Tetris, la recensione: Taron Egerton, KGB, bugie e videogame

La recensione di Tetris, film disponibile su Apple TV+ dal 31 marzo, che ricostruisce l'appassionante battaglia per i diritti di uno di videogiochi più famosi al mondo.

Tetris, la recensione: Taron Egerton, KGB, bugie e videogame

Videogame o spy story alla John Le Carré? Tetris, disponibile su Apple TV+ dal 31 marzo, nasconde una doppia anima che lo rende un oggetto appetibile per un pubblico trasversale. Innanzitutto è un film vivace e colorato come il gioco al centro della storia, di cui mutua la rapidità e l'arguzia nell'incastrare i vari pezzi del puzzle. Ha un protagonista come Taron Egerton, uno dei giovani interpreti più interessanti e versatili del momento, pronto a calarsi anima e corpo nei ruoli che interpreta. Ma dietro l'anima pop che cavalca la nostalgia degli anni '80, nasconde un'interessante riflessione sul crollo del Comunismo e sulla caduta dell'Unione Sovietica raccontando la Russia di fine anni '80 attraverso il punto di vista di un occidentale.

Tetris Film Taron Egerton Nikita Efremov
Tetris: Nikita Efremov e Taron Egerton in una scena

Chi pensa di assimilare Tetris a Super Mario Bros. Il film o a oggetti simili si sbaglia di grosso. La pellicola scritta da Noah Pink e diretta da Jon S. Baird è un biopic che ricostruisce la vera storia della battaglia legale per accaparrarsi i diritti della proprietà intellettuale di Tetris e che somiglia molto da vicino a una spy story classica. collante della storia è il personaggio di Taron Egerton, Henk Rogers, imprenditore e designer di videogame olandese cresciuto negli Usa e residente a Tokyo insieme alla moglie e ai figli che si imbatte in Tetris a una fiera di videogiochi di Las Vegas. Intuendo le potenzialità del gioco, Rogers propone una partnership a Nintendo per negoziare i diritti per la sua nuova consolle portatile, il Game Boy. Rogers si reca, così, in Russia per incontrare il creatore di Tetris, ma ben presto si ritrova coinvolto in una spietata battaglia per i diritti che vede coinvolte altre due società, rappresentate dai veterani Toby Jones e Roger Allam, il tutto sotto lo sguardo vigile degli onnipresenti KGB e Partito Comunista.

Un puzzle appassionante e ben congegnato

Tetris Film Taron Egerton Sofya Lebedeva Nikita Efremov
Tetris: Nikita Efremov, Taron Egerton e Sofya Lebedeva in auto

Tetris è una pellicola vivace, emozionante e ricca di colpi di scena, che richiede un po' di tempo e attenzione per districarsi tra i vari personaggi coinvolti nel braccio di ferro per i diritti del videogame. Sotto questo aspetto ci viene in aiuto il riassunto in forma di videogioco affidato a Henk Rogers nella prima parte del film, che vede la storia strutturata in livelli e giocatori, con tanto di grafica e musiche a tema. Il leitmotiv del passaggio dal videogame alla realtà viene riproposto all'inizio di ogni sottocapitolo, creando un forte contrasto visivo tra i colori vividi del videogame e l'architettura tetra e imponente di Mosca.

Tetris Film Taron Egerton
Tetris: un primo piano di Taron Egerton

Pur privilegiando la componente spy, Tetris è anche una lettera d'amore al videogame creato nel 1984, il cui nome deriva dall'unione tra "tetra" (quattro, come i componenti dei blocchetti) e "tennis", lo sport preferito del suo creatore, divenuto un vero e proprio fenomeno di costume. Nelle parole di Henk Rogers al banchiere che deve elargirgli il prestito per investire sul gioco, "dopo averci giocato vedo ancora i blocchetti cadere nei miei sogni". E lo stesso Tetris è il prodotto della passione del programmatore russo Aleksej Leonidovič Pažitnov, impiegato presso il centro di calcolo dell'Accademia delle Scienze dell'URSS di Mosca e inventore di videogiochi per puro divertimento, senza alcuno scopo di lustro. Pažitnov, interpretato da Nikita Efremov, è portatore di uno sguardo puro e disinteressato, ma è anche un uomo dell'Est costretto a sottostare ai ricatti e alla volontà del regime per evitare ripercussioni per sé e per la sua famiglia.

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Uno sguardo al di là della Cortina di Ferro

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Tetris: Nikita Efremov e Taron Egerton in una scena

Proprio lo sguardo sull'Unione Sovietica alla vigilia del suo disfacimento è uno degli aspetti più intriganti di Tetris. Al di là degli elementi fictional introdotti da Jon S. Baird per rendere più appassionante la vicenda, la scelta di calare nella realtà sovietica un personaggio come Henk Rogers, abituato al caotico universo americano e a quello più ordinato e zen giapponese, ci fornisce uno spaccato di un mondo dominato dalla burocrazia, apparentemente regolato dalla lunga mano dello Stato. Ma anche scosso da infinite tensioni, dalla corruzione e dal desiderio di arricchirsi personalmente alla maniera dell'Occidente, oltre che dal sogno di libertà dei giovani, che sorseggiano vodka scatenandosi su hit che arrivano da oltre cortina come The Final Countdown degli Europe, al centro di una delle scene più belle del film, perché "la musica non ha confini".

Tetris Togo Igawa Nino Furuhata Taron Egerton
Tetris: Togo Igawa, Nino Furuhata e Taron Egerton

Per le due ore di durata di Tetris, Jon S. Baird tiene la barra dritta consegnandoci una pellicola scorrevole e ben costruita, nonostante l'accelerazione subita dalla storia nell'ultima mezz'ora. Lo zampino del produttore Matthew Vaughn si percepisce a più riprese. L'uso di un montaggio alternato serrato in alcuni momenti topici ci regala forti emozioni e valorizza le location della storia. Pur concentrandosi sull'intricata vicenda, Baird non trascura la cura formale e compie un egregio lavoro sulle musiche, sfruttando al meglio alcune hit anni '80 come la succitata The Final Countdown, ma anche Opportunities dei Pet Shop Boys e Holding Out for a Hero in versione russa. Il regista non rinuncia, inoltre, a mostrare il lato umano dei personaggi - buoni e cattivi che prosperano da entrambi i lati della Cortina di Ferro - immortalando coraggio, debolezze e dubbi di questi improbabili eroi che combattono non solo per dare una vita migliore alle proprie famiglie, ma anche per rendere i prodotti di intrattenimento universali e accessibili a tutti.

Conclusioni

Come rivela la nostra recensione di Tetris, il film Apple TV+ con Taron Egerton è una sferzata di energia a cavallo tra spy story e nostalgia pop degli anni '80. I retroscena sulla battaglia per i diritti di distribuzione di Tetris sono al centro di una vicenda sorprendente e appassionante che fornisce un'intrigante sguardo sull'Unione Sovietica alla vigilia del crollo.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
4.3/5

Perché ci piace

  • Il film svela i dettagli di una vera storia davvero sorprendente.
  • Taron Egerton ci offre un'altra performance immersiva che mette in luce le sue doti di attore brillante e versatile.
  • La confezione in aperto omaggio ai videogame 8-bit anni '80 è accattivante, così come l'uso di hit dell'epoca a commento sonoro.

Cosa non va

  • Nell'ultima mezz'ora la narrazione tende ad accelerare e la ricostruzione degli eventi diventa davvero rocambolesca.