I Am Greta - Una Forza Della Natura, recensione: la ragazza dietro l’icona

Recensione di Greta, documentario che racconta l'ascesa mediatica di Greta Thunberg presentato alla Mostra di Venezia 77.

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I Am Greta - Una forza della natura: una scena del film

Scrivere la recensione di I Am Greta - Una Forza Della Natura, documentario presentato fuori concorso alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, significa avere a che fare con un film che, trattando un tema d'attualità, si riallaccia simbolicamente a un altro. Questo perché il lungometraggio di Nathan Grossman, che negli Stati Uniti andrà direttamente in streaming su Hulu, ha debuttato nel contesto di un festival veneziano diverso dal solito, con meno film e con diverse misure di sicurezza dettate da ciò che è accaduto dall'inizio del 2020, evocando ciò che Greta Thunberg dice parlando del clima: "Se non ci prepariamo adesso, sarà troppo tardi quando si manifesta il vero problema." E sempre lei, che nella pellicola si lamenta occasionalmente dello scombussolamento che la sua fama ha causato a livello di routine quotidiana, ha partecipato alla conferenza stampa festivaliera dalla Svezia, tra una lezione e l'altra, con tanto di "Scusate, ma adesso devo tornare in classe" allo scadere del tempo a disposizione. Un momento di deliziosa autenticità che ha completato l'esperienza del film stesso, il cui principale pregio è proprio quello di mostrare il lato più personale di una delle icone mediatiche degli ultimi anni.

Dalla Svezia con furore

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I Am Greta - Una forza della natura: un'immagine del film

L'approccio di Greta è molto lineare, partendo dal primo sciopero scolastico davanti al parlamento svedese nell'agosto del 2018 e arrivando al settembre del 2019, quando la ragazza si è recata a New York per parlare davanti alle Nazioni Unite, viaggiando in barca a vela a causa della sua posizione sull'impatto ambientale dei voli. Tra quei due eventi, che coprono circa un anno della vita della giovane attivista, vediamo materiale inedito di lei insieme alla famiglia, in particolare il padre che la accompagna in tutti i viaggi, assicurandosi che lei stia bene, che si tratti di una manifestazione vicino casa o dell'incontro con figure quali Emmanuel Macron e Francesco I. Non manca neanche lo spazio (minimo) concesso ai detrattori di Greta Thunberg, ossia Vladimir Putin, Jair Bolsonaro e Donald Trump, con critiche a dir poco infantili alle quali lei risponde ridendo (ma è anche vero che siamo lontani dai livelli più pesanti di certi insulti che uscirono in Italia, tra cui pensieri sciovinisti del tipo "Quando scoprirà le gioie del sesso la smetterà di rompere sul clima"). Una leggerezza necessaria in mezzo a tanti momenti seri e tesi, che lei affronta con grande aplomb e anche con riflessioni non banali (a una domanda sul suo essere affetta dall'Asperger risponde "Non direi che ne soffro. Ce l'ho, e basta.").

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I Am Greta - Una forza della natura: una sequenza del film

C'è molta sincerità dietro l'operazione, ma questo si trasforma anche in un approccio abbastanza didascalico, che non scende particolarmente nei dettagli e si ferma all'essenziale, anche in termini di durata (siamo appena sopra l'ora e mezza). Forse una conseguenza della partecipazione produttiva di Hulu, che rivolgendosi a un pubblico americano abituato allo streaming non è per forza alla ricerca di materiale tanto approfondito, ma anche l'inevitabile effetto dell'aver scelto di affrontare una storia ancora in fieri, lontana da una vera conclusione: il viaggio americano con cui si conclude il documentario è in realtà l'inizio di una seconda fase, quella di un anno sabbatico che è finito proprio mentre stava per cominciare la Mostra di Venezia, da cui la componente scolastica del breve intervento di Greta Thunberg in sede di conferenza stampa. Ed è proprio quella componente umana, evidente soprattutto quando la ragazza si esprime nella propria lingua e non in un inglese soggetto a mille revisioni e formalità, a rendere interessante un progetto che, per quanto elementare sul piano strutturale ed estetico, riesce a restituire un ritratto abbastanza completo di un'adolescente che si interessa alla questione dell'ambiente con fare quasi maniacale (per sua stessa ammissione), ma ama anche ridere e scherzare, ed è decisamente priva di peli sulla lingua: una delle prime cose che dice, introducendo le origini del suo attivismo, è "Gli adulti se ne strafottono del clima". Difficilmente questo film specifico farà cambiare idea in massa, ma contiene alcuni strumenti di base per arrivarci, con una guida che non le manda a dire.

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Conclusioni

Arriviamo in fondo alla recensione di Greta, documentario didascalico ma non privo d'interesse, grazie alla posizione centrale di Greta Thunberg e del suo impegno per il clima, portato avanti con una determinazione e un carisma che il film riassume in modo efficace, per quanto a tratti davvero schematico.

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
1.5/5

Perché ci piace

  • La vita di Greta lontana dai riflettori aggiunge una dimensione molto umana al progetto.
  • La protagonista è del tutto meritevole di una simile operazione...

Cosa non va

  • ... ma avrebbe anche potuto beneficiare di un approccio meno banale.