più volte al giorno, alle lettere veniva risposto immediatamente e i personaggi facevano continui riferimenti alle missive precedenti. Tutto questo materiale è divenuto la base della sceneggiatura firmata da Christopher Hampton. Le lettere sono molto personali, quindi dal punto di vista umano lo script è molto preciso e denso.
Keira Knightley: Personalmente per prepararmi ho letto una pila di libri di Jung, la sua biografia e i lavori di Sabina. Mi capita spesso fare film di costume perché è un tipo di lavoro che mi piace molto. Mi piace leggere e amo la storia.
Michael Fassbender: Io non ho fatto nessuna ricerca. La sceneggiatura era talmente densa e io mi sono concentrato su quella. In più ho preso un libro per bambini, un bignami delle teorie di Jung e lì ho trovato tutto quello che mi serviva.
Quale è stata la sfida principale nel recitare personaggi così leggendari? Eravate preoccupati al pensiero di una simile responsabilità?
Viggo Mortensen: Quando si interpreta una figura storica, che le persone pensano di conoscere, si ha l'idea di fare una cosa molto importante. Probabilmente è più difficile creare un personaggio già noto, la libertà è ridotta, perciò ci siamo affidati a David. Lui ha saputo gestire bene la cosa focalizzandosi sui rapporti tra i personaggi e mantenendo l'umorismo che trapela dalle loro diverse visioni. David non ha messo in secondo piano le questioni accademiche, ma ci ha fatto interpretare delle persone, esseri umani con pregi e difetti. Lavorando la film abbiamo scoperto che le posizioni intellettuali di Freud e Jung non erano poi così diverse. I due si sono allontati per piccoli dissidi, questioni prettamente umane.
Michael Fassbender: Io ero terrificato.
Keira, per una donna bella come te è stato difficile calarsi nei panni di una persona malata, che mostra esteriormente i segni della propria patologia mentale?
Keira Knightley: Io sono un'attrice perciò sono già pazza di mio.
David, il tuo cinema, negli anni, è cambiato. Come spieghi queste variazioni stilistiche?David Cronenberg: Questa è la 68° Mostra del Cinema di Venezia e io ho sessantotto anni. In più il film d'apertura era Le idi di marzo che è il giorno del mio compleanno. Tenete a mente questo. Ho fatto molti film, anche se non tanti quanti Woody Allen, e il mio modo di fare cinema si è evoluto. Ogni volta che preparo un nuovo lavoro la gente mi chiede se ho intenzione di fare una cronenberghizzazione della materia trattata, ma in realtà ogni film ha le sue esigenze e necessità di uno stile diverso. Io mi adeguo.
Questo è il tuo primo film in costume. Nel corso della sua carriera ha creato mondi visivi totalmente originali e volti al futuro. Stavolta com'è stato lavorare sul passato?
David Cronenberg: In realtà questo non è il mio primo film in costume. Il pasto nudo era ambientato negli anni '50 e anche M. Butterfly e Spider, a loro modo, sono film in costume. Per me questa non è una cosa insolita e conosco la procedura. Si fanno ricerche sulla location. E' una sfida appassionante perché non si può mettere le persone in costume sul set e poi riprenderle. Occorre catturare qualcosa di magico. Keira è una regina del genere, è bravissima a interpretare donne del passato, ma vi sono alcuni attori che nei film d'epoca non funzionano. Un tempo il cervello umano era diverso. E' cambiato grazie alla tecnologia e a molti altri fattori. Girare un film ambientato all'epoca di Alessandro Magno è difficilissimo perché per noi il modo di pensare degli antichi è incomprensibile, sono alieni. Anche il loro sistema nervoso era diverso.
Ma quale è la tua opinione personale sulla psicoanalisi?
David Cronenberg: Penso che il nostro cast abbia bisogno di una bella psicoanalisi e li ho scelti proprio per fargli capire che hanno bisogno di aiuto. Vedete come sono migliorati ora? Prima Viggo non rideva mai. La psicoanalisi è stato un momento di rottura, occorre capire lo sconvolgimento che ha apportato nella società ottocentesca, nelle persone che credevano nello sviluppo evolutivo, nell'ordine e nel progresso. Negli ultimi anni molti sono tornati alle teorie freudiane e molte sue idee sono state verificate. La teoria junghiana invece ha preso una direzione diversa, volgendosi verso la sfera religiosa. I timori di Freud al riguardo sono risultati fondati.


1
Infatti, il piccolo Freud è adorabile!
1
Lo Voglio!!
Per di più Davide Birra che da ragione a Freud…tra geni si capiscono
1
Non ho capito se se lo sono portato loro, oppure se è un regalo di una fan, perchè tra le immagini che ho visto in giro c'è quella di Viggo che abbraccia una ragazza appena arrivato in laguna. Tutti meravigliosi comunque
0
Sempre più pazzo Cronenberg ai festival, finalmente si rivela per quello che è, un pazzo :laugh.
P.S.:Penso che il nostro cast abbia bisogno di una bella psicoanalisi e li ho scelti proprio per fargli capire che hanno bisogno di aiuto. Vedete come sono migliorati ora? Prima Viggo non rideva mai.
Che scemo! :laugh Mitico…
0
0
Come dimenticarlo. E' stata la prima volta che ho visto Cronenberg così buontempone.
0
E' stato regalato da un fan, non ho capito se addirittura un giornalista. Comunque l'ha preso Viggo appena arrivato in conferenza, penso gli fosse stato lasciato sul tavolo al suo posto, poi lui l'ha preso l'ha fatto vedere a Kiera e tutti gli altri.
0
Dovrebbe essere un Freud mascotte di una squadra di calcio argentina.
0
Sicuramente mascotte della squadra di cui è appassionato Viggo, avrò visto dieci conferenze sue e si finisce sempre col parlare di questa sua passione.
0
Questo me lo ricordo, una volta sfoggiava anche la maglia con i colori (rosso e blue se non erro) della squadra in questione.
Ora, perchè una squadra di calcio Argentina dovrebbe avere Freud come mascotte? ma prima o dopo che Mortensen annunciasse di dover giarare questo film? perchè magari le due cose sono legate, senò è proprio la quadratura del cerchio :p
0
Esatto, mi dicono sia il San Lorenzo, ovvero quella del Pocho Lavezzi, quindi ora so di cosa parlare con Viggo quando lo reincontrerò :p
Non penso fosse la mascotte ufficiale, ma che qualcuno gli ha fatto questo pupazzo come regalo da utilizzarlo come nuova mascotte della sua squadra.
Comunque ormai Viggo non è più la star di una volta, ormai qui si parla solo di Michael Fassbender e le sue grandi doti :p
0
Ora tutto torna, hanno vestito Freud con i colori della squadra in onore del nuovo film del loro fan più celebre, me lo immagino capace a metà discorso di mettersi a parlare della sua squadra con chiunque…vai che ora hai il gancio giuto :wink:
Non ho visto il film, ma mi immagino una storia più Jung-Centrica, in cui Freud si aggira intorno al suo più giovane collega, e man mano che l'ossessione di Jung per la sua paziente aumenta, aumenta anche il distacco tra lui e Freud…poi trattandosi di Cronenber sarà di sicuro meno banale di così :p
In ogni caso Fassbender ha un ruolo grosso nel film, e poi è in rampa di lancio, davvero sta azzeccando tutti i film che ha scelto di fare…
Però personalmente, e basta leggere l'intervista fatta a Venezia, leggete le risposte che fa Fassbender, e quelle che da Viggo, Fassbender è un grande, e gli auguro per lui (e per noi) di fare solo filmoni e di continuare così, ma Mortensen è una mosca bianca, innumerevoli anni di gavetta per poi trovare la fama con un ruolo, per cui è stato preso all'ultimo secondo da Jackson, quando sembrava destinato a diventare il nuovo mito dei film d'avventura (Harrison Ford 2.0 per capirci) diventa il "Musa" del mio secondo Canadese preferito…si è portato a casa il cavallo che cavalcava per LOTR, la moglie ha deciso di sposarlo dopo aver trovato le sue poesie che conservava nel frigorifero, tifa per una squadra di calcio minuscola, se la cava come fotografo e parla non so più quante lingue, con tutto il rispetto per Fassbender, se una mosca bianca così entra in una stanza, tende a calamitare l'attenzione, indipendentemente da cosa pensano i giornalisti
Oh, tutto questo perchè tanto bisogna aspettare il 30 settembre per vedere il film
0
proprio per questi motivi anche io considero Mortensen una delle scoperte/affermazioni più curiose e singolari degli anni '00, in campo attoriale. comunque Luca mi sa che si riferiva a ben altre doti parlando di Fassbender…credo che si riferisse proprio alle sue "dimensioni artistiche ":p
0
Anche se in effetti prima di Shame si parlava di lui anche per la performance…anzi. Solo a me da un po' fastidio che dopo The Ides of March Ryan Gosling fosse il più grande attore in circolazione, e tre giorni dopo Fassbender è il miglior attore della sua generazione ?
0
Ah! in QUEL senso!
Non avendo seguito il gossip non ero al corrente…chissà cosa penserebbe Freud di tutto questo
0
Della serie: "Hai una Coppa Volpi in tasca, o sei solo molto contento di vedermi?" :p
0