Nome all'anagrafe Richard Melville Hall, per tutto il mondo Moby, il re della musica elettronica che esce dal suo regno (la consolle e i suoni sintetici) presentando in esclusiva per Max, l'America vista attraverso gli scatti del suo obiettivo: "Foto e musica vanno di pari passo - afferma il cantante e compositore - tramite i miei scatti voglio cogliere il normale e presentarlo come eccentrico, e cogliere l'eccentrico presentandolo come normale. Nelle mie foto c'è un universo di contrasti e di stranezze, le stesse che vivo anche durante i miei tour musicali".
Il sogno delle donne, personificazione vivente dell'american dream (dalla campagna statunitense ai red carpet più importanti del cinema) Brad Pitt viene spogliato dall'occhio critico di Max: successi, insuccessi, luci e ombre di un divo, di un "quasi" marito, di un filantropo, insomma di una chiacchierata leggenda del cinema a stelle e strisce.Per il piccante d'oltreoceano, una panoramica sul "fratello cattivo" di Playboy, il mensile Hustler: scandaloso all'ennesima potenza, provocatore, estremo tanto da catalizzare su di sé l'ira di altri estremisti a stelle e strisce (il suo creatore è paralizzato da quando nel 1978 uno di questi gli sparò). A suo modo un'icona di libertà apparentemente mal digerita dalla nazione autodefinitasi land of the freedom.
Pugni, pupe, eroi, icone e guai. Il nuovo numero di Max porta i suoi lettori sugli squared circle (leggasi ring) della boxe made in U.S.A.: dall'eccentrico manager delle stelle Don King all'orecchio mozzato di Evander Holyfield, dall'azzannatore Mike Tyson alle leggende delle quattro corde di sempre, tutti, comunque sia, stelle intramontabili di questo spettacolare sport.
A completare il numero di giugno di Max una panoramica sul centoventicinquesimo anniversario della Coca Cola e un'emozionante ritratto di due città "alternative" degli Stati Uniti, Portland e Atlantic City, tra stranezze ed eccessi, scorci unici e aneddoti indimenticabili.

