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Scheda completa del DVD
Hunger
Popolarità

Hunger (2012)

  • Regione: 2
  • Nazione: Italia
  • Durata: 95 min.
  • Numero di dischi: 1
  • Confezione: Amaray
  • Data di uscita (vendita): 26.09.2012
  • Data di uscita (noleggio): 28.08.2012
  • Distribuzione: 01 Distribution

Contiene

  • Hunger
    • [film] Hunger (2008)
    • Raymond Lohan lavora come agente penitenziario nel carcere di Long Kesh, nell'Irlanda del Nord, nel 1981. Lavorare tra le mura di uno dei famigerati H-Blocks, il braccio dove i detenuti repubblicani stanno effettuando delle proteste equivale a vivere in un ...

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Dettagli tecnici

  • Formato dischi: Doppio strato
  • Formato video:
    • 2.35 PAL
  • Tracce audio:
    • Italiano Dolby Digital - 5.1
    • Inglese Dolby Digital - 2.0
  • Sottotitoli:
    • Italiano

Contenuti extra

Making of

Trailer cinematografico

Le Immagini

1 Commento

  • Orietta@Anibaldi+Mauro@Lanari Orietta@Anibaldi+Mauro@Lanari
    Lug. 26, 2012, 2:40 p.m.
    Preambolo: body art cristologica
    La locandina originale, un fotogramma del film, è un mandala escrementizio ed evacuatorio. Ma il curriculum dell'autore aggiunge ulteriori dirompenti connotazioni. Subito dopo "Hunger", infatti, McQueen "espone nuovamente alla Biennale d'Arti Visive di Venezia, all'interno del padiglione britannico, proponendo un film che vede protagonisti proprio i Giardini di Venezia (dove si tiene appunto parte dell'esposto della Biennale), visti nel periodo meno chiassoso, evidenziando perciò la discrepanza tra i sei mesi che ogni due anni vedono quella zona protagonista, e i rimanenti diciotto, dove rimane la desolazione" (Wp). Quel che gl'interessa è dunque mostrare la mostruosa realtà una volta smantellati gl'addobbi luccicanti e lontano dal frastornante clamore del dì di festa. Disadorno e dimesso, ci svela alla lettera l'uomo nudo e crudo dall'incipit del film sino all'epilogo. C'elenca la lista completa dei liquami organici: bolo alimentare, urofecalità, sperma (sotto la coperta), sputo di saliva, rigagnolo di lacrima, vomito, sangue da tingere una vasca colma o un water, siero da decubito. Più che un jail movie assurto a livello di metafisica, è l'"H-Block" preso a emblema della cattività dell'intero cosmo d'enti ed eventi. Lo sguardo registico sceglie il taglio chirurgicamente asettico, gelido, un ghiaccio che provoca ustioni di 3º grado.
    1) Analisi testuale e testarda
    Numerosi sono i pregi di Hunger: l'analisi ampliata, degna di Greenaway ne Lo Zoo Di Venere, alla fragilità e decomposizione esistenziali, non solo dell'uomo ma anche degli animali e degl'insetti (il puledrino e la mosca); l'estensione alle stesse guardie carcerarie dello statuto ontologico di prigionia; l'esplicita quanto trasversale condanna della maternità: il secondino che viene ammazzato infradiciando di sangue sua madre e l'immagine insistita della genitrice di Sands che s'abbiocca al capezzale del figlio.
    Ma questi pur notevoli pregi non ne possono o devono occultare i difetti altrettanto rilevanti. La poetica di McQueen racchiude infatti anche un elemento stridente: il distinguo fra i cristiani doc, capaci dell'imitatio Christi fino al martirio e al martirio da emulare, e la casta sacerdotal-ecclesiale, che da sempre tradirebbe il messaggio evangelico. Noi diremmo: e per fortuna, nel senso ch'è meglio predicar male e razzolar bene piuttosto del contrario. In altri termini, è almeno dal Settecento illuminista e deista che si cerca di proporre Gesù come modello di virtù esemplari opponendolo alla cloaca dei suoi presunti falsi seguaci, da Paolo alla cricca dei clerici. Invece a esser marcio è soprattutto il confronto fra BS e il prete. Se il film vuole affiancare alla pars destruens della denuncia una pars construens cristofilica, allora passa dalla padella alla brace. La croce della religione del Crocifisso non è marginale e accessoria a quest'ultimo, bensì strutturale e costitutiva: ha un valore in sé, anzi ne è il valore supremo. "Non esistono santi senza santificatori": parola di padre Pio, che giustificava come necessaria qualsiasi persecuzione mirante all'"esercizio delle virtù eroiche", in primis proprio quelle provenienti dai pastori della Chiesa Romana.
    2) Analisi con-testuale e contestatrice
    Ciò che McQueen guadagna in potente veemenza critica, lo perde eliminando l'aspetto ludico caratteristico del suo più anziano connazionale. Non che giocare fra un belly simbolicamente in metastasi e le bells romane che suonano a morto, o fra l'order/complexity from noise e il picchiettatore dei nose scultorei, tanto quanto fra lo Spica protagonista del film successivo e lo Speaker dell'io narrante, possano risolvere chissà cosa. Tuttavia Greenaway espone almeno in abbozzo la teoria salvifica d'una pars construens quale gioco non più al massacro: il gioco come espressione di vitalità senza sforzo, energia senza energheia/ergon/lavoro, esistenza senza fatica o sacrificio, edonismo sano, salutare, santo, epifania della "sola gratia", non più agonico agone ma nietzscheana gaia scienza per l'appunto schillerianamente ludica.
    Altrimenti ha ragione la voce off thatcheriana: i Bobby Sands gravitano ancora nell'orbita di quel che intendono estinguere, continuano a usare la violenza sebbene non dirigendola più contro gli altri, sadicamente, ma verso sé stessi, masochisticamente. Ecco spiegata tutta l'iconologia da via crucis del film di McQueen. Eppure c'è gioco e gioco, e sin qui ne sono state trovate solo forme dannose e deleterie proprio poiché sempre e comunque s/m. È infatti possibile che l'azione ludica degeneri e si perverta nel preciso istante in cui il role playing infantile viene piegato e impiegato verso l'imitatio patris et matris funzionale a trasmettere la maledizione familiarista.
    3) Analisi pre-testuale e pretestuosa
    La psicoanalisi ha fornito del terzo capitolo della Genesi e della Bibbia tre diverse interpretazioni nient'affatto autoescludentisi. Un imprinting materno prenatale, dove le teofanie edeniche della voce e dei passi divini non sarebbero che la memoria della voce e del battito cardiaco della gestante; la mela tentatrice come ricordo neonatale dell'allattamento al seno e dello svezzamento; mela e serpente come metafore della sessualità puberale, adulta, genitale e già genitoriale. Insomma l'intera vicenda edipica, dal suo sostrato fusional-simbiotico più arcaico e biologico all'epilogo educativo e socioculturale prima diadico e poi triadico che irrompe col passaggio dal desiderare la madre al desiderare il desiderio materno. Finché non si riesce a emancipare il gioco da questa precisa finalità, resta possibile che si sperperi l'unica chance a nostra disposizione.
    (In collaborazione con Davide Schiavoni e Fabio Lanari)

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