DC Studios, James Gunn e Peter Safran alla guida della nuova divisione Warner: è rivoluzione?

James Gunn, il regista di The Suicide Squad e Peacemaker diventa co-ceo di DC Studios, l'etichetta cinefumettistica nata dalle ceneri della DC Films, ergendosi nel panorama produttivo hollywoodiano come figura speculare e competitiva di Kevin Feige. Ma la strada da fare è ancora molto lunga...

DC Studios, James Gunn e Peter Safran alla guida della nuova divisione Warner: è rivoluzione?

Durante il primo e controverso periodo di cancellazioni in casa Warner Bros dopo l'insediamento di David Zaslav come CEO, su queste pagine si rifletteva sulla bontà strategica del modus operandi della nuova amministrazione. Scelte di testa e non di cuore, ovviamente, declinate in un sistema capitalistico a tutto tondo che esclude in larga parte etica e sentimenti per giungere al risanamento di un'azienda, tanto in termini economici - di bilancio vero e proprio - quanto strutturali e creativi. Spiegavamo anche come la nomina di un figura come Zaslav fosse proprio legata alla necessità d'istigare una rivoluzione in breve tempo, e ad appena tre mesi da quegli eventi in effetti una sommossa societaria c'è stata, sia economicamente che artisticamente parlando.

Questo non giustifica di certo moralmente le cancellazioni di progetti come Batgirl o il prequel di Scoob! (quasi finiti e pronti a uscire), né tantomeno l'eliminazione silenziosa da piattaforme streaming e canali di film o serie televisive amate, ma dati alla mano e occhi al portafogli, in concreto sembra che la nuova direzione stia già maturando i primi frutti commerciali. Non solo numericamente, ritrovandosi con 2 miliardi di dollari risparmiati da poter re-investire in altro, ma anche creativamente con il nuovo DC Studios, etichetta cinematografica nata dalle ceneri DC Films e affidata alla cura condivisa di James Gunn e Peter Safran, altro passaggio fondamentale della rivoluzione zaslaviana.

Riunificare

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The Suicide Squad: Missione Suicida, Idris Elba e James Gunn in una foto dal set

Dal momento stesso delle prime cancellazioni in casa DC, le dimissioni di Walter Hamada erano solo questione di tempo. Nonostante il buon lavoro svolto con Aquaman, Joker, Shazam e The Batman, l'ormai ex-chairman DC Films rappresentava un sistema "vecchio" che in fase di riformulazione concettuale non avrebbe mandato quel messaggio di rinnovamento e repulisti preteso invece da Zaslav. Hamada agiva infatti sotto l'egida del Project Pop-Corn di Jason Kilar, rispettando dei criteri di sviluppo creativo abbastanza scapestrati, specie nell'idea di tentare di puntare al successo con tanti progetti differenti - per ambizioni e costi - senza certezze concrete in proiezioni analitiche di gradimento e incassi. Caos e frammentazione dell'Universo DC sono apparsi evidenti sulla media distanza, soprattutto con una pandemia di mezzo, ed ecco che a fronte di necessità riorganizzative anche spietate e a un certo legame con un establishment aziendale ormai superato, Hamada è stato semplicemente fatto fuori per fare spazio al nuovo.

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The Suicide Squad: Missione Suicida, Idris Elba e James Gunn in una foto dal set

Considerando la scissione del panorama DC cinematografico in tante piccole cellule a sé stanti, senza reali coordinate di continuity e ormai allo sbaraglio in termini di condivisione traspositiva, non sorprende che, nella sua lungimiranza, Zaslav abbia saputo intercettare l'unico autore e produttore che negli ultimi anni abbia saputo mettere insieme un progetto dopo un altro con successo di critica e pubblico. Stiamo parlando proprio di James Gunn, che pur avendo sofferto il flop del meraviglioso The Suicide Squad a causa della distribuzione ibrida voluta dalla vecchia gestione (errore palesemente riconosciuto dalla nuova), con Peacemaker non solo ha ottenuto un riscontro quasi perfetto da parte della stampa specializzata, ma ha infranto persino il record di spettatori di episodio in episodio, confezionando uno dei più grandi successi commerciali del recente corso DC.

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Peacemaker: John Cena e James Gunn in una foto dal set

Per questo il CEO Warner Discovery lo ha voluto alla guida creativa dei nuovi DC Studios, per dare originalità, continuity e idee a un universo bisognoso di tornare a espandersi e puntare sul talento degli autori e sul valore delle storie, aspetti fondamentali da sempre valorizzati da Gunn. L'autore ha così sottoscritto un contratto in esclusiva con Warner Discovery che lo legherà in modo blindato alla compagnia per 4 anni. Ciò significa niente più Marvel Studios (cosa comunque già confermata in precedenza dal regista) e forse niente più impegni "esterni" per un po' di tempo, anche se l'esclusiva con DC Studios è strettamente correlata a progetti di genere ben specifici.

Diarchia cinematografica

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In merito al nuovo corso DC Studios sono già trapelate le prime indiscrezioni. Sappiamo ad esempio che Joker: Folie a Deux non farà parte dell'universo condiviso attualmente in costruzione - restando un "black label" - mentre la saga di The Batman di Matt Reeves dovrebbe essere inclusa e ben ampliata, considerando anche le tante serie tv e sequel in sviluppo attivo tra cinema ed HBO Max. Del riformato DCEU, la cui struttura sarà comunque tutta da capire e valutare, faranno ancora parte Aquaman, Shazam, Wonder Woman, ovviamente The Flash (che dovrebbe chiudere il vecchio corso), Black Adam con The Rock e il ben ritrovato Superman con Henry Cavill, di cui è in produzione un secondo capitolo cinematografico (e tanti lo vorrebbero diretto proprio da Gunn). Non è chiaro dove e come si andranno a inserire progetti del calibro di Blue Beetle, ma pensiamo che sarà presto data una specifica cornice all'intero universo condiviso, anche per cominciare a ingrandire e potenziare in senso puramente artistico la grande proprietà intellettuale.

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Se di tutto questo si occuperà principalmente James Gunn, l'uomo giusto al posto giusto al momento giusto, tutte le criticità commerciali e di business value saranno invece rimesse in capo a Safran, l'uomo dietro ai successi del The Conjuring Universe, di Aquaman e Shazam!. Curiosamente è anche da sempre il manager di Gunn e tra i suoi amici più fidati, la persona che de facto lo ha coinvolto nell'universo DC con The Suicide Squad lasciandogli carta bianca e divertimento, facendogli scoprire un mondo mainstream decisamente meno family friendly e slegato da politiche di correttezza a tutti i costi che in Casa di Topolino ne intrappolavano la personalità più esuberante, pur senza manette o pistole alla tempia. Appoggiatisi a vicenda, Gunn e Safran hanno adesso raggiunto una posizione di estremo rilievo all'interno della divisione più importante della Warner, figure cardine della nuova diarchia DC Studios che segna definitivamente l'inizio della rivoluzione dell'era Zaslav.