Rassegna stampa per il film Potiche - La bella statuina (Potiche) del 2010, diretto da François Ozon e interpretato da Gérard Depardieu, Catherine Deneuve, Fabrice Luchini, Karin Viard, Judith Godrèche, Sergi López, Jérémie Rénier, Évelyne Dandry.
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- Voto rassegna stampa 70
La nostra recensione
La rivoluzione è donna
Grande sperimentatore di generi, di stili e abile narratore di epoche, François Ozon col suo Potiche - La bella statuina torna a parlare di rapporti di coppia, di equilibri precari nei rapporti umani, ma soprattutto di donne. Madri, mogli, segretarie zitelle, figlie di papà, donne ai margini della società relegate a ruoli accessori e poco considerate, tanto dal mondo del lavoro quanto dai rispettivi mariti, negli anni '70 come oggi. E' quello che accade ormai da troppi anni a Suzanne, una ...
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Potiche - La bella statuina - La recensione
di La redazione di Film.it - Film.it pubblicata il 05 novembre 2010La sceneggiatura scritta alla perfezione mette infatti le mani su molti stereotipi, gioca con le atmosfere di genere, dalla screwball comedy di Billy Wilder al melodramma di Douglas Sirk passando per le follie di Louis De Funès, e infila a ritmo serrato e senza snobismi, ma piuttosto in preda ad un'euforia quasi alcolica, battute raffinate e ciniche, situazioni grottesche e politicamente non troppo corrette, eccessi e inserti kitsch che trovano equilibrio in un cast più che disposto all'autoironia. C'è di tutto nel cocktail: meschinità borghesi, ipocrisie proletarie, sogni rivoluzionari, lotta di classe, guerra dei sessi, emancipazione, femminismo, adulterio e addirittura un potenziale incesto. Ma c'è soprattutto Catherine Deneuve che senza paura offre un'interpretazione sopra le righe e molto comica che tiene a bada la trasformazione acrobatica del personaggio dosando allegra malizia e sconcertante innocenza e tocca vertici cult in una coreografia disco con Gerard Depardieu che da sola varrebbe il prezzo del biglietto. Ma davvero bravi tutti, con una nota di merito particolare anche a Fabrice Luchini, che nel film interpreta il marito erotomane, un Furher isterico, vanesio e capriccioso, protagonista di gag spassosissime.
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Senza scansare esagerazioni, Ozon si aggrappa ad un gusto esplicitamente retrò e sfrutta in modo intelligente e corrosivo tutti i cliché a disposizione, sia dal punto di vista narrativo sia sul piano estetico e scuote la Mostra con un film coloratissimo. -
Potiche - La bella statuina - La recensione
di Marzia Gandolfi - MyMovies pubblicata il 03 novembre 2010Soltanto a François Ozon poteva riuscire l'impresa di ricongiungere in un film e dentro un medaglione la coppia Deneuve-Depardieu che, perso l'ultimo metrò a un passo da Montmartre, aspettava da tempo un'altra corsa e un'altra occasione. Ma non si limita a questo la commedia di Ozon, che racconta una storia di emancipazione femminile e fa i conti con un personaggio che reclama il suo posto. Catherine Deneuve, algida femme fatale e specchio del desiderio maschile ieri, diventa negli anni Settanta ricreati da Ozon una donna che si fa carico del proprio destino e della propria storia.
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Costretta in una gabbia dorata da un marito fedifrago, Suzanne da oggetto ornamentale (il termine potiche del titolo è un vaso privo di valore che ha il solo scopo di arredare) diventa soggetto divorante, capace di muovere i fili di una deflagrazione e "seppellire" (in casa) un marito incapace di arginarla. Fuori dalla dimensione domestica, dove Ozon fa respirare la pièce di Barillet e Grédy, la Suzanne della Deneuve recupera l'aura della droga che fu, aggirando questa volta il prezzo da pagare per chi infrange l'ordine che la recintava. Non più soltanto luccicante bersaglio scopico del marito farabutto di Luchini o dell'amante fragile di Depardieu, ma costruttrice di eventi narrativi e creatrice di svolte esistenziali.
È di nuovo una donna a incarnare il cinema discontinuo, singolare e inarrestabile di Ozon, vestito di oggetti che contribuiscono a creare un paesaggio domestico seducente, fatto di divani, tavoli, scrivanie, sedie, telefoni, soprammobili. E il piacere del suo cinema nasce ancora una volta dal riconoscimento del modello del cinema classico, elaborato criticamente e nostalgicamente, traboccante di pulsioni anarchiche, siparietti musicali, spettacolo della vita, teatro dello straniamento, set da melodramma e ancora poesie, canzoni, palpiti, applausi. Applausi prolungati per un giro di danza che guarda in macchina e un abbraccio che abbraccia Gérard e Catherine. -
Potiche - La bella statuina - La recensione
di Monica Cabras - FilmUP pubblicata il 03 novembre 2010[...] il film risponde talmente bene ai clichè della commedia francese anni '70, negli argomenti, nei dialoghi, nelle situazioni comiche, che finisce per diventare anacronistico. E ad aumentare questa sensazione, c'è la presenza di due attori come la Deneuve e Depardieu, che in quel periodo hanno visto l'acme della propria carriera. Vederli ora così... bisogna dirlo... invecchiati, che si lanciano sguardi languidi e sorrisi maliziosi, in memoria di un fugace momento di rovente passione di gioventù, conferisce al film quell'aria malinconica e nostalgica che mal si sposa con l'intento di creare una commedia divertente e pungente. Senza nulla togliere agli amori senili, e alla dolcezza, tenerezza e passione che si possono sentire e riscoprire anche in tarda età, ciò che intendo è che in questo film, la situazione che si crea è quella in cui gli attori, e la loro fama passata, soggiogano l'attenzione del pubblico, modificando l'intento dei realizzatori del film, facendo passare in secondo piano la storia, la sua realizzazione, la caratterizzazione dei personaggi di contorno, se pur così attenta e ironicamente preziosa.
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In conclusione, "Potiche", è una commedia semplice, che diverte senza alcuna pretesa, adatta a chi vuol fare un tuffo nella memoria... una sorta di vaso antico che un po' stona con l'arredamento moderno, ma che per motivi affettivi non possiamo buttare via.
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