The Reader - A voce alta (The Reader) è un film di genere drammatico, guerra, romantico, storico, thriller della durata di . diretto da Stephen Daldry e interpretato da Kate Winslet, Ralph Fiennes, David Kross, Bruno Ganz, Lena Olin, Jeanette Hain, Alexandra Maria Lara, Susanne Lothar, Alissa Wilms, Florian Bartholomäi.
Prodotto nel 2008 in Germania, USA e distribuito in Italia da 01 Distribution il giorno .
Sceso di 569 posizioni rispetto alla settimana scorsa
Visualizza il grafico della popolaritàThe Reader - A voce alta ( 2008 )
basato su 136 voti
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Trama
Michael Berg negli anni '50 attraversa i primi turbamenti adolescenziali. Un giorno, per strada, si sente male e viene soccorso da Hannah, una donna più grande di lui con la quale nei giorni seguenti inizia una relazione. Ben presto però, il ragazzo intuisce che nel passato di Hannah c'è qualcosa di oscuro.
Perché vederlo:
Per guardare alla Storia da un altro punto di vista e nello stesso tempo riflettere sul valore della cultura e sul dramma degli amori senza futuro.
- Disponibile in blu-ray, dvd
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La Recensione
Segreti tra le righe
Una donna enigmatica e sfuggente - fragile, ma non pavida, sola, ma non arida, pietosa, ma non patetica, colpevole, ma non spezzata - è il cuore di The Reader, e la rivelazione sul suo passato è un duro colpo per il giovane eroe del film, oltre che, su scala più ampia, il trauma che ha colpito diverse generazioni del popolo tedesco.
Trailer e video 2 totali
Le Immagini 50 totali
Cast e Personaggi Altri ruoli: 36 totali
REGIA (1)
SCENEGGIATURA (1)
SOGGETTO (1)
RECITAZIONE (13)
PRODUZIONE (11)
CASE DI PRODUZIONE (3)
MONTAGGIO (1)
FOTOGRAFIA (2)
SCENOGRAFIA (1)
COSTUMI (1)
MUSICHE (1)
Le News Altre news: 11 totali
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Berlino 2012: Happy Birthday, Studio Babelsberg
Una retrospettiva dedicata ai prestigiosi studi cinematografici tedeschi animerà la manifestazione berlinese che si terrà dal 9 al 19 febbraio 2012.
22.12.2011
Gli Articoli Altri articoli: 3 totali
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Daldry, Winslet e Fiennes presentano The Reader a Berlino
Intervista
Dopo l'applaudita proiezione stampa berlinese, un incontro a cui sono presenti anche lo sceneggiatore David Hare e l'autore del romanzo da cui è tratta la pellicola, Bernhard Schlink.
06.02.2009
Curiosità Altre curiosità: 3 totali
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Specifiche tecniche
Girato in: 35 mm.
Proiettato in: 35 mm.
Rapporto immagine: 1,85 : 1.
Colore: a colori.
Formato audio: DTS, Dolby Digital e SDDS.
Lingua originale: inglese, tedesco, greco e latino.
Premi e Nomination Altri premi e nomination: 29 totali
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Academy Awards (2009)
Oscar 2009: 5 nomination, 1 premio vinto
- VINCITORE: Migliore attrice protagonista - Kate Winslet
- Nomination: Miglior fotografia - Chris Menges e Roger Deakins
- Nomination: Miglior film - Anthony Minghella, Sydney Pollack, Donna Gigliotti e Redmond Morris
- Nomination: Miglior regia - Stephen Daldry
- Nomination: Migliore sceneggiatura non originale - David Hare
Incassi Vedi tutti
Budget stimato per il film: $ 32.000.000
Record incassi
65° maggior incasso italiano per la stagione 2008/2009.
82° maggior incasso USA per l'anno 2008.
71° maggior incasso internazionale per l'anno 2008.
INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 28 agosto 2009)
2.529.324 €
INCASSI IN USA (aggiornato al 06 aprile 2009)
33.807.000 $
INCASSI NEL MONDO
(aggiornato al 06 aprile 2009)
75.800.000 $
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Pink Lady
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Errata corrige... Apr. 5, 2009, 3:29 p.m.
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una falsa confessione di colpevolezza per non rivelare un analfabetismo di cui si vergogna. Quindi preferisce mentire sulla sua responsabilità in merito all'ordine di esecuzione del massacro piuttosto che ammettere la propria ignoranza.
:thumbs-up
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Jonas
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Apr. 5, 2009, 3:46 p.m. - Staff
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perché analfabeta
.
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Pink Lady
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Sintonia perfetta, Lev! Apr. 5, 2009, 4:04 p.m.
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Pink Lady
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Giusto... Apr. 5, 2009, 4:06 p.m.
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Pink Lady
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Performances Apr. 5, 2009, 4:14 p.m.
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Anastasia75
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Apr. 6, 2009, 6:42 p.m.
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Domani vado a vederlo (me l'ero perso all'epoca ma per fortuna a Treviso lo ripendono per 3 giorni) e poi commento anch'io.
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annie22987
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Apr. 20, 2009, 6:03 p.m.
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L'analfabetismo di Hannah è il colpo di scena fondamentale del film, ci si accorge solo dopo dell'importanza che avessero le letture per lei, voleva sapere voleva conoscere e non aveva i mezzi fondamentali per farlo.
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Berto
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Lug. 19, 2009, 2:01 p.m.
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La cultura come chiave di lettura dell'orrore dell'Olocausto… THE READER offre un'interessante ed intelligente visione dell'escalation nazista in Germania, attraverso il controverso e focoso rapporto d'amore tra un'ex ufficiale SS ed un giovanissimo studente: analisi valida e rispettosa che testimonia come la mancanza di istruzione e cultura stia alla base del regime dittatoriale ("forza di pochi sulla debolezza di molti").
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lallolallo
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Gen. 7, 2010, 2:15 p.m.
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Bravi i due interpreti. Al film sembra invece mancare qualcosa che permetta allo spettatore di emozionarsi davvero. Tutta un pò stereotipata la seconda parte.
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CC
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? Ago. 28, 2010, 3:58 p.m.
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A me è piaciuta più la prima parte che la seconda.
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uno studente quindicenne e una misteriosa donna trentaseienne che si incontrano in una maniera strana e attraverso un espediente ancora più strano arrivano ad avere una relazione strana - la prima per lui - fatta di sesso e di letture di romanzi ad alta voce.
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"Olocausto" e lo fa attraverso un processo di ex guardie delle SS nei campi di concentramento, imputate di aver lasciato morire nel 1945 oltre trecento ebrei in una chiesa dove questi stavano passando la notte colpita da un incendio.
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venire "condannata ingiustamente" e passare il resto dei suoi giorni in prigione piuttosto che ammettere di essere analfabeta perchè si vergogna è una cosa che non sta nè in cielo nè in terra.
Le due cose messe sul piatto della bilancia non hanno assolutamente lo stesso peso a meno che una non abbia problemi mentali o un grandissimo senso di colpa o una stanchezza di vivere così immensa da non interessarsi a cosa accade.
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Se anche le altre erano colpevoli sarebbe stato normale reagire, dividersi la colpa, fare in modo che la verità venisse a galla!
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(dopotutto essere analfabeti non aiuta a rendersi conto di come stanno realmente le cose e i nostri tempi, quelli in cui l'analfabetismo è stato debellato, ci dimostrano che anche sapendo leggere e scrivere spesso non si riesce o non si vuole capire come stanno veramente le cose).
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coliandro54
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Dic. 31, 2010, 2:31 p.m.
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Il film e' stupendo cosi come intense le interpretazioni degli attori principali.
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Bob Robertson
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Apr. 20, 2011, 7:49 p.m.
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Film bello, a tratti intenso e particolare, anche se imperfetto e con alcuni limiti.
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Ragazzo bianco
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Nov. 22, 2012, 8:50 p.m. - Staff
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Visto un paio di settimane fa in condizioni non proprio ottimali, ma i pregi restano evidenti come anche i limiti. Non diciamo difetti, diciamo limiti. La confezione pregiata, anche se un po' ingessata, la scrittura sapiente (prima parte che si regge su una serie di "perchè" e seconda parte che sguinzaglia l'intensità dei sentimenti), la bravura degli attori sono tutti lì da vedere. E dopo decennni di "nazisti cattivi punto e basta" mi sembra anche giusto tentare di esplorare le motivazioni che muovevano non i traffichini in malafede, nè gli stupidi ideologi, ma il popolo tedesco, la manovalanza. Poi si può anche aderire al Lensherr-pensiero secondo cui ci si stanca di essere vittima di persone che eseguono solo degli ordini. Ottimo come sempre Fiennes, anche se trova un po' di spazio solo nella seconda parte, sempre più brava la Winslet, giustamente osannata a destra e manca per questa prova, ma anche David Kross va lodato e non poco. Poi che volete che vi dica… a me la scena della registrazione dell'Odissea è piaciuta un casino.
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bestfilm
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Gen. 31, 2013, 4:28 p.m.
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Prima cosa: vedere un film parlato in inglese e ambientato in Germania è quasi peggio di vedere un film doppiato. Per chi guarda sempre film doppiati probabilmente non è un problema, ma a me ha dato un po' fastidio. Purtroppo la globalizzazione, la dominanza dell'inglese e il business portano anche a questo. A questo punto per coerenza trovo che comunque anche le scritte debbano essere in inglese.
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un'analfabeta
parlare inglese come lo parlano gli altri (se il film è ambientato in Germania, non puoi certo far parlare qualcuno con accento del Texas ed espressioni tipo "ain't", "I been tellin' ya" o "she don't).
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due si conoscano e finiscano a letto
. Ci sono scene che allungano il film e basta, come quelle
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al lago con le ragazze bionde, sul momento fanno pensare a un flirt/tradimento, ma in realtà non portano a nulla.
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nazismo
(questo è anche il bello di guardare un film con meno informazioni possibili).
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come ignorante piuttosto che come nazista, ma anche ammettendo che è il senso di colpa a dettare la scelta, a quel punto uno si suicida piuttosto che farsi tutti quegli anni di galera
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come il nazismo potesse arrivare ad essere parte del film
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nel colpevolizzare la Winslet ci ho visto anche una critica al fatto che sono sempre i pesci piccoli ad essere presi e questo basta ai potenti per lavarsi le mani delle loro responsabilità
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Ragazzo bianco
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Gen. 31, 2013, 5:12 p.m. - Staff
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il protagonista potrebbe avere relazioni con ragazze della sua età, ma non ci riesce perchè troppo legato al personaggio di Kate Winslet. Mostrano un limite del ragazzo. Il fatto che si concludano con un nulla di fatto è esattamente il nocciolo della questione.
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bestfilm
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Gen. 31, 2013, 7:03 p.m.
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Ragazzo bianco
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Gen. 31, 2013, 8:21 p.m. - Staff
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). Cioè, non c'entra nulla con quello che abbiamo detto nei post precedenti, fin qui dico giusto?
< 1 2Veramente Hanna al processo mette in atto
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Questo dopo, quando è messa sotto pressione. Ma le sue prima dichiarazioni, prima che le venga chiesto di leggere, dicono che tutte avevano sottoscritto la relazione ed ovviamente non l'ha scritta lei in prima persona proprio
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Sono perfettamente d'accordo con te. Anzi, ti dirò di più: a me pare che la reticenza di Michael sia imputabile soprattutto ad una forma di strisciante vigliaccheria, come spiego nel mio articolo.
Solo su un particolare dissento: Hanna è pienamente consapevole della propria colpa, ma ritiene di aver eseguito un ordine e quindi di non aver avuto scelta. E non fare una scelta in certe circostanze può trasformarsi in colpa. :wink:
Anch'io mi sono commossa nel finale struggente in cui Hanna tenta disperatamente di comunicare con l'unico uomo che l'abbia capita e amata e con cui sia riuscita ad assaporare un minimo di felicità. Stephen Daldry non tenta di scagionarla, eppure partecipa al dolore di una donna che ha conosciuto solo il lato oscuro della vita e comprende il suo disperato slancio comunicativo.
Anche qui mi sento di concordare. :wink: Ogni sequenza ha il suo perché nelle successive svolte filmiche ed è sorretta da un'interpretazione, quella di Kate Winslet, che definire magistrale è solo un pallido eufemismo. Con una mimica facciale ridotta al minimo riesce comunque ad esprimere tutte le contrastanti emozioni che prova e a trasmetterle a noi spettatori. Un Oscar davvero meritato, malgrado la candidatura di Meryl Streep (che comunque può anche permettersi il lusso di 'saltare un turno', visto il suo indiscutibile talento).
Sono d'accordo su tutto e aggiungo che il 'mocciosetto' :p resterà segnato a vita da questo amore che assume ben presto i connotati di colpa senza attenuanti. :thumbs-up
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Ah okay, in questo senso hai ragione. :wink: Si vede che avevo rimosso questa prima parte.
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Io invece credo che l'interpretazione di Kate Winslet in RR sia più appariscente perché giocata davvero sopra le righe, mentre in The Reader Kate abbia conferito ad Hanna toni minimali ma perfettamente funzionali ad ogni sequenza. Poi concordo sul fatto che RR poggi essenzialmente sulle interpretazioni dei due attori protagonisti, mentre per The Readerla storia (pur imperfetta nella sceneggiatura) sia più solida e quindi funzionale a prescindere dal valore della recitazione. :wink:
A me è parsa davvero discutibile, quoto.
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Per le ebree del campo era una tortura psicologica non indifferente ma Michael non sa perchè lei lo fa leggere… Forse pensa che sia una qualche perversione di lei ma afferra il nocciolo del problema solo durante il processo e non fa nulla per abbreviare la pena di Hannah e fare in modo che anche le altre aguzzine paghino per le loro malefatte. Lui è innamorato ma non fa nulla per aiutare Hannah, è confuso e non ha bene le idee chiare su cosa sia il bene e cosa sia il male. Alla fine è Hannah che paga per tutte… Il problema fondamentale della giustizia degli uomini: paga uno per le colpe commesse da molti.
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Lasciando notevole spazio anche all'eros, Stephen Daldry dirige una pellicola dai contenuti molteplici che si incastrano tra loro con troppa artificiosità per essere ordinatamente ed univocamente interpretati ma ha il merito di risultare pregevolmente sincero e scorrevole.
Intensa e calibarata la performance di Kate Winslet che tocca uno dei punti più alti della sua gloriosa carriera mentre la sorpresa è sicuramente il giovane David Kross, talento dal futuro molto promettente.
Pecca un po' di gratuità il finale ma simboleggia a dovere l'insostenibilita, ancora perdurante, del peso dell'Olocausto sul popolo tedesco.
Non un filmone ma una pellicola valida ed affascinante sorretta da un cast di prim'ordine con la Winslet meritatamente nominata (mantengo la mia preferenza di statuetta per Angelina Jolie)… Da vedere.
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All'inizio del film vediamo
È abbastanza evidente che le due parti interessate da questa relazione non si pongano minimamente domande su di essa, assorti come sono nel viverla, fin quando la misteriosa donna sparisce rendendo tutto ancora meno comprensibile.
Proseguendo il film parla di
Le altre imputate accusano Hanna di essere l'unica responsabile della strage, sulla base di un documento che la donna avrebbe redatto all'epoca come rapporto ai suoi superiori.
Hanna si addossa la colpa di quanto accaduto (venendo per questo condannata a vita) pur di non ammettere di essere analfabeta.
Michael che assiste casualmente al processo si domanda se intervenire o meno, rivelando il fatto che Hanna è analfabeta ma rispettando la decisione di quest'ultima decide a sua volta di tacere.
Questo film mi è piaciuto e la Winslet è stata davvero convincente nel ruolo tuttavia una storia del genere non mi convince e per me non resta memorabile.
Il fatto che una persona preferisca
Quello che ricordo con piacere di questa seconda parte del film è il modo in cui Hanna Schmitz/Kate Winslet descrive gli orrori del nazismo come un qualcosa in cui la persona comune è stata trascinata suo malgrado, senza comprendere neppure a pieno cosa stesse realmente accadendo
Nonostante io abbia trovato buono questo film non riesco a trovare un vero e proprio senso alla vicenda, non è uno di quei film che mi ha fatto accapponare la pelle per il profondissimo significato!
Ho apprezzato anche il rapporto tra Michael Berg ed Hanna Schmitz da adulti ma ugualmente non riesco a capire perchè queste due persone hanno imboccato una strada che non gli ha permesso di avere un reale contatto, come se entrambi si vergognassero a tal punto delle loro azioni da non potersi neppure incontrare, da non riuscire a superare quella barriera che si eleva sempre più alta tra i due.
L'impressione che il film lascia è che Michael non ha mai dimenticato quella donna, ha cercato di andare avanti e di farsi una normale vita ma quello che ha provato con lei non l'ha più provato con nessuna.
In un certo senso Michael è bloccato in una relazione che non potrà mai concretizzarsi ma al tempo stesso non lo lascia libero.
Io non ho avuto modo di leggere il romanzo da cui questo film è tratto ma ho letto da qualche parte che affronta - partendo dalla relazione amorosa fra Michael ed Hanna Schmitz - la difficoltà che le generazioni successive hanno avuto nel comprendere a pieno il senso dell'Olocausto.
In altre parole ci si domanda se l'origine di quell'evento e la sua portata possono essere adeguatamente trasmessi esclusivamente attraverso i media scritti e orali.
Se questo è veramente il senso del romanzo il film non lo riprende, rimanendo secondo me orbo di un senso vero e proprio, come se mancasse qualcosa.
Ottima anche la prestazione di Ralph Fiennes.
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Al di sopra di tutti winslet e fiennes
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Il punto di forza è ovviamente l'interpretazione di Kate Winslet, grazie anche all'ottima scrittura del personaggio e ad una resa dell'umanità da parte dell'attrice veramente assoluta, all'inizio come nel finale.
Funziona bene anche la narrazione degli eventi casuali che stanno alla base della vicenda, l'incontro tra la donna e il ragazzo.
La parte fragile sta un pò nel mezzo, con un finale più emozionante.
Regia dai toni classici, forse anche troppo, con quella dose di prudenza a causa degli argomenti trattati.
Mi dà l'idea che in mano ad un regista più coraggioso e consapevole della storia poteva diventare più crudo e duro.
In ogni caso, vale assolutamente la pena di vederlo.
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Da 7, ma mezzo voto in più glie lo dò come plus valore. Gli manca il salto di qualità che me lo farebbe adorare, forse (ancora) più coraggio non avrebbe guastato.
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Tutto questo però porta a un'altra trappola linguistica, vediamo infatti
Come sottolineato da CC è inoltre inverosimile o perlomeno troppo frettoloso come i
Fino a metà film pensavo di essermi confuso con un altro film, perchè non era ancora saltato fuori il
Deboluccio il fulcro del film, cioè ogni individuo con le rotelle a posto preferirebbe essere additato
Nonostante questi grossi difetti d'istinto gli ho dato un 7 perchè alla fine l'ho trovato abbastanza fluido, ben girato (pur senza picchi) e con delle buone interpretazioni, infine sono positivo perchè è una storia diversa da quella che mi aspettavo.
Per me la questione dell'analfabetismo non è mai stata un colpo di scena, ma allo stesso tempo non ho intuito fino al momento del processo
Ultima cosa:
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Ognuno guarda un film come vuole e lo giudica come vuole, ma mettere ai primi posti questo genere di cose nella scala di valutazione di un film mi permetto di dire che non mi trova d'accordo. Poi ripeto, ognuno fa come vuole, ma si rischia di rovinarsi la visione di un film anche bello per questioni IMO da poco.
Per me sono scene essenziali, mostrano come
Qui mi trovo abbastanza d'accordo. L'unica spiegazione che mi sono dato per questa che per me è una forzatura è che bisognerebbe capire cosa significava essere additato come ignorante all'epoca. Poi a giudicare dalla "tranquillità" della Winslet in tribunale forse lei non si rendeva ben conto di quello che rischiava ("avevo solo ubbidito a degli ordini come tutti"). In effetti noi che avremmo fatto? Domanda non retorica, non ne conosco la risposta.
Ecco, d'accordissimo.
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Diciamo che come prima cosa intendevo qualcosa che volevo dire subito per non correre il rischio di dimenticarmene, comunque sicuramente è un fattore a cui ho dato più importanza, ma ovviamente non mi ha impedito di guardare il film.
Sull'altra cosa che mi hai fatto notare in effetti mi hai fatto ricredere.
Permettetemi un piccolo OT: ai tempi bastava conoscere qualche libro per fare colpo su una Winslet ignorante, oggi dovresti adeguarti alla sua ignoranza oppure avere i soldi. Con la cultura trovo che sia difficile fare colpo su persone ignoranti.
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Te lo permetto tranquillamente, ma non ho capito a cosa ti riferisci e cosa vuoi dire. Scusa, forse stasera sono un po' fuori, spiegati meglio và
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