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Velluto Blu (Blue Velvet) è un film del 1986 diretto da David Lynch
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Velluto Blu 1986 )

Velluto Blu (Blue Velvet) è un film di genere drammatico, thriller della durata di . diretto da David Lynch e interpretato da Isabella Rossellini, Kyle MacLachlan, Dennis Hopper, Laura Dern, Hope Lange, Dean Stockwell, George Dickerson, Brad Dourif, Jack Nance.
Prodotto nel 1986 in USA.

81 MovieScore (?)
basato su 112 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Trama

Jeffrey trova un orecchio umano in un campo, nascosto in un sacchetto di carta. Lo porta alla polizia, ma poi inizia a investigare per conto suo e una sera entra di nascosto in casa di Dorothy Vallens, una donna bellissima e misteriosa che canta in un night e frequenta un uomo violento e perverso...

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Cast e Personaggi Altri ruoli: 17 totali

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  • Specifiche tecniche

    Girato in: 35 mm. Proiettato in: 35 mm. Rapporto immagine: 2,35 : 1. Colore: a colori. Formato audio: Dolby. Lingua originale: inglese.

Frasi dal film Altre frasi dal film: 1 totali

  • “ "È uno strano mondo" ”

Premi e Nomination Altri premi e nomination: 3 totali

Incassi Vedi tutti

Budget stimato per il film: $ 6.000.000

15 Commenti

  • Bob Robertson Bob Robertson
    questo è cinema! Mag. 13, 2007, 12:01 a.m.
    David Lynch è uno di quei registi che sanno dare ai film un tocco unico, uno sviluppo e una sostanza allucinanti per la varietà folle delle situazioni, per il modo con cui ci si sente risucchiati in ogni scena. perchè è quello che Blue Velvet riesce a fare, risucchiarti nello schermo man mano che la storia si sviluppa. la suspense cresce piano e poi si gonfia, a volte gli basta solo un'inquadratura. ogni volta che si esce da una situazione lentamente veniamo trascinati in quella successiva, mentre un tassello del puzzle ci viene rivelato rimaniamo inconsapevolmente stregati, tanto che non si può mettere "stop" e smettere di guardarlo.
    musiche suadenti, atmosfere sognanti e poi cupe, da incubo, da thriller, da Lynch. volendo rinchiuderlo in un genere è sarebbe il thriller, ma con Lynch non si può mai fare, il cinema diventa un'esperienza completa, coinvolgente e soddisfacente, appieno. Velluto Blu è unico nel suo genere, ed è un film particolare perchè fatto da un autore particolare.

    per chi ama il cinema

    0

  • piernelweb piernelweb
    Velluto Visionario Gen. 17, 2008, 10:54 p.m.
    Il film con il quale Lynch apre un suo personale percorso onirico (ma qui soprattutto)visionario, proseguito poi con Strade Perdute, Mulholland Drive e nell'eccessivo INLAND EMPIRE. Tutta la prima parte è morbosamente affascinante, perché la regia coniuga con classe atmosfere cupe ed ambigue al racconto giallo più classico, trovando un sofisticato equilibrio narrativo ed un poderoso pathos nel mistero. La Rossellini, pur non brillando nella recitazione (così come i suoi colleghi), è gratificata dalla torbida e suadente regia che la eleva a immagine simbolo della donna prigioniera di un segreto incondivisibile. Il finale ottimistico sembra però avulso dal resto della pellicola, e quasi estraneo alla poetica più lynchiana. Un classico, molto impattante alla sua uscita nelle sale, oramai superato dalle successive più intraprendenti e definitive opere del regista americano.

    0

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Ott. 19, 2008, 3:39 p.m. - Staff
    L'ho appena finito di vedere, commento a caldo. La mano di Lynch si vede sicuramente, ma meno del solito, restano intatte le sue capacità di creare immagini che rimangono impresse, disturbano, divertono, lasciano storditi, increduli ecc. in una parola le emozioni non mancano, è davvero difficile restare indifferenti di fronte a questo film. Di non proprio positivo, almeno per me, c'è il fatto che si tratta di un Lynch che non riesce a decidersi tra linearità classica e il suo stile più assurdo, "poetico" e anti-classico. Magari mi sbaglio (e conoscendo il regista sarà così), ma la mia idea, detta in parole povere, è che Lynch con questo film abbia tentato di realizzare un prodotto che potesse piacere di più al pubblico - non quello dei pop corn movie ovviamente, più che altro quel pubblico che ama la via di mezzo tra film impegnativo e di qualità e cinema d'intrattenimento - e allo stesso tempo abbia cercato di infilarci dentro il più possibile le sue ossesioni, i suoi personaggi e le sue situazioni stranianti. Per me in parte ci è riuscito, in parte no. Attorno al Velluto blu resta però percepibile quell'alone di culto tipico di questi prodotti, le scene toste non mancano e una delle cose che apprezzo di Lynch è la sua capacità di metterci sempre un'impronta personale, molte scene alla Lynch sembrano quadri in movimento e dietro l'angolo c'è sempre qualcosa pronto a sconvolgerti. Non mi hanno entusiasmato certe parentesi da porno-soft decisamente troppo lunghe, in certi momenti sembra davvero di assistere a un trip erotico del regista che ha ben poco a che vedere col resto della trama e non tutti gli attori sono delle cime: MacLachlan non mi ha convinto e Isabella Rossellini… è una modella, non un'attricesmile. Al contrario i personaggi secondari sono interpretati benissimo. I vari Hopper, Dourif, Dern e Stockwell sono esagerati, corrono spesso il rischio del ridicolo involontario, ma reggono ruoli non facili e spesso sono rimasto affascinato dalla loro recitazione molto "cinematografica", se capite cosa intendo. Lynch più che personaggi usa dei "tipi" e questo mi piace, conferma quell'autorialità e quell'impronta personale di cui si parlava. Hopper l'ho apprezzato come non mai, secondo me è sempre stato un attore buono, ma mai sensazionale come avrebbe potuto essere, qui si è superato.
    Insomma, film pieno di alti e bassi, banalità e trovate geniali, momenti di stanca e scene avvincenti, pregi e difetti. Nel complesso gli ho dato un 7, ma non è improbabile che lo riveda in futuro e che lo rivaluti (con Lynch è già successo). O che mi piaccia di meno, chissà:p.

    -1

  • diamantina diamantina
    Ansiogeno, cupo disturbante : Lynch! Nov. 18, 2008, 1:26 a.m.
    commentare un film di Lynch non è cosa semplice!
    Questo film ansiogeno, disturbante, definirlo forse un thriller psicologico di grande portata, risucchia l'attenzione di scena in scena senza un attimo di respiro e mai prevedibile!
    Lynch riesce a trarre immagine credibile e intensa nel dramma di donna vittima e psicologicamente disturbata da una Rossellini che come attrice non è un granchè!
    Un Dennis Hopper fantastico nel portare ad una interpretazione esasperata un personaggio fortemente paranoico e violento.

    A contrasto con la cupezza e tensione della trama un finale solare e sorprendentemente poetico e di speranza, non tipico nello stile di Lynch!

    1

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Nov. 18, 2008, 2:05 p.m. - Staff
    A contrasto con la cupezza e tensione della trama un finale solare e sorprendentemente poetico e di speranza, non tipico nello stile di Lynch!


    Concordo, è un finale tutto sommato ottimista, ma
    Spoiler Mostra spoiler
    non mi ha suggerito nulla di buonosmile.

    0

  • diamantina diamantina
    Nov. 18, 2008, 7:55 p.m.
    Concordo, è un finale tutto sommato ottimista, ma

    Spoiler
    Mostra spoiler

    non mi ha suggerito nulla di buonosmile.

    quel piccolo dettaglio mi è sfuggito, ero talmente angosciata dopo la visione!!!smile)
    ci vuole un pò a metabolizzare e smaltire i film di Lynch!

    0

  • Travis-Bickle Travis-Bickle
    Feb. 22, 2013, 12:42 a.m.
    Appena finito di vedere…
    Indubbiamente un film particolare. Ho preferito di gran lunga la prima parte alla seconda. La prima parte del film è proprio bella, coinvolgente, e affascinante!
    A lungo andare però il film per certi versi mi ha un po stufato. A tratti ripetitivo.
    Mi è piaciuta la regia, bellissime immagini, accompagnate da una bellissima colonna sonora. Insomma, per come è fatto mi è piaciuto assai (più la prima parte però).
    Invece non è piaciuto molto l'esasperazione di certi comportamenti dei personaggi, come la fissazione di Frank per cose sessualmente perverse, alcune scene sono troppo lunghe e ripetitive. Anche Dorothy ha un atteggiamente ripetitivo che verso la fine mi ha un po innervosito.
    Poi il fatto che ci siano molti elementi insensati, ma alla base ci sia una trama da film giallo, mi ha un po infastidito. Io ho visto molto di più l'insensatezza delle situazioni che altro. Lui vuole risolvere il caso, ma ci sono tantissime cose che non si capiscono, quindi personalmente avrei preferito che non ci fosse stata anche una parte di trama razionale.
    Per questo non mi è piaciuta la parte finale.
    Spoiler Mostra spoiler
    Il fatto è che in questo caso tutto quello che vediamo prima non è un film giallo. Quella scena a mio parere stona. A me non interessava per niente risolvere il caso, più che altro volevo essere affascinato dal film per altre situazioni presenti nel film.
    La mia sensazione personale è come se due tipi di film fossero stati messi uno sopra l'altro, e il risultato non mi appare uno dei più felici.
    Non credo di essermi spiegato bene…anche perché non so bene cosa voglio dire.
    Comunque è un film che rivedrò.

    0

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Feb. 22, 2013, 11:31 a.m. - Staff
    Invece non è piaciuto molto l'esasperazione di certi comportamenti dei personaggi, come la fissazione di Frank per cose sessualmente perverse, alcune scene sono troppo lunghe e ripetitive.

    Il primo approccio tra Hopper e la Rossellini è una delle cose più spassosamente (in)volontariamente comiche che abbia visto… Non so se sono stupido io o se Lynch si diverte a fare il cretino, forse entrambe le cose. Comunque sì, è obiettivamente un bel film, spesso ostico e ripetitivo nella seconda parte. Ma Lynch bisogna capirlo, lui si diverte cosìsmile. Qui poi è doppiamente bastardo, perchè quando inizia il film ti sembra normale, poi si trasforma. Forse la genialata sta anche qui, il far perdere senso a qualcosa che inizialmente ce l'ha. Da qui ci si può vedere di tutto, dalla visione per il cinema come materia onirica alla metafora politica, con il Sogno Americano (famiglia felice, bambini che vanno a scuola, steccato bianco, uccellini che cinguettano) che si trasforma in Incubo.
    E' una cosa cerebrale, non è detto che debba piacere:p.
    Io poi questo film dovrei rivederlo. Magari aspettando l''umore giusto.

    0

  • Travis-Bickle Travis-Bickle
    Feb. 22, 2013, 7:08 p.m.
    Alcune scene mi sono sembrate fatte da Lynch più per auto compiacimento che altro. La realizzazione delle sue perversioni..:p

    Comunque per alcune cose il film mi è piaciuto smisuratamente, però purtroppo per altre no. Sicuramente lo rivedrò prima o poi, perché ha un che di molto affascinante. Ci sono moltissime immagini bellissime che mi appenderei in camera, e in certi momenti l'atmosfera è incredibilmente bella.

    Ho ancora in testa Isabella Rossellini che canta "Blue Velvet". =^_^=


    Il primo approccio tra Hopper e la Rossellini è una delle cose più spassosamente (in)volontariamente comiche che abbia visto…

    Già una scena piuttosto strana, a me non ha proprio divertito, più che altro mi chiedevo il perché di quel che vedevo!?
    La maschera di gas (?), il velluto blu? Cosa rappresentano?
    Poi perché viene sempre inquadrata la tenda rossa, come se ci fosse qualcosa dietro? Perché Dorothy vuole essere picchiata e perché si comporta con il protagonista, come Frank si comporta con lei? perché continua a dire "Mi hai messo dentro la tua malattia"? E poi quella scena con quel tipo (stranissimo) che canta in playback? E nel pre-finale, dove c'è il tipo vestito di giallo in piedi con mezzo cervello di fuori, e il marito senza un orecchio seduto con la bocca spalancata?
    Questo film è un bel po pazzo.
    Probabilmente nessuna di queste cose ha un significato, penso siano fatte più per ispirare, per affascinare, e per lasciare straniti.
    E ci riescono bene.

    0

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Feb. 22, 2013, 7:20 p.m. - Staff
    Comunque per alcune cose il film mi è piaciuto smisuratamente, però purtroppo per altre no. Sicuramente lo rivedrò prima o poi, perché ha un che di molto affascinante.

    Quoto.
    Già una scena piuttosto strana, a me non ha proprio divertito, più che altro mi chiedevo il perché di quel che vedevo!?
    La maschera di gas (?), il velluto blu? Cosa rappresentano?

    Questo film è un bel po pazzo.

    Appunto, è per quello che mi fa ridere per certe cose, ma il motivo è anche la mia goliardia sommata al tarantinismo che mi ha tarato male, lasciami perdere:p.
    Tutto si riassume nell'espressione "ridicolo (in)volontario", con il dubbio che effettivamente il ridicolo sia effettivamente volontario, perchè Lynch alla fine è anche ironico secondo me.

    0

  • kafka kafka
    Feb. 22, 2013, 7:29 p.m.
    Blue Velvet è uno dei migliori Lynch di sempre. E uno dei migliori film del mondo(personally)

    Perchè quando tu guardi un film di Lynch non puoi dire: "Ok mi guardo un film", già così rimani fregato:p
    Lynch si muove fra gli spazi e i significati, gioca con quello che vedi e con quello che rappresenta… Fantastico come ci si avventura negli abissi: attraverso l'orecchio!

    0

  • Pike Bishop Pike Bishop
    Feb. 23, 2013, 9:10 p.m. - Staff
    Già una scena piuttosto strana, a me non ha proprio divertito, più che altro mi chiedevo il perché di quel che vedevo!?
    La maschera di gas (?), il velluto blu? Cosa rappresentano?
    Poi perché viene sempre inquadrata la tenda rossa, come se ci fosse qualcosa dietro? Perché Dorothy vuole essere picchiata e perché si comporta con il protagonista, come Frank si comporta con lei? perché continua a dire "Mi hai messo dentro la tua malattia"? E poi quella scena con quel tipo (stranissimo) che canta in playback? E nel pre-finale, dove c'è il tipo vestito di giallo in piedi con mezzo cervello di fuori, e il marito senza un orecchio seduto con la bocca spalancata?
    Questo film è un bel po pazzo.
    Probabilmente nessuna di queste cose ha un significato, penso siano fatte più per ispirare, per affascinare, e per lasciare straniti.
    E ci riescono bene.


    a) parti già malissimo. ogni elemento "strano" non deve trovare una spiegazione logico-razionale (questo vale per tutto), quanto (nel cinema lynchiano) piuttosto emozionale-evocativo. ovvero quell'elemento provoca una reazione? allora funziona. inoltre, perché la maschera al gas dovrebbe significare qualcosa per forza? fa parte del personaggio, lo rende un drogato su più piani: a un livello chimico e a uno psicologico (l'attrazione morbosa che ha per Dorothy e la relazione perversa che intrattiene con lei). il velluto blu poi è il richiamo visivo alla vecchia canzone che fa da main theme e che in un certo qual senso ha ispirato Lynch.

    b) "Poi perché viene sempre inquadrata la tenda rossa, come se ci fosse qualcosa dietro?" perché c'è sempre qualcosa dietro! in "Velluto blu" Lynch ancora non buca il velo (di Maya) come farà successivamente e come ha fatto nel folle e sperimentale "Eraserhead", perché sta già sperimentando su una forma ben codificata, il noir. "Velluto blu" è uno dei film più seminali degli anni 80 e proprio Tarantino gli deve più di qualcosa.
    comunque sia l'inizio con quel "penetrare" l'orecchio è chiaro: "Velluto blu" è un nerissimo e grottesco romanzo di formazione, il ritrovamento dell'orecchio scoperchia il vaso di Pandora manifestando tutti i demoni che ci sono dietro il sipario della gaudente provincia americana. ma l'entrare dentro l'orecchio significa anche andare dentro le menti, deviate, dei personaggi che compongono "Velluto blu". non siamo ai livelli del totale ribaltamento della narrazione tradizionale che avverrà poi in "Strade perdute", però "Blu velvet" è già un preludio a quel mondo lì: è il viaggio che Jeffrey fa "otre l'arcobaleno" (insieme a Dorothy), per poi ritornare alla realtà (im)perfetta dell'incipit.

    c) "e il marito senza un orecchio seduto con la bocca spalancata?" vai a guardarti un po' di quadri di Bacon, uno dei pittori preferiti di Lynch smile

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  • Travis-Bickle Travis-Bickle
    Feb. 23, 2013, 10:17 p.m.
    a) parti già malissimo. ogni elemento "strano" non deve trovare una spiegazione logico-razionale (questo vale per tutto), quanto (nel cinema lynchiano) piuttosto emozionale-evocativo. ovvero quell'elemento provoca una reazione? allora funziona.


    Non lo dire con quel tono..:p. Scherzo.
    No hai ragione, figurati, so benissimo che non ci deve essere una spiegazione per forza, ma infatti poi ho scritto che probabilmente non c'è e che sono messe lì proprio come hai detto tu, è un tipo di cinema emozionale-evocativo. E porca vacca, se ha avuto quest'effetto su di me.
    È da quando l'ho visto che continuo ad ascoltarmi Blue Velvet cantata dalla Rossellini, e penso a varie scene, soprattutto a quella dove c'è Frank che si mette il rossetto e bacia Jeffrey, ma non solo. Ci sono moltissime scene che mi ispirano proprio, hanno un fascino indescrivibile, "indescrivibile" non nel senso che sono eccessivamente belle, ma proprio che non riesco a dire il perché mi piacciano o affascinano, e questa è una caratteristica dell'arte IMO.

    Quindi tutte quelle domande le ho fatte più che altro perché magari volevo sapere le vostre personali interpetazioni, non l'unico significato che hanno, se ce l'hanno, più che altro che cosa ne pensavate voi di quelle cose. Forse mi sono posto un po male, me ne ero accorto.

    "Poi perché viene sempre inquadrata la tenda rossa, come se ci fosse qualcosa dietro?" perché c'è sempre qualcosa dietro!


    Si infatti mi è piaciuta tantissimo quella inquadratura ricorrente. Anche se di Lynch ho visto solo due film, mi verrebbe da dire che è proprio una cosa "alla Lynch"..!?:p

    e proprio Tarantino gli deve più di qualcosa.

    Ho letto che è uno dei preferiti di Tarantino.
    Però non riesco bene a vedere in che modo gli deve qualcosa, potresti dirmi sotto che aspetti il cinema di Tarantino deve qualcosa a questo film?
    Mi interessa!

    c) "e il marito senza un orecchio seduto con la bocca spalancata?" vai a guardarti un po' di quadri di Bacon, uno dei pittori preferiti di Lynch smile

    Detto fatto. Avevo letto che era il suo pittore preferito ma avevo visto solo questo suo quadro.
    Ho visto gli altri e…adesso è tutto più chiaro!:wink:
    Bhe comunque quelle immagini rappresentanti tipo deformità non mi fanno impazzire, anzi, mi mettono una grandissima angoscia, mi è quasi fastidioso guardarle. Infatti penso che per alcune cose Lynch abbia un gusto estetico che combacia con il mio, ma per altre no. A me piacciono molto i colori dei suoi film (blu e rosso in primis). Del film mi piacevano le immagini dei fiori, dei pettirossi, della macchina rossa, dell'appartamento di Dorothy, Dorothy stessa quando canta in mezzo alla luce blu, il rossetto di Dorothy, mentre altre un po di meno.

    Comunque con i giorni mi sta crescendo dentro, e una seconda visione è d'obbligo. Questo film a tratti mi affascina moltissimo, poi mi affascina e angoscia nello stesso momento, e in altri momenti mi angoscia e basta :-).

    0

  • Pike Bishop Pike Bishop
    Feb. 23, 2013, 10:47 p.m. - Staff
    È da quando l'ho visto che continuo ad ascoltarmi Blue Velvet cantata dalla Rossellini, e penso a varie scene, soprattutto a quella dove c'è Frank che si mette il rossetto e bacia Jeffrey, ma non solo. Ci sono moltissime scene che mi ispirano proprio, hanno un fascino indescrivibile, "indescrivibile" non nel senso che sono eccessivamente belle, ma proprio che non riesco a dire il perché mi piacciano o affascinano, e questa è una caratteristica dell'arte IMO.


    il fascino morboso e malsano, l'angoscia strisciante, l'abilità inquietante nel fotografare le zone d'ombra del nostro animo sono tra le caratteristiche fondanti del cinema di David Lynch (che però non è solo questo, è un artista e regista completo: vedere "Una storia vera" per credere). quindi direi che è giusto così.

    Però non riesco bene a vedere in che modo gli deve qualcosa, potresti dirmi sotto che aspetti il cinema di Tarantino deve qualcosa a questo film?


    be' Tarantino pratica la lynchianissima "scrittura dell'eccesso", un gioco che va avanti per continua accumulazione. in Lynch questo porta ad accumulare mistero e inquietudine su un piano narrativo, perché è un cinema molto più "astratto", mentre per Tarantino che fa film molto ancorati alla sceneggiatura, significa accumulare personaggi, subplot, suspense, colpi di scena, non dando tregua allo spettatore: ma l'andamento è il medesimo. inoltre anche l'ironia grottesca, la risata isterica suscitata dal disagio per la violenza estrema tipica di Tarantino, mi sembrano caratteristiche desunte da Lynch. senza contare che nel 90, a inizio decennio, il caro David ha codificato il cinema pulp (e derivati) con "Cuore selvaggio".

    0

  • Travis-Bickle Travis-Bickle
    Feb. 23, 2013, 10:57 p.m.
    Grazie per la risposta, adesso ho capito in che modo alla base Tarantino deve qualcosa a Lynch!

    il fascino morboso e malsano, l'angoscia strisciante, l'abilità inquietante nel fotografare le zone d'ombra del nostro animo


    Non potevi usare parole migliori per descrivere quello che mi evoca questo film.
    Esattamente, il fascino morboso e malsano! Infatti più ci penso e più mi affascina, ma al contempo sento quella morbosità e malsanità, che mi attrae e respinge insieme.

    Insomma, diciamo che è un film che smuove qualcosa dentro, aldilà che piaccia o meno, e questo penso sia una più che ottima caratteristica per un film :p.

    La settima arte =^_^=…

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