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Per parlare di Quel treno per Yuma potete continuare qui.
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"Sono cresciuto attraverso il cinema. Se mi sono interessato alla letteratura, alla musica è stato grazie al cinema" (Michael Powell) ![]() Uploaded with ImageShack.us |
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"Napset No More!" "Le opinioni sono come le palle: ognuno ha le sue!"- Clint Eastwood |
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Lo spero, almeno!Citazione:
Povero Chris... 'Sta fama di picchiatore non se la scrollerà mai più di dosso! ![]() Me lo auguro davvero, soprattutto perché ha talento e merita ogni riconoscimento.
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profondo il tuono riempì le loro rive, bruciando con i roghi dell'orco. La Pagina di Annalisa |
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Johnny Depp diventa Dillinger, gangster-eroe dell'America in crisi
L'attore protagonista di "Public Enemies" di Michael Mann, in uscita negli Usa il primo luglio "Era carismatico, rubava alle banche corrotte, veri nemici del popolo affamato" L'attore vive con la famiglia su un atollo della Thailandia, di sua proprietà "Parigi stava diventando impegnativa. L'isola mi dà la semplicità di cui avevo bisogno" di SILVIA BIZIO LOS ANGELES - Johnny Depp nel ruolo di John Dillinger, il gangster più famoso d'America e forse il primo fuorilegge del Novecento (furoreggiò negli anni Trenta, in piena Depressione) che mettendo a segno spettacolari rapine divenne una sorta di eroe popolare, bello e dannato con mistica da rockstar. Basterebbe Depp a rendere Public Enemies (in uscita negli Usa il primo luglio) un must per cinefili. E dietro la cinepresa c'è Michael Mann (Manhunter, Insider, Collateral fra gli altri), per molti critici il genio innovatore del thriller-noir contemporaneo. Accanto a Depp c'è Christian Bale, il nuovo Batman (ora in Terminator Salvation), nel ruolo dell'agente dell'Fbi Melvin Purvis che dà la caccia a Dillinger, gagà non privo di fascino soprannominato "il Clark Gable del bureau". Il film non è solo la biografia di un bandito ma anche la cronaca di una caccia all'uomo. Con Purvis/Bale che è l'immagine speculare, al di qua della legge, di Dillinger. Insomma, Public Enemies (il titolo evoca Nemico pubblico del 1931 con James Cagney nei panni di un altro celebre gangster dei tempi del proibizionismo) arriva al cinema con un pedigree certificato. E' l'unico filmone estivo di Hollywood con pretese di Oscar. Ne abbiamo parlato con lo stesso Depp, a Chicago per il lancio del film. Dillinger era il "most wanted" dell'Fbi e insieme una figura amata dalla gente. Cosa ne sapeva? "Mi affascina da quand'ero bambino. Avevo per lui la stessa ammirazione che sentivo per Charlie Chaplin o Buster Keaton. Avrà forse a che fare con la mia educazione. Mio nonno faceva il contrabbandiere nel Kentucky e il mio padrino, faccendiere, finì per un periodo in prigione. Ci dev'essere qualcosa nel mio dna che mi lega a Dillinger". Come ha lavorato per interpretarlo? "Michael Mann ci ha dato tutto quello di cui un attore ha bisogno. La ricostruzione dettagliata della sua morte a Chicago nel 1934. Le rapine nel '33-'34 in Indiana e Ohio. Ho visitato la prigione da cui evase e scoperto quello che fece esattamente, la fuga, l'auto rubata.... Ho portato la borsa che aveva quando venne ucciso, la camicia e i pantaloni trovati al Museo Dillinger. Devo tutto questo a Mann, alla sua mania per la ricerca, la ricostruzione, la scelta dei luoghi". Le è simpatico Dillinger? "Era disinvolto e carismatico, evitava la violenza per quanto possibile. Rubava alle banche corrotte, veri nemici del popolo affamato. Divenne un Robin Hood, una leggenda vivente. Amava la gente comune, odiava i ricchi e l'autoritarismo". Era un uomo che non scendeva a compromessi. Lo è anche lei? "Mi piacerebbe, ma quelli erano altri tempi. Gli anni Trenta offrirono agli uomini l'opportunità di essere individui autonomi, cosa che per noi, oggi è un dato scontato". Come si spiega che al grande pubblico piacciono più i "cattivi" che i buoni? "Sarà perché è eccitante l'idea di farla franca, commettere un crimine e schivare la punizione. Delitto senza castigo. Non è un'idea che ci affascina tutti?". Nel film ha solo due scene con Christian Bale. Come le è sembrato? "E' dedito al suo lavoro, un uomo di grande intensità e determinazione, bravissimo padre, grande attore. Viene sul set e resta sul personaggio per tutto il tempo. Non so come faccia. Mi piace". Dillinger disse: "Non fumo, bevo pochissimo, il mio unico vizio è rapinare le banche". Qual è il suo? "Rapino banche anch'io... Scherzo. Anch'io non fumo più, un bellissimo traguardo. Mi sa che dovrò inventarmelo un vizio. Ci lavorerò. Promesso". Lei ha due figli piccoli. Vedono i suoi film? Cosa le chiedono? "Io provo molti dei miei personaggi su di loro. E loro rispondono dandomi la loro opinione. Mia figlia, che ha quasi dieci anni, quando sto su un set mi chiede 'papà, pensi che potrò vederlo?' Non potrà certo vedere The Libertine fino a quando avrà almeno 16 anni. E Dillinger non glielo farò vedere per adesso, ovvio. Mio figlio Jack ha visto di recente Edward mani di forbice e si è messo a piangere...". Che tipo di eredità vorrebbe lasciare? "Che i miei figli siano felici e orgogliosi del padre. Se mi chiede che eredità vorrei lasciare nel mondo, non mi viene in mente niente. Sono un attore. Mi preme solo lasciare dietro di me qualcosa di cui i miei figli possano andar fieri". Come mai ha deciso di trasferirsi, con sua moglie e i figli, su un'isoletta? "Dopo le riprese di The Secret Window ce ne siamo andati in vacanza e abbiamo trovato un'isola in Thailandia: amore a prima vista. Me la sono comprata. Parigi iniziava a essere impegnativa. La vita sull'isola mi dà la semplicità di cui avevo bisogno. E non ci sono giocattoli. Per questo i miei figli hanno fantasia da vendere. La mia unica paura, è che vorranno fare gli attori anche loro..." (La Repubblica, 22 giugno 2009) Valanga di foto da Nemico Pubblico - BadTaste.it - il nuovo gusto del cinema!
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Ultimo film (ri)visto: "Soul Kitchen". Ultimo film visto al cinema: "Ragazzi miei". So chi ha ucciso Laura Palmer!!!! ![]() Sono caduta nel tunnel di Twin Peaks, aiuto! Campioni d'Europa! Campioni d'Italia! Mou sempre nel cuore! |
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Azz... Beato lui che si può comprare un'intera isola!!!
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profondo il tuono riempì le loro rive, bruciando con i roghi dell'orco. La Pagina di Annalisa |
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Avrebbe tirato fuori un taccuino perché qualcosa sicuramente l'avrebbe dimenticata. ![]() Citazione:
![]() Perché, con Willy Wonka che pensi farà?
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Ultimo film (ri)visto: "Soul Kitchen". Ultimo film visto al cinema: "Ragazzi miei". So chi ha ucciso Laura Palmer!!!! ![]() Sono caduta nel tunnel di Twin Peaks, aiuto! Campioni d'Europa! Campioni d'Italia! Mou sempre nel cuore! |
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[QUOTE=*Andromaca*;93754]
Avrebbe tirato fuori un taccuino perché qualcosa sicuramente l'avrebbe dimenticata. [QUOTE]"allora vediamo, 8.03 stappata bottiglia di vino rosso, 8.07, stappata seconda bottiglia di vino rosso...8.09 fumata ultima sigaretta del pacchetto, 8.11 preso a pugni distributori delle sigarette che si è mangiato la mia ultima moneta, 8.12, lanciata bottiglia vuota di vino rosso contro distributore di sigarette che si è mangiato la mia ultima moneta, 8.13 stappata altra bottiglia di vino rosso...poi non riesco più a capire cosa c'è scritto perchè l'inserviente mi ha strappato di mano il taccuino...qui su questa pagina c'è una macchia di sangue...ah no è vino rosso!" ![]() Citazione:
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"La Musica è un arma di costruzione di massa" Eddie Vedder |
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7 scene inedite per Nemico Pubblico… Johnny Depp vs. Christian Bale! ScreenWEEK.it weblog
C'è anche la scena della prigione! Fortuna le sbarre!
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Ultimo film (ri)visto: "Soul Kitchen". Ultimo film visto al cinema: "Ragazzi miei". So chi ha ucciso Laura Palmer!!!! ![]() Sono caduta nel tunnel di Twin Peaks, aiuto! Campioni d'Europa! Campioni d'Italia! Mou sempre nel cuore! |
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Johnny Depp e Christian Bale, due assi per Nemico Pubblico
Il 18 di dicembre del 2009 (distribuito da Universal Pictures) arriva il nuovo film di Michael Mann dedicato a John Dillinger, Nemico Pubblico. Michael Mann è uno dei migliori registi che esistono al momento, basta ricordare Miami Vice (2006), Collateral (2004), Ali (2001), The Insider (1999), Heat – la sfida (1995), L’ultimo dei Mohicani (1992), dove non ha sbagliato un colpo. Ora, il 1 luglio esce negli Usa Nemico Pubblico, e, dalle immagini che abbiamo visto, e dalle critiche Usa lette, anche questo si preannuncia come un altro film che entrerà nella storia del cinema. Il cast è di prima categoria a cominciare, dai due protagonisti, ovvero Johnny Depp nei panni di John Dillinger e Christian Bale in quelli di Melvin Purvis, il braccio destro del temibile e terribile capo dell’FBI J. Edgar Hoover, interpretato da Billy Crudup. Più il Premio Oscar Marion Cottillard, Giovanni Ribisi, Channing Tatum, Leelee Sobieski, Emilie de Ravin. A proposito di come si è preparato al ruolo Johnny Depp, ha rilasciato interviste a qualche quotidiano, affermando: “Sono tornato nel Midwest della mia infanzia. Dillinger era un ragazzo di campagna di Moorsville, nell’Indiana, a 80 miglia da dove sono cresciuto io, nel Kentucky. Malgrado l’assenza di registrazioni sonore di Dillinger ho trovato dei nastri con la voce di suo padre, quando li ho sentiti mi è parso di conoscerlo, ho pensato a mio nonno, che di giorno guidava il bus e di notte contrabbandava liquore. Ho visitato i luoghi chiave della sua vita: la prigione da cui evase, l’ostello da dove sfuggì all’FBI, il cinema davanti al quale morì. E nella prigione di Statesville, nell’Illinois, ho trovato una foto del mio patrigno, che vi scontò due anni per furto”. “Come attore la mia responsabilità è di trovare l’essenza dei personaggi. Mi piace inventare qualcosa di diverso ogni volta, non voglio annoiare il pubblico. L’unica cosa che chiedo a un regista è di lasciarmi creare il ruolo secondo la mia immaginazione”. “E’ vero – continua Depp – che al cinema preferisco impersonare fuorilegge o personaggi fuori dall’ordinario. Non penso che sarei un buon Superman, non mi ci vedo in calzamaglia”. Intanto Depp, che lavora moltissimo, lo vedremo prossimamente nei panni di un giornalista degenerato nella pellicola The Rum Diary, tratto da un romanzo autobiografico del suo amico Hunter S. Thompson, che oramai non c’è più e l’attore vuole onorarlo portando sul grande schermo questo suo lavoro. Christian Bale dopo Terminator Salvation che, non deve averlo soddisfatto fino in fondo, è entusiasta, invece, di Nemico Pubblico. Tanto da avere incontrato lo scrittore dal quale è stato tratto l’ennesima trasposizione della storia del Gangster Numero 1 degli anni ’30, Bryan Burrough e avergli suggerito alcuni cambiamenti. “Ho incontrato Burrough – ha detto Bale – ma la sua versione del mio personaggio non mi convinceva, così come il suo libro. Se la prende con Purvis per quello che non riesce a fare, ma anche per quello che riesce a fare. All’epoca l’FBI muoveva i primi passi, gli agenti fronteggiavano criminali con i mitra senza avere armi in dotazione, senza alcuna tecnologia. Purvis faceva del suo meglio”. “La mia convinzione nasce – continua l’attore – dall’avere letto molti libri, giornali di allora, dagli incontri in South Carolina con parenti e amici dell’agente. E’ stato uno degli uomini dell’FBI di maggiore successo nella cattura di criminali. Cosa che ha provocato la gelosia del direttore Hoover, che gli ha dichiarato guerra e l’ha cancellato dalla storia, perseguitandolo per il resto della sua vita”. “Quindi in accordo con Michael Mann abbiamo apportato alcune modifiche anche perché era un uomo di onestà totale. Uno dei suoi soprannomi era Nervous Purvis perché durante le sparatorie si agitava. Raccontava spesso di avere avuto paura, ma anche di non essere mai scappato durante il pericolo”. Purvis si suicidò a 56 anni, ma sulla sua morte rimangono ancora circostanze poco chiare. Bale si è detto comunque orgoglioso di far parte di questo progetto e di non vedere l’ora che il film esca negli Usa e nel resto del mondo. Primissima Johnny Depp: "Dillinger spariva tra la folla. Io fuggo nella mia isola" Los Angeles - Johnny Depp si cala nei panni di un altro antieroe, il gangster degli anni '30 John Dillinger, in Public Enemies di Michael Mann (in uscita negli Stati Uniti il 1º luglio), con Marion Cotillard nel ruolo della sua compagna e Christian Bale in quello del poliziotto sua nemesi. Durante la Grande Depressione Dillinger rubava alle odiatissime banche che avevano messo sul lastrico milioni di persone, e sfuggiva alla legge spostandosi da uno stato all'altro poiché allora non vi era una polizia federale. Le rapine, le evasioni rocambolesche e le fughe su automobili all'avanguardia per l'epoca lo resero leggendario, un eroe popolare che poteva nascondersi in pubblico senza timore di essere arrestato. Come si è preparato per questo ruolo? «Sono tornato nel Midwest della mia infanzia. Dillinger era un ragazzo di campagna di Moorsville, nell'Indiana, a 80 miglia da dove sono cresciuto, nel Kentucky. Malgrado l'assenza di registrazioni sonore di Dillinger ho trovato dei nastri con la voce di suo padre, quando li ho sentiti mi è parso di conoscerlo, ho pensato a mio nonno, che di giorno guidava il bus e di notte contrabbandava liquore. Ho visitato i luoghi chiave della sua vita: la prigione da cui evase, l'ostello dove sfuggì all'Fbi, il cinema davanti a cui morì. E nella prigione di Statesville, nell'Illinois, ho trovato una foto del mio patrigno, che vi scontò due anni per furto». John Dillinger era una delle persone più famose della sua epoca, come lei... «Sì, ma Dillinger amava la fama, l'adorazione delle masse. Non dico che non mi piaccia essere apprezzato, ma con la fama perdi l'anonimato. Mi piacerebbe portare i miei figli a Disneyland senza essere fissato come fossi un fenomeno da baraccone. Dillinger aveva una capacità unica di mescolarsi alla folla senza farsi riconoscere, si recò persino nella sede della polizia di Chicago, nella sezione a lui dedicata, senza essere riconosciuto. Andava al cinema e allo stadio. Io non ho questa capacità di camuffarmi, l'unico posto dove posso camminare tranquillo è un'isoletta nelle Bahamas (Little Hall's Pond Cay, la sua isola privata, ndr)». Lei sa però creare personaggi iconici in cui si annulla. «Grazie. La mia responsabilità come attore è di trovare l'essenza dei personaggi. Mi piace inventare qualcosa di diverso ogni volta, non voglio annoiare il pubblico. L'unica cosa che chiedo a un regista è di lasciarmi creare il ruolo secondo la mia immaginazione». Una volta fatta la ricerca, come si concentra sul set? «La musica mi ha sempre aiutato a mettermi nell'atmosfera giusta, per ogni film ho dei brani che ascolto ossessivamente. In questo caso era Nightmare di Artie Shaw». Il pubblico sembra più affascinato dai cattivi che non dai buoni. È così anche per lei? «Sì, ma dipende dal "cattivo". Un tipo come Charles Manson è solo un assassino, difficile essere affascinato da figure del genere. Ma fuorilegge come Dillinger, Bonnie e Clyde o Billy the Kid sono entrati nella cultura popolare perché erano gente comune che si è ribellata all'establishment». Al cinema lei preferisce comunque sempre gli antieroi, gli emarginati, i fuorilegge. Perché? «È vero, non penso che sarei un buon Superman. Francamente, mi ci vedo male in calzamaglia». Il suo prossimo ruolo? «Un giornalista degenerato nella Portorico degli anni '50. Il film è tratto da un romanzoautobiografico del mio amico Hunter S. Thompson, l'autore di Fearand Loathing in Las Vegas. Ero a casa sua una dozzina di anni fa e trovai una cassa con su scritto The Rum Diary. Hunter si era scordato di averlo scritto. Lo lessi, lo trovai fantastico, Hunter lo pubblicò, e decidemmo che ne avremmo fatto un film. E anche se lui se ne è andato ho deciso di portare avanti il progetto». I Caraibi sembrano proprio affascinarla in questo periodo. «Sì, adoro la mia isola, anche se molti la possono considerare una stravaganza, perché quando hai il mio tipo di vita, di cui non mi lamento, per carità, ci sono momenti in cui non vuoi essere guardato, non vuoi parlare di cinema, non vuoi essere fotografato, e vuoi solo essere Johnny o papà». Il Giornale
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