The Truman Show è un film di genere drammatico della durata di . diretto da Peter Weir e interpretato da Jim Carrey, Laura Linney, Noah Emmerich, Natascha McElhone, Holland Taylor, Ed Harris, Brian Delate, Blair Slater, Peter Krause, Heidi Schanz.
Prodotto nel 1998 in USA - uscita originale: (USA) - .
Sceso di 193 posizioni rispetto alla settimana scorsa
Visualizza il grafico della popolaritàThe Truman Show ( 1998 )
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Trama
Truman Burbank crede di essere una persona come tante altre, finchè un giorno scopre che tutta la sua vita, fin dall'infanzia, va in onda in tv 24 ore su 24 e tutti quelli che lo circondano non sono altro che degli attori.
- Disponibile in blu-ray, dvd
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La Recensione
La vita in diretta
Basta ormai accendere il televisore a qualsiasi ora del giorno per rendersi conto di come quasi tutti gli spettacoli siano basati esclusivamente sui vizi privati di gente comune.
Le Immagini 7 totali
Cast e Personaggi Altri ruoli: 38 totali
REGIA (1)
SCENEGGIATURA (1)
SOGGETTO (1)
RECITAZIONE (20)
PRODUZIONE (6)
CASE DI PRODUZIONE (2)
MONTAGGIO (2)
FOTOGRAFIA (1)
SCENOGRAFIA (1)
COSTUMI (1)
MUSICHE (2)
Gli Articoli Altri articoli: 3 totali
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Il cinema e un nuovo sguardo sul futuro
Approfondimento
Oggi le forme di dominio e controllo da parte di un'elite si manifesterebbero (si manifestano?) con forme e dinamiche del tutto diverse, decisamente più subdole e nascoste, legate fondamentalmente al consumo e alle dinamiche economiche ad esso collegate.
10.07.2003
Curiosità Altre curiosità: 2 totali
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Specifiche tecniche
Girato in: 35 mm. Proiettato in: 35 mm. Rapporto immagine: 1,85 : 1. Colore: a colori. Formato audio: DTS e Dolby. Lingua originale: inglese.
Frasi dal film Altre frasi dal film: 2 totali
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“ Non troverete nulla in lui che non sia veritiero, non c'è copione, non esistono copie; non sarà sempre Shakspeare ma è autentico: è la sua vita ”
Premi e Nomination Altri premi e nomination: 12 totali
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Academy Awards (1999)
Oscar 1999: 3 nomination
- Nomination: Miglior sceneggiatura originale - Andrew Niccol
- Nomination: Miglior regia - Peter Weir
- Nomination: Miglior attore non protagonista - Ed Harris
Incassi Vedi tutti
Budget stimato per il film: $ 60.000.000
Record incassi
5° maggior incasso italiano per la stagione 1998/1999.
12° maggior incasso USA per l'anno 1998.
11° maggior incasso internazionale per l'anno 1998.
INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 03 febbraio 2008)
10.482.269 €
INCASSI IN USA (aggiornato al 11 novembre 2010)
125.618.201 $
INCASSI NEL MONDO
(aggiornato al 09 novembre 2010)
264.100.000 $
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Doc-Amarcord
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Feb. 11, 2009, 5:30 p.m.
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Truman Burbank (Jim Carrey) è il perfetto prototipo dell’uomo più comune che possa esistere sulla faccia della terra. Vive e lavora come assicuratore in una tranquillissima cittadina in compagnia di sua moglie Meryl (Laura Linney) e del suo migliore amico Marlon (Noah Emmerich), oltre che di moltissime altre persone che lo stimano per la sua gentilezza e la sua bontà. La sua è un’esistenza fin troppo perfetta, senza dubbio noiosa, priva di qualsiasi esposizione ad eventuali rischi. Proprio per questo motivo, Truman sogna, ormai da parecchio tempo, di lasciare la città per andare alle isole Fiji, dove, tempo prima, una ragazza per cui nutriva dei sentimenti, si era trasferita. Varie circostanze impediscono a Truman di lasciare la città, e ben presto, in seguito, ovviamente, ad altri fatti piuttosto insoliti, egli si accorgerà che la sua vita, i suoi amici, il suo lavoro non sono altro che gli ingredienti principali di uno degli show televisivi più seguiti in America. Toglietevi subito dalla testa il Jim Carrey che avete visto in “The Mask” e in “Ace Ventura”, questi elementi non sono ammessi in “The Truman Show”, film del 1998 diretto dall’australiano Peter Weir che, ad arbitrario giudizio di chi scrive, più che “guardato” va soprattutto “sezionato”; nell’opera di Weir la comicità è ridotta al minimo, le risate si possono contare sulle dita di una mano, poiché è la mente umana che, in questo caso, deve entrare in azione.
che fanno parte dei mass-media che, all’alba dell’anno 2009, hanno “imposto” il loro “predominio” sulle nostre vite, facendoci smarrire il contatto con la realtà che circonda, annientando ogni senso di razionalità e minimizzando il confronto con i nostri simili.
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Pink Lady
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Superlativo! Feb. 13, 2009, 4:26 p.m.
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"Paradosso geniale della follia televisiva, The Truman Showè al contempo commedia amara che fa riflettere sui limiti che lo spettacolo non dovrebbe mai oltrepassare e satira al vetriolo sull'industria televisiva e cinematografica americana con i suoi reality show, purtroppo importati recentemente anche a casa nostra.
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paolo80
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Mag. 8, 2009, 6:27 p.m.
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Buon film dalla sceneggiatura originale.
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CC
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Non mi ha ammaliata! Feb. 19, 2011, 8:16 p.m.
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SPOILER
, per tutta la prima parte sono stata così inc***ata da dubitare che il film mi stesse piacendo!
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BaroneBirra
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Feb. 19, 2011, 9:12 p.m.
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Spoiler
Mostra spoiler
(come quando è stato cancellato il personaggio della sua prima fidanzata, perché stava per rivelargli la verità).
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CC
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Feb. 19, 2011, 10:23 p.m.
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Io non cerco di razionalizzare :-), è una cosa che mi viene spontanea, innata, è la mia natura! :-) Non posso farne a meno.
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blade89
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Apr. 27, 2011, 2:26 p.m.
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Spoiler
Mostra spoiler
Il finale è mozzafiato: la scena della fuga è a dir poco poetica! Chiunque (perfino gli spettatori dello show) si schierano dalla parte di Truman, che cerca di liberarsi dai soprusi umani (l'ideatore dello show) ed economici che lo hanno ingabbiato in quella vita.
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Damiax
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Giu. 20, 2011, 6:03 p.m.
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Oggi finalmente sono riuscito a rivedermelo per intero, dall'inizio alla fine (e non a pezzi), in dvd: un capolavoro firmato Peter Weir, con la sbalorditiva sceneggiatura originale di Anrew Niccol e un ottimo cast: Jim Carrey in stato di grazia e un Ed Harris magistrale dominano la scena (entrambi meritatamente premiati col Golden Globe, il 1° ingiustamente ignorato dalle nomination agli Oscar e il 2° avrebbe meritato di vincere la statuetta).
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Wasp
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Giu. 20, 2011, 7:29 p.m.
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L'unico film visto al cinema con tutta la famiglia….da allora mai più rivisto :p
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CASSIDY
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Filmone! Giu. 20, 2011, 8:50 p.m.
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)

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Wasp
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Giu. 20, 2011, 9:37 p.m.
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BaroneBirra
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Giu. 20, 2011, 11:53 p.m.
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CASSIDY
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Ecco bravo, fai così Giu. 21, 2011, 6:26 p.m.
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Napset
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Giu. 21, 2011, 6:31 p.m. - Staff
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Berto
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Gen. 3, 2013, 10:52 p.m.
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Finalmente recuperato… THE TRUMAN SHOW è senza dubbio un'opera di grande spessore, che affronta temi di tutto interesse e forte attualità, mettendo in mostra un notevole Jim Carrey, fuori dai suoi abituali schemi.
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Markgoonies
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Gen. 4, 2013, 8:49 a.m.
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Buon film! che fà riflettere,sorridere e commuovere; buona la regia di Weir, Carrey strepitoso! ingiustamente ignorato dall'accademy.
< 1 2Per la prima volta nella sua carriera, Carrey intraprende un ruolo che, come appena detto, di comico ha quasi nulla, e che gli ha regalato, meritatamente, il Golden Globe come attore protagonista in un film drammatico.
“Truman Show” rappresenta una delle opere più controverse, inquietanti e spettacolari dello scorso decennio e dell’intera cinematografia contemporanea, definita da molti addirittura profetica, poiché annuncia, con ragguardevole anticipo, quello che sarebbe successo nel nuovo millennio, con l’avvento dei reality show sulla scia del “Grande Fratello” etc.
E’ micidiale, a mio giudizio, vedere come un uomo, dopo trent’anni dalla sua nascita, venga a conoscenza del fatto che tutto ciò che ha compiuto fino ad ora era solamente una finzione, e che i suoi amici, i suoi familiari, i suoi colleghi di lavoro, persino i suoi sogni e le sue ambizioni erano frutto di un inganno.
Il messaggio che Weir lancia allo spettatore, vuole essere soprattutto un avvertimento dal prendere le distanze da tutti quei mezzi tecnologici (televisioni, computer…
Uno degli aspetti che più curiosi ed emblematici di “Truman Show” è il nome dei protagonisti; di fatti, se andiamo a dare un’occhiata ai credits, avremo modo di notare che Laura Linney, nel film, si chiama Meryl, un omaggio all’Attrice Meryl Streep, mentre Noah Emmerich si chiama Marlon, in onore dell’Attore Marlon Brando. Al contrario, il personaggio interpretato da Jim Carrey si chiama Truman Burbank, la cui etimologia significa “uomo vero” (Truman), di fatti, nella pellicola, Carrey, assolutamente impeccabile, è l’unico attore che, in un certo senso, “non recita”, al contrario della Linney e di Emmerich, la cui recitazione è volutamente eccessiva e forzata. Da questo concetto si discosta però anche Ed Harris nel ruolo di Christoph, il Creatore, colui che ha dato vita allo show di cui Truman è protagonista. Egli osserva in modo quasi ossessivo ogni singola azione compiuta da Truman, come fosse suo padre…in un certo senso, lo è… Per questo ruolo, Harris, anch’egli eccezionale, ha ottenuto il Golden Globe come attore non protagonista in un film drammatico e una nomination all’Oscar nella medesima categoria. Oltre a quella per Harris, il film ha ottenuto altre due nomination agli Academy Awards: miglior regia (Peter Weir) e miglior sceneggiatura originale (Andrew Niccol).
Di questo film, un altro emblema è rappresentato altresì dal finale, che vede Truman raggiungere la porta di uscita dall’enorme set di cui era “prigioniero” per poi congedarsi dal suo enorme pubblico e dal suo Creatore, il quale, prima, gli farà un discorso di impressionante misticismo, con la sua solita ed innata cordialità, espressa con la meravigliosa frase: “Nel caso non vi rivedessi: buon pomeriggio, buona sera e buona notte…”.
Voto: 9
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Un Peter Weir in splendida forma, graffiante e sarcastico come non mai, ci mostra con penetrante intelligenza come le pulsioni più autentiche possano essere annullate e appiattite nello standard televisivo, visto anche come catalizzatore di emozioni e sedativo mediatico che soffoca la curiosità e la spinta verso il nuovo."
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Non annoia, e tiene sempre desta l'attenzione; lo sviluppo narrativo è ben strutturato, certo, avrebbe potuto prender altre pieghe, la forma del "metaracconto", e la vastità degli spunti presenti nell'opera lo avrebbero permesso; però ciò non vuol significare che la pellicola deluda, tutt'altro.
Buona la prova di Jim Carrey, che di solito è una garanzia.
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Sinceramente la prima parte di questo film non mi è tanto piaciuta!
O meglio, questo film mi ha fatto inc***are come pochi
Mi rendo perfettamente conto che il film mette in scena un paradosso al fine di poterlo esaminare però non si possono violare così tanto i diritti di un essere umano!
Tutta la gente che ci stava (sua "madre", suo "padre", sua "moglie", il suo "migliore amico", tutti gli spettatori nessuno escluso, il tizio che ha creato il programma) fanno semplicemente schifo!
Non si può far credere ad un uomo di avere tutta una serie di "cose" (una madre, un padre, una fidanzata, un amico, un lavoro, una vita) che invece non ha.
Il fatto che facciano morire il "padre" soltanto per traumatizzare Truman ed indurlo a non muoversi mai da casa (cosa tra l'altro ridicola perchè prima o poi lui vorrà viaggiare come tutti) mi ha indignata profondamente nonostante la chiara natura del film. (Per non parlare poi del fatto che l'attore si fa rivedere sul set non tanto per aprire gli occhi a Truman ma per riavere la sua parte in uno show tanto proficuo da sistemarti per la vita! O dell'amico che gli dice che non gli mentirebbe mai.)
Non è possibile che nessuno al mondo si ribelli a tutto questo (dopotutto Truman non è consenziente e il fatto che i genitori biologici non lo volessero non autorizza nessuno a trattarlo così alla "luce del giorno"), potevano almeno mettere un gruppo di protesta da qualche parte (liberate Sakineh!), non è possibile che solo ad una persona (Natascha McElhone) interessassero i diritti di quest'uomo!
Così il paradosso rischia di ridursi a macchietta nel senso che il genere umano si è rincoglionito ma non fino al punto che vediamo qui, non è possibile che le Leggi si modifichino al punto tale da permettere l'abominio che in questo film vediamo.
In questo modo la critica al Sistema, ai mass media e ai reality funziona in maniera minore.
A parte questo durante la prima parte del film ho sofferto per due cose:
- la prima è che gli attori che lavorano a questo show si scoprono troppo facilmente in alcuni frangenti (vedi il comportamento della "moglie" ai primi dubbi di Truman), in altre parole la situazione è stupidamente piena di falle (e il sistema non ci fa una bella figura) ma Truman è così assuefatto da non accorgersene (e il personaggio non ci fa una bella figura);
- la seconda è che nella prima parte Carrey non sembra all'altezza del ruolo, non riesce a trattenersi dall'assumere espressioni facciali o atteggiamenti da sempliciotto che lo riportano invariabilmente a ruoli precedenti ("The mask" e "Scemo e + scemo" su tutti).
Nel corso della prima parte del film Truman è eccessivamente ingenuo (non si capisce come mai i telespettatori siano tanto interessati a seguire le vicende di un tipo così).
Perchè mai in un meccanismo tanto ben congegnato le persone passano sempre nello stesso punto, alla stessa ora, in maniera circolare? Di queste falle ce ne sono diverse (per fortuna di Truman) ma è assurdo pensare che per 30 anni non si sia mai inceppato nulla se si è così superficiali (la nave non può inseguire Truman perchè le persone a bordo non sono capaci di pilotarla). Eppure l'ideatore dello show e gli attori non sono ingenui come sembrano nel corso dello show.
La maniera stessa in cui i tipi che lo controllano sul monitor non si accorgono dei suoi movimenti perchè distratti o impreparati ai dubbi di Truman è artificiosa.
Fortunatamente per me, da un certo punto in poi il film si è fatto più realistico ed ha cominciato a piacermi parecchio.
Truman si riscatta (ai miei occhi), Carrey pure e poi è stato sconvolgente scoprire fino a che punto fosse falso quel mondo (alludo al mare, al sole, alla luna, al giorno, alla notte, alle condizioni meteorologiche e alla vastità dello studio). Giusto un folle poteva partorire un'idea del genere e come sempre il folle ha trovato un gran numero di seguaci (anche se come ripeto potevano mostrarci anche qualcuno contrario o ribelle, i tipi al bar sono contenti per lui quando esce ma allora perchè prima seguivano lo show?).
Il momento in cui l'ideatore del programma parla con Truman è notevole.
Man mano che il film procede Carrey ed il suo personaggio acquistano spessore.
Se da una parte ci sembra ovvio che una volta scoperta la verità Truman non potrà fare a meno di andarsene dall'altra comprendiamo perfettamente il suo indugiare davanti a quella porta!
È una liberazione vedergli varcare quella soglia (mentre il personaggio interpretato dalla McElhone gli corre incontro raggiante) ed è stupendo il fatto che la narrazione si fermi qui, senza mostrarci cosa accadrà a Truman nel mondo reale.
Nel bene e nel male un film da vedere almeno una volta nella vita!
Per i miei gusti non è perfetto ma da un certo punto in poi (da quando cioè Truman smette di essere un burattino) mi ha convinta è mi è piaciuto davvero molto.
Purtroppo nel corso del mio commento non sono riuscita a rendere le contraddizioni che ci ho visto, la parte più sciocca non mi è piaciuta (anche se serve) la parte più profonda è molto bella.
Non so, oggi non riesco a spiegarmi.
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Vedi…come nel thread su "Lasciami entrare", tu cerchi di razionalizzare qualcosa che non vale la pena di essere razionalizzato.
Per carità, liberissima di farlo se questo è il tuo modo di vedere le cose, ma non riesci a goderti il film.
Peter Weir ci racconta una storia assurda, volutamente esagerata, una sorta di iperbole, come sorta di critica ad un certo tipo di tv, di programmi e anche verso un certo tipo di società.
Che per trent'anni non ci siano state "falle" è una cosa di relativa importanza, perché quello che conta è quel momento, il momento in cui Truman comincia ad accorgersi che c'è qualcosa che non va. E comunque si può presumere che eventuali falle, in precedenza siano state tamponate prima che lo stesso Truman se ne accorgesse
Se cominci a farti domande sul comportamento più o meno realistico dei personaggi non finisci più…
Che il tutto sia esasperato, lo si vede anche da come vengono "pubblicizzati" alcuni prodotti all'interno dello show, e infatti Truman chiede a sua moglie se si sente quando parla.
Il mio consiglio, è di cercare di lasciar perdere un po' la logica e il realismo, e lasciarti trasportare dal film e basta…poi vedi tu…:wink::p
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Nei commenti che scrivo sono sempre molto sincera (anche a costo di sembrare ridicola), quello che provo o penso durante il film lo scrivo nel forum senza edulcoramenti, se dovessi scrivere qualcosa che non penso veramente sarebbe davvero tempo perso quello trascorso in questo forum.:-)
Questo l'ho capito. :-)
Non credo di dover essere io ad andare incontro ad un film (a meno che non lo desideri per qualche particolare motivo), l'effetto che mi fa deve essere spontaneo altrimenti che gusto c'è, uno le cose non se le può imporre, non quando parliamo di film!
Mi dispiace che alcuni dei miei commenti ti "disturbano" :-), non so cosa dire in proposito nel senso che almeno quando parlo di un film vorrei essere completamente me stessa! :-)
Comunque sia "Lasciami entrare" che "Truman show" sono due bei film, spero si sia capito che la penso così nonostante tutti gli "appunti" che ho fatto e che probabilmente molti trovano non pertinenti al contesto (più o meno come un'obiezione respinta!)
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Strano, ma è la stessa sensazione che ho avuto io!!
L'inizio è buono! Un inizio volto a farci cogliere la ripetitività (e anche la finzione) della vita quotidiana di truman; una ripetitività resa mediante il compimento delle stesse azioni da parte del protagonista, accompagnate perfettamente dalla stessa, bellissima, musica (sonata n.11 in LA maggiore - mozart!!!:-)).
La parte centrale è un po' priva di coinvolgimento, dal momento in cui noi spettatori conosciamo la situazione di Truman mentre lui ne è totalmente ignaro (anche se inizia a sospettare qualcosa).
Certo, le "pecche" di illogicità sono tante; ma la storia stessa è illogica, irreale ed iperbolica. Ciò che conta però, è il messaggio che Weir lascia passare, una profonda critica al mondo della televisione che se ne infischia dell'uomo e dei suoi diritti, ma si cura soltanto del lato economico (in questo io ci vedo anche una critica all'uomo stesso, in quanto è egli stesso a capo della TV ed è egli stesso che ne decide le "sorti"!).
L'estremizzazione è quindi necessaria per creare questo film. Senza di essa sarebbe stato difficile rendere quel messaggio (che comunque sarebbe di certo trapelato con minor forza!).
Secondo me, un errore commesso da Weir è il punto di vista che sceglie di dare allo spettatore. Cioè, noi siamo onniscenti fin da subito, praticamente anche noi assistiamo allo show di Truman! Per i miei gusti, avrei preferito assumere il punto di vista di Truman, in modo tale da immedesimarmi in lui, vivendo così, anch'io, la sua vita! In questo modo ne avrebbe giovato il lato emotivo e, forse, sarebbe stato più costante il livello di interesse!!
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Da vedere e rivedere!!!:-)
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Ne ho un ricordo più che buono :wink:
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Ecco allora prova a riguardarlo, a me è capitato di rivederlo di recente, e l'ho trovato superlativo, a parte il fatto che io un film brutto, ma anche così così di Peter Weir lo devo ancora vedere, ma a parte questo…
Non dirà niente sulla scena finale di Truman in barca, il dialogo con Ed Harris e la fine del film, semplicemente perchè io sulla scena in barca è uno di quei momenti di cinema che cito involontariamente anche nella vita normale, e vederlo, o rivederlo è troppo esaltante, ti viene voglia di alzarti in piedi e gridare con Truman: "E' tutto qui quello che riesci a fare!?!!"
Poi, dettagli sparsi qua è la, l'amico di Truman che entra in casa, tenendo il "Six Pack" di birra bene alto vicino alla faccia, con la marca bene in vista…siamo in un reality e gli sponsor pagano :wink:
Oppure Weir che cambia proprio impostazione alla regia, facendo dei veri e propri mini spot sparsi nel film, quando i vari personaggi fanno pubblicità subliminare…genialata
Poi Jim Carrey, l'attore, a mio avviso sottovalutatissimo…
Film fantastico, inquietantemente profetico come solo i grandi filmaker che guardano al loro tempo sanno essere, emozionante da morire, riguardatelo che merita un casino
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Se me lo dici così
Ne è passato di tempo, ma me lo ricordo abbastanza bene….il finale, la scena in mare che hai citato, me le ricordo…
Con la scusa potrei farmi una scorpacciata di Weir, così ne approfitto per dare una nuova chance a L'attimo fuggente che, visto a scuola alle medie addirittura, non mi era piaciuto per non so quale motivo, e Master & Commander di cui sento sempre parlare benissimo ma io lo vidi ai tempi che furono e mi esaltò un pò pochino. Infine mi tolgo davanti The Way Back che ce l'ho da un pò e non l'ho ancora visto :p
Bella idea, thanks buddy :wink:
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Mi sa che ti conviene farti una full immersion di Peter Weir….Oltre ai titoli da te già citati, ti consiglio di recuperare Gli anni spezzati, con un giovane Mel Gibson, Un anno vissuto pericolosamente, sempre con Mel Gibson e Sigourney Weaver, Witness- il testimone e Mosquito Coast entrambi con Harrison Ford e nel secondo c'è il compianto River Phoenix…
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Perchè quando uno è alla Medie non ti piace niente, è storicamente provato
Migliora con le visione successive, a me era piaciucchiato visto in sala, poi mi era piaciuto un casino alla seconda visione e via così.
Poi ci sarebeb sempre un certo Pic-Nick e l'Ultima Onda, che è ingiustamente sottovalutato secondo me.
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Se per questo anche i due meno attribuibili al suo cinema,Green Card e Fearless (quello con Jeff Bridges :p)
E il maestoso Master and Commander!!!! :inlove
Poi devo ancora mettere le mie sporche mani su The Way Back! Per cui sono in attesa!
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Meglio una vita bella ma irreale oppure brutta ma reale? E' questo l'interrogativo principale che Peter Weir pone maggiormente in questa suo signor lungometraggio, ormai cult…
THE TRUMAN SHOW prende spunto dal fenomeno televisivo dell'ultimo ventennio per sviscerare sfumature incisive e decisamente (ancora) attuali, incastrate magistralmente da una splendida sceneggiatura, che parte da un pretesto apparentemente banale ma che poi si sviluppa sempre più approfonditamente, rendendo il tutto pienamente realistico e coinvolgente.
Coraggiosa e imprevedibile la scelta di Jim Carrey protagonista, la "faccia di gomma" della comicità made in Usa si spoglia delle sue spassosissime smorfie per calarsi in ruolo originale e profondo, riuscendo a convincere pienamente; da non tralasciare anche il solito, impeccabile Ed Harris.
THE TRUMAN SHOW merita sicuramente tutti gli apprezzamenti che negli anni si è guadagnato… Opera di grande valore, da non perdere.
VOTO: 8
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Da vedere.
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