WandaVision, la recensione dell’episodio finale: veloci verso i titoli di coda

La recensione dell'episodio finale di WandaVision, la serie del Marvel Cinematic Universe, disponibile in esclusiva su Disney+.

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WandaVision: Kathryn Hahn nel sesto episodio

Dobbiamo essere sinceri per iniziare la nostra recensione dell'episodio finale di WandaVision: arrivati ai titoli di coda (e oltre, ovviamente ci sono ben due scene post-credits come tradizione Marvel) non possiamo fare a meno di rimanere con un po' di amaro in bocca per come si è conclusa la vicenda, straziante e commovente, di Wanda e della sua elaborazione del lutto. In nove episodi, la prima serie targata Marvel Cinematic Universe, punto d'avvio della Fase 4 e disponibile su Disney+, ci ha accompagnato lungo un percorso attraverso le sitcom americane, specchio di una protagonista ferita e incapace di superare un lutto, per poi rientrare nei binari del più canonico Marvel-movie a cui siamo abituati. Questo episodio finale riprende direttamente dalla fine dell'ottavo (bellissimo) episodio e intende dar vita alla resa dei conti finali. Strega contro strega, realtà contro magia, Visione contro Visione. Lo fa in un episodio ricco di azione, che chiude la storyline principale, costruisce definitivamente dei nuovi personaggi, ma lascia anche parecchie (troppe?) porte aperte in attesa di quello che verrà. Come sempre, la recensione non contiene spoiler.

Resa dei conti a Westview

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WandaVision: Elizabeth Olsen e Teyonah Parris in una scena del terzo episodio

Le domande hanno trovato risposta. Abbiamo compreso gli eventi del presente con un lungo viaggio nei ricordi di Wanda e ora, oltre a comprendere meglio la situazione straniante che ci aveva accompagnato sin dall'inizio di WandaVision, conosciamo ancora di più un personaggio come Wanda. O Scarlet Witch, come viene chiamata da Agatha, il villain della serie, che la sfida a un confronto finale che ha il sapore di una definitiva resa dei conti. E sarà così. Per gran parte della durata, l'episodio intende sopperire alla mancanza di azione e spettacolo pirotecnico digitale che era mancato negli episodi precedenti. Si potrebbe dire che si torna finalmente a casa e gli ultimi quaranta minuti di questo nuovo capitolo della lunga saga Marvel corrispondono perfettamente a quello che ci aspettiamo da un'opera di questo genere. Uno scontro che vede coinvolte non solo le due streghe, ma anche un Visione, finto, che può esistere solo all'interno di Westview contro un altro Visione, quello vero, e "restaurato" con un algido colore bianco asettico. Uno scontro che vede coinvolti anche Monica e gli altri agenti dello S.W.O.R.D. seppur in misura minore. Una resa dei conti finale che soddisfa grazie a un ritmo altissimo e un insieme di idee funzionanti (tra cui una ambientata in biblioteca che non vogliamo rovinarvi).

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Speranza, tristezza, amore

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WandaVision: Elizabeth Olsen e Paul Bettany in una scena del terzo episodio

Un episodio che risponde a (quasi) tutte le domande ancora mancanti (tra cui l'identità del personaggio interpretato da Evan Peters: è davvero l'inizio del multiverso?), ma che mantiene parecchie porte aperte per i film e le serie successive. Non poteva che essere così e ci piace pensare che il gioco metalinguistico della serie abbia trovato la chiusura del cerchio: come poteva un prodotto seriale inserirsi all'interno del progetto del MCU da sempre considerato "una serie tv" prestata al cinema se non lasciando molte questioni in sospeso che verranno approfondite nei film successivi? Nulla di male, e la speranza, finora sempre ben riposta, è quella di poter proseguire questo grandioso progetto sicuramente ben ideato. Eppure, non possiamo fare a meno di rimanere un pizzico delusi dalla chiusura della storyline principale. Nonostante la serie abbia avuto il merito di approfondire due personaggi spesso relegati sullo sfondo nonostante fossero comparsi per la prima volta nel 2014, WandaVision procede a passo spedito, sembra più interessata a dare allo spettatore ciò che gli era stato negato fin dal principio, che al momento dei saluti manca quell'aggancio emotivo così forte e potente che aveva, in passato, già dimostrato di possedere. Il risultato è una chiusura non perfetta, che ha tutte le carte in tavola per dare vita a un momento da applausi, ma che indietreggia senza colpo ferire. Rimane tutto un po' in superficie: dovrebbe raccontare la tristezza di un addio, ma nel modo in cui è stata messa in scena, si ha invece il sapore di un saluto comune, depotenziando il tutto a un semplice arrivederci. Permane l'amore. Forse non focoso, forse non passionale, ma è indubbio che la serie è perfettamente in grado di raccontare molto attraverso poche frasi e minimi gesti. In questo caso basta una lacrima.

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Dopo i titoli di coda

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WandaVision: Paul Bettany, Elizabeth Olsen e uno sguardo romantico

Ancora una volta non possiamo che sottolineare la prova maestra di Elizabeth Olsen, Paul Bettany e, soprattutto, di Kathryn Hahn capace di trasformarsi e incarnare una vera strega, unica nel suo genere eppure riconoscibile. Se questo finale un po' frettoloso e non perfettamente equilibrato riesce nell'impresa di coinvolgere fino alla fine lo si deve a questo trio che ha accompagnato la visione (nostra) degli episodi. E non poteva essere altrimenti in una storia che doveva approfondire i personaggi principali ed entrare nella loro testa. O meglio, nel loro mondo. Arrivati ai titoli di coda (e alle scene post-crediti) siamo combattuti: da una parte siamo fiduciosi del proseguimento della saga e abbiamo la sensazione di aver compiuto un viaggio insieme a Wanda necessario ed emozionante; d'altro canto, però, non possiamo che rimanere un po' delusi da un finale che prometteva uno spettacolo pirotecnico mai visto e ci ha semplicemente accontentati di una pregevole sequenza di fuochi d'artificio. Belli, piacevoli, ma senza quel quid in più che ci era stato promesso.

Conclusioni

A conclusione della recensione dell’ultimo episodio di WandaVision possiamo dire di essere in generale soddisfatti dalla conclusione di questa serie. La storyline principale trova il suo naturale finale lasciando parecchie porte aperte per il proseguimento della Fase 4. Wanda e Visione erano personaggi che dovevano essere approfonditi e il gioco è stato piacevole per tutti i nove episodi. Quest’ultimo giro di giostra, però, ha un ritmo così elevato ed è così interessato allo spettacolo che spara le cartucce troppo presto. Colpisce il bersaglio, ma ne manca il centro, risultando emozionante ma non troppo. Al di là dell’azione, l’impressione è quella di una coda musicale per una storia che aveva dato il meglio di sé negli episodi precedenti.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
4.4/5

Perché ci piace

  • L’episodio ha un ritmo altissimo e si sfoga attraverso l’azione e lo spettacolo che ci erano stati negati negli episodi precedenti.
  • I tre attori riescono a dare l’ennesima interpretazione di qualità.
  • La storyline principale finisce in maniera soddisfacente.

Cosa non va

  • Manca quell’aggancio emotivo forte che la serie aveva dimostrato in altre occasioni, soprattutto nell’episodio precedente.
  • Un po’ troppe porte aperte che, se fanno ben sperare per il futuro della Fase 4, depotenziano un po’ la conclusione della serie.