Velluto Blu (Blue Velvet) è un film di genere drammatico, thriller della durata di . diretto da David Lynch e interpretato da Isabella Rossellini, Kyle MacLachlan, Dennis Hopper, Laura Dern, Hope Lange, Dean Stockwell, George Dickerson, Brad Dourif, Jack Nance.
Prodotto nel 1986 in USA.
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Trama
Jeffrey trova un orecchio umano in un campo, nascosto in un sacchetto di carta. Lo porta alla polizia, ma poi inizia a investigare per conto suo e una sera entra di nascosto in casa di Dorothy Vallens, una donna bellissima e misteriosa che canta in un night e frequenta un uomo violento e perverso...
- Disponibile in blu-ray, dvd
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Specifiche tecniche
Girato in: 35 mm. Proiettato in: 35 mm. Rapporto immagine: 2,35 : 1. Colore: a colori. Formato audio: Dolby. Lingua originale: inglese.
Frasi dal film Altre frasi dal film: 1 totali
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“ "È uno strano mondo" ”
Premi e Nomination Altri premi e nomination: 3 totali
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Academy Awards (1987)
Oscar 1987: 1 nomination
- Nomination: Miglior regia - David Lynch
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Budget stimato per il film: $ 6.000.000
15 Commenti
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musiche suadenti, atmosfere sognanti e poi cupe, da incubo, da thriller, da Lynch. volendo rinchiuderlo in un genere è sarebbe il thriller, ma con Lynch non si può mai fare, il cinema diventa un'esperienza completa, coinvolgente e soddisfacente, appieno. Velluto Blu è unico nel suo genere, ed è un film particolare perchè fatto da un autore particolare.
per chi ama il cinema
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Insomma, film pieno di alti e bassi, banalità e trovate geniali, momenti di stanca e scene avvincenti, pregi e difetti. Nel complesso gli ho dato un 7, ma non è improbabile che lo riveda in futuro e che lo rivaluti (con Lynch è già successo). O che mi piaccia di meno, chissà:p.
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Questo film ansiogeno, disturbante, definirlo forse un thriller psicologico di grande portata, risucchia l'attenzione di scena in scena senza un attimo di respiro e mai prevedibile!
Lynch riesce a trarre immagine credibile e intensa nel dramma di donna vittima e psicologicamente disturbata da una Rossellini che come attrice non è un granchè!
Un Dennis Hopper fantastico nel portare ad una interpretazione esasperata un personaggio fortemente paranoico e violento.
A contrasto con la cupezza e tensione della trama un finale solare e sorprendentemente poetico e di speranza, non tipico nello stile di Lynch!
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Concordo, è un finale tutto sommato ottimista, ma
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quel piccolo dettaglio mi è sfuggito, ero talmente angosciata dopo la visione!!!
ci vuole un pò a metabolizzare e smaltire i film di Lynch!
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Indubbiamente un film particolare. Ho preferito di gran lunga la prima parte alla seconda. La prima parte del film è proprio bella, coinvolgente, e affascinante!
A lungo andare però il film per certi versi mi ha un po stufato. A tratti ripetitivo.
Mi è piaciuta la regia, bellissime immagini, accompagnate da una bellissima colonna sonora. Insomma, per come è fatto mi è piaciuto assai (più la prima parte però).
Invece non è piaciuto molto l'esasperazione di certi comportamenti dei personaggi, come la fissazione di Frank per cose sessualmente perverse, alcune scene sono troppo lunghe e ripetitive. Anche Dorothy ha un atteggiamente ripetitivo che verso la fine mi ha un po innervosito.
Poi il fatto che ci siano molti elementi insensati, ma alla base ci sia una trama da film giallo, mi ha un po infastidito. Io ho visto molto di più l'insensatezza delle situazioni che altro. Lui vuole risolvere il caso, ma ci sono tantissime cose che non si capiscono, quindi personalmente avrei preferito che non ci fosse stata anche una parte di trama razionale.
Per questo non mi è piaciuta la parte finale.
La mia sensazione personale è come se due tipi di film fossero stati messi uno sopra l'altro, e il risultato non mi appare uno dei più felici.
Non credo di essermi spiegato bene…anche perché non so bene cosa voglio dire.
Comunque è un film che rivedrò.
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Il primo approccio tra Hopper e la Rossellini è una delle cose più spassosamente (in)volontariamente comiche che abbia visto… Non so se sono stupido io o se Lynch si diverte a fare il cretino, forse entrambe le cose. Comunque sì, è obiettivamente un bel film, spesso ostico e ripetitivo nella seconda parte. Ma Lynch bisogna capirlo, lui si diverte così
E' una cosa cerebrale, non è detto che debba piacere:p.
Io poi questo film dovrei rivederlo. Magari aspettando l''umore giusto.
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Comunque per alcune cose il film mi è piaciuto smisuratamente, però purtroppo per altre no. Sicuramente lo rivedrò prima o poi, perché ha un che di molto affascinante. Ci sono moltissime immagini bellissime che mi appenderei in camera, e in certi momenti l'atmosfera è incredibilmente bella.
Ho ancora in testa Isabella Rossellini che canta "Blue Velvet". =^_^=
Già una scena piuttosto strana, a me non ha proprio divertito, più che altro mi chiedevo il perché di quel che vedevo!?
La maschera di gas (?), il velluto blu? Cosa rappresentano?
Poi perché viene sempre inquadrata la tenda rossa, come se ci fosse qualcosa dietro? Perché Dorothy vuole essere picchiata e perché si comporta con il protagonista, come Frank si comporta con lei? perché continua a dire "Mi hai messo dentro la tua malattia"? E poi quella scena con quel tipo (stranissimo) che canta in playback? E nel pre-finale, dove c'è il tipo vestito di giallo in piedi con mezzo cervello di fuori, e il marito senza un orecchio seduto con la bocca spalancata?
Questo film è un bel po pazzo.
Probabilmente nessuna di queste cose ha un significato, penso siano fatte più per ispirare, per affascinare, e per lasciare straniti.
E ci riescono bene.
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Quoto.
Appunto, è per quello che mi fa ridere per certe cose, ma il motivo è anche la mia goliardia sommata al tarantinismo che mi ha tarato male, lasciami perdere:p.
Tutto si riassume nell'espressione "ridicolo (in)volontario", con il dubbio che effettivamente il ridicolo sia effettivamente volontario, perchè Lynch alla fine è anche ironico secondo me.
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Perchè quando tu guardi un film di Lynch non puoi dire: "Ok mi guardo un film", già così rimani fregato:p
Lynch si muove fra gli spazi e i significati, gioca con quello che vedi e con quello che rappresenta… Fantastico come ci si avventura negli abissi: attraverso l'orecchio!
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a) parti già malissimo. ogni elemento "strano" non deve trovare una spiegazione logico-razionale (questo vale per tutto), quanto (nel cinema lynchiano) piuttosto emozionale-evocativo. ovvero quell'elemento provoca una reazione? allora funziona. inoltre, perché la maschera al gas dovrebbe significare qualcosa per forza? fa parte del personaggio, lo rende un drogato su più piani: a un livello chimico e a uno psicologico (l'attrazione morbosa che ha per Dorothy e la relazione perversa che intrattiene con lei). il velluto blu poi è il richiamo visivo alla vecchia canzone che fa da main theme e che in un certo qual senso ha ispirato Lynch.
b) "Poi perché viene sempre inquadrata la tenda rossa, come se ci fosse qualcosa dietro?" perché c'è sempre qualcosa dietro! in "Velluto blu" Lynch ancora non buca il velo (di Maya) come farà successivamente e come ha fatto nel folle e sperimentale "Eraserhead", perché sta già sperimentando su una forma ben codificata, il noir. "Velluto blu" è uno dei film più seminali degli anni 80 e proprio Tarantino gli deve più di qualcosa.
comunque sia l'inizio con quel "penetrare" l'orecchio è chiaro: "Velluto blu" è un nerissimo e grottesco romanzo di formazione, il ritrovamento dell'orecchio scoperchia il vaso di Pandora manifestando tutti i demoni che ci sono dietro il sipario della gaudente provincia americana. ma l'entrare dentro l'orecchio significa anche andare dentro le menti, deviate, dei personaggi che compongono "Velluto blu". non siamo ai livelli del totale ribaltamento della narrazione tradizionale che avverrà poi in "Strade perdute", però "Blu velvet" è già un preludio a quel mondo lì: è il viaggio che Jeffrey fa "otre l'arcobaleno" (insieme a Dorothy), per poi ritornare alla realtà (im)perfetta dell'incipit.
c) "e il marito senza un orecchio seduto con la bocca spalancata?" vai a guardarti un po' di quadri di Bacon, uno dei pittori preferiti di Lynch
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Non lo dire con quel tono..:p. Scherzo.
No hai ragione, figurati, so benissimo che non ci deve essere una spiegazione per forza, ma infatti poi ho scritto che probabilmente non c'è e che sono messe lì proprio come hai detto tu, è un tipo di cinema emozionale-evocativo. E porca vacca, se ha avuto quest'effetto su di me.
È da quando l'ho visto che continuo ad ascoltarmi Blue Velvet cantata dalla Rossellini, e penso a varie scene, soprattutto a quella dove c'è Frank che si mette il rossetto e bacia Jeffrey, ma non solo. Ci sono moltissime scene che mi ispirano proprio, hanno un fascino indescrivibile, "indescrivibile" non nel senso che sono eccessivamente belle, ma proprio che non riesco a dire il perché mi piacciano o affascinano, e questa è una caratteristica dell'arte IMO.
Quindi tutte quelle domande le ho fatte più che altro perché magari volevo sapere le vostre personali interpetazioni, non l'unico significato che hanno, se ce l'hanno, più che altro che cosa ne pensavate voi di quelle cose. Forse mi sono posto un po male, me ne ero accorto.
Si infatti mi è piaciuta tantissimo quella inquadratura ricorrente. Anche se di Lynch ho visto solo due film, mi verrebbe da dire che è proprio una cosa "alla Lynch"..!?:p
Ho letto che è uno dei preferiti di Tarantino.
Però non riesco bene a vedere in che modo gli deve qualcosa, potresti dirmi sotto che aspetti il cinema di Tarantino deve qualcosa a questo film?
Mi interessa!
Detto fatto. Avevo letto che era il suo pittore preferito ma avevo visto solo questo suo quadro.
Ho visto gli altri e…adesso è tutto più chiaro!:wink:
Bhe comunque quelle immagini rappresentanti tipo deformità non mi fanno impazzire, anzi, mi mettono una grandissima angoscia, mi è quasi fastidioso guardarle. Infatti penso che per alcune cose Lynch abbia un gusto estetico che combacia con il mio, ma per altre no. A me piacciono molto i colori dei suoi film (blu e rosso in primis). Del film mi piacevano le immagini dei fiori, dei pettirossi, della macchina rossa, dell'appartamento di Dorothy, Dorothy stessa quando canta in mezzo alla luce blu, il rossetto di Dorothy, mentre altre un po di meno.
Comunque con i giorni mi sta crescendo dentro, e una seconda visione è d'obbligo. Questo film a tratti mi affascina moltissimo, poi mi affascina e angoscia nello stesso momento, e in altri momenti mi angoscia e basta :-).
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il fascino morboso e malsano, l'angoscia strisciante, l'abilità inquietante nel fotografare le zone d'ombra del nostro animo sono tra le caratteristiche fondanti del cinema di David Lynch (che però non è solo questo, è un artista e regista completo: vedere "Una storia vera" per credere). quindi direi che è giusto così.
be' Tarantino pratica la lynchianissima "scrittura dell'eccesso", un gioco che va avanti per continua accumulazione. in Lynch questo porta ad accumulare mistero e inquietudine su un piano narrativo, perché è un cinema molto più "astratto", mentre per Tarantino che fa film molto ancorati alla sceneggiatura, significa accumulare personaggi, subplot, suspense, colpi di scena, non dando tregua allo spettatore: ma l'andamento è il medesimo. inoltre anche l'ironia grottesca, la risata isterica suscitata dal disagio per la violenza estrema tipica di Tarantino, mi sembrano caratteristiche desunte da Lynch. senza contare che nel 90, a inizio decennio, il caro David ha codificato il cinema pulp (e derivati) con "Cuore selvaggio".
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Non potevi usare parole migliori per descrivere quello che mi evoca questo film.
Esattamente, il fascino morboso e malsano! Infatti più ci penso e più mi affascina, ma al contempo sento quella morbosità e malsanità, che mi attrae e respinge insieme.
Insomma, diciamo che è un film che smuove qualcosa dentro, aldilà che piaccia o meno, e questo penso sia una più che ottima caratteristica per un film :p.
La settima arte =^_^=…
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