A casa tutti bene - La serie, la recensione del primo episodio: un grande romanzo familiare in salsa thriller

La nostra recensione del primo episodio di A casa tutti bene - La serie, mostrato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2021 e da dicembre su Sky e NOW, che approfondisce le storie e i personaggi del film aggiungendo l'elemento thriller.

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A casa tutti bene: un'immagine della serie

Iniziamo la recensione del primo episodio di A casa tutti bene - La serie, mostrato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2021 e da dicembre su Sky e NOW, rassicurando i mucciniani in ascolto sul fatto che la serie è tutto quello che ci si poteva aspettare dopo il film. La storia viene ripresa pedissequamente, con un ottimo casting e un allargamento delle varie storyline, aggiungendo una svolta thriller dichiarata fin dalla sigla, curata come sempre fanno le produzioni Sky Original. Ci sono tutte le caratteristiche del cinema di Muccino in questa serie - reazioni esagerate, la macchina da presa che segue i personaggi lungo i corridoi, i primi piani per scavare nell'anima degli interpreti, la colonna sonora tutta italiana.

Un grande romanzo familiare all'italiana

Italiano è anche il grande romanzo familiare messo in atto da Gabriele Muccino, che dirige tutti gli otto episodi, e dal team di autori capitanato da Barbara Petronio, che hanno preso da A casa tutti bene i vari personaggi, affidando i vari ruoli a corrispettivi interpreti azzeccati, e le varie storie, a volte solo allargandole, altre volte approfondendole e dando loro maggiore sviluppo rispetto alla "risoluzione" finale del film. Francesco Acquaroli e Laura Morante diventano così Pietro e Alba, i capifamiglia dei Ristucci, al posto di Ivano Marescotti e Stefania Sandrelli, che provano a tenere unita una famiglia che sta, ovviamente, andando in pezzi. Hanno tre figli: Sara (Silvia D'Amico al posto di Sabrina Impacciatore), la cocca di papà che ha sempre fatto tutto correttamente e ora si ritrova con un marito fedifrago Diego (Antonio Folletto dopo Giampaolo Morelli) e una carriera mai davvero decollata nel ristorante di famiglia al Gianicolo; Carlo (Francesco Scianna che prende le redini da Pierfrancesco Favino), con aspirazioni di indipendenza lavorativa rispetto al film, che avranno ripercussioni anche nei prossimi episodi.

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A casa tutti bene: una scena

Un uomo diviso fra due donne nella sua vita con rispettiva prole: da un lato l'ex moglie Elettra (Euridice Axen al posto di Valeria Solarino), che mantiene lo stesso aplomb ed eleganza, e l'insicura e nevrotica compagna attuale Ginevra (Laura Adriani dopo Carolina Crescentini). Chiude il cerchio Paolo (Simone Liberati che prende il testimone da Stefano Accorsi), lo scrittore/poeta della famiglia andato all'estero con grandi aspirazioni artistiche e che ora è costretto a tornare con la coda fra le gambe perché senza soldi e con un brutto divorzio in atto, mentre ritrova una vecchia fiamma. Infine i cugini, Sandro dalla memoria vacante (Valerio Aprea al posto di Massimo Ghini) legato a Beatrice (Milena Mancini che prende il testimone da Claudia Gerini), e il giovane e scapestrato Riccardo (Alessio Moneta, che torna da Muccino dopo Baciami ancora, al posto di Gianmarco Tognazzi), con fidanzata tamarra al seguito (Emma Marrone, che già aveva lavorato col regista ne Gli anni più belli, al posto di Giulia Michelini).

Gabriele Muccino su A casa tutti bene: "Gli uomini sono meno complessi delle donne"

La svolta thriller

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A casa tutti bene: Emma Marrone in una scena della serie

Fin dalla - bellissima e curatissima - sigla di apertura, con il brano A casa tutti bene composto appositamente da Jovanotti che già aveva lavorato col regista romano, appare chiaro come uno degli elementi nuovi rispetto al film in A casa tutti bene - La serie sarà l'elemento thriller. A farsene carico la madre di Sandro e Riccardo, Maria, sorella di Pietro (Paola Sotgiu che prende il testimone da Sandra Milo), che custodisce un terribile segreto che dal passato è pronto a tornare prepotentemente nelle vite dei Ristucci e dei Mariani. Se nel film era una donna perlopiù solare e che tentava sempre di sdrammatizzare la situazione, qui è una donna provata dagli anni e dal peso di alcune scelte familiari, che ora le si potrebbero ritorcere contro. Questo elemento thriller è sicuramente un fil rouge interessante che dà ulteriore peso a una storia senza tempo come quella dei conflitti familiari. La famiglia è "casa" oppure un nucleo di problemi e dissensi da cui fuggire lontano per poter finalmente vivere? È una delle domande che si fanno i personaggi del film, che si chiedono se sono destinati a rimanere infelici, riuniti non più dalle nozze d'oro di Alba e Pietro ma dal settantesimo compleanno di quest'ultimo. Un traguardo da festeggiare, per un uomo che "si è fatto da solo" iniziando come cameriere e poi aprendo un proprio ristorante, un padre padrone con la mania del controllo, un pretesto per riunire la famiglia e far emergere tanti problemi sopiti, fino ad una svolta inaspettata.

Il cinema di Gabriele Muccino: famiglie sull'orlo di una crisi di nervi

Siamo tutti mucciniani

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A casa tutti bene: una scena della serie

Gabriele Muccino ha un grande consenso poiché racconta temi universali e familiari e una delle forze del film era la grande chimica del cast ben assortito e in questo la serie è un piccolo miracolo nel riuscire a ricreare la stessa atmosfera con attori spesso meno conosciuti e altisonanti. Nell'immergersi nel prodotto seriale Muccino porta le caratteristiche del proprio cinema - le reazioni esagerate ed estreme dei personaggi, il contatto fisico, la macchina da presa che segue i personaggi lungo i corridoi, i primi piani per scavare nell'anima degli interpreti, la colonna sonora tutta italiana. Le sequenze meno riuscite sono sicuramente i flashback che fanno un uso posticcio della CGI per mostrare il ringiovanimento degli interpreti più anziani (sarebbe stato meglio optare per un casting di loro da giovani, dato il già numeroso cast coinvolto). Ciò che viene tratteggiato è lo spaccato di una famiglia al limite, divisa da antichi dissapori e che si inserisce nella miglior tradizione dei family drama statunitensi come Brothers & Sisters, non facendo mancare l'elemento soap. La verità sarà tutta alla fine speriamo, ma questo episodio ha tutti gli elementi per far venire voglia di proseguire la visione allo spettatore, se è fan dello stile mucciniano.

Conclusioni

Concludiamo la nostra recensione del primo episodio di A casa tutti bene - La Serie confermando come sia un ottimo punto di partenza che promette sviluppi e svolte interessanti per i restanti, nello stile oramai collaudato di Gabriele Muccino. Oltre a coinvolgere interpreti azzeccati che hanno il difficile compito di prendere le redini dal super cast coinvolto nel film, e che dimostrano grande chimica e affiatamento di gruppo, il serial approfondisce e prosegue alcune storyline più abbozzate e accennate nella controparte filmica e aggiunge l’elemento thriller, che condisce di nero (anche nel senso della fotografia più scura in alcune sequenze) una storia già molto ricca.

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
4.3/5

Perché ci piace

  • L’ottimo casting che prende l’eredità del film, dimostrando grande affiatamento fra i nuovi interpreti
  • Il riscrivere proseguendo e approfondendo le storie dei vari personaggi del film
  • L’elemento thriller che promette scintille aggiungendosi a quello soap dei vari rapporti amorosi e familiari

Cosa non va

  • L’uso della CGI ringiovanente per i flashback che coinvolgono il cast anziano
  • Chi non apprezza lo stile di Muccino difficilmente lo digerirà sviluppato su più episodi