Alfonso Cuaròn nasce a Città del Messico il 28 novembre 1961. All'università studia cinema e filosofia, e dopo la laurea inizia a lavorare presso la televisione messicana, prima in qualità di tecnico e successivamente di regista. Dopo alcune co-direzioni con altri artisti locali, nel 1991 vede la luce la sua prima opera solista,
Solo con tu pareja, la vicenda di un uomo che non ha vergogna della propria effeminatezza ma che scoprirà di aver contratto l'AIDS. La pellicola è ben accolta in patria quanto all'estero, tanto da attrarre l'attenzione di
Sydney Pollack, che contatta Cuaròn allo scopo di fargli realizzare un episodio della serie noir
Fallen Angel.
Al 1995 e al 1998 risalgono i suoi primi lavori made in U.S.A., e si tratta in entrambi i casi di adattamenti di opere letterarie: prima
La piccola principessa, tratto dal romanzo omonimo di Frances Hodgson Burnett, poi
Paradiso perduto (Great Expectations), stavolta da un originale di Dickens, per il quale si avvale di un cast stellare, tra i quali spiccano
Robert DeNiro,
Gwyneth Paltrow e
Ethan Hawke. Il successo indiscusso arriva però nel 2001, con
Y tu mamà tambien, dove l'irriverenza e l'estrema libertà di linguaggio (che spesso infatti sfocia nello scurrile) si fanno veicolo per raccontare la strana relazione tra una trentenne e due ragazzini ossessionati dal sesso.
Un altro importante progetto è quello che lo vede impegnato nella direzione del terzo film della saga di Harry Potter:
Harry Potter e il prigioniero di Azkaban. Nonostante le polemiche derivate da una minore aderenza alla storia originale rispetto alle due pellicole precedenti, dirette entrambe da
Chris Columbus, la stessa J.K. Rowling ha espresso il suo apprezzamento per il lavoro di Cuaròn. Ha poi firmato un episodio della raccolta
Paris, je t'aime, e nell'anno successivo (il 2006) dirige quello che forse è il suo film più completo e di maggior successo,
I figli degli uomini (Children of Men), liberamente tratto da un'opera di P.D. James, in cui un'umanità sull'orlo dell'estinzione inevitabile troverà un barlume di speranza proprio in coloro che normalmente avrebbe emarginato.
Nonostante la grande varietà di situazioni descritte all'interno delle sue pellicole, che spaziano da un presente dominato dai più elementari bisogni primari, un futuro ipotetico in cui il nichilismo, la rassegnazione e la violenza fanno da padroni, e un mondo fantastico di maghi e segreti, al centro della ricerca di Cuaròn c'è sempre l'uomo. Non un uomo qualunque, ma spesso un uomo diverso dagli altri, per il suo corpo, per le sue idee, per il suo talento, e che tramite queste differenze si fa possibile veicolo di un cambiamento per l'umanità tutta. Forse quello di Cuaròn non è un grido di aiuto, ma di speranza certamente si.