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Io e te è un film del 2012 diretto da Bernardo Bertolucci
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Io e te 2012 )

Io e te è un film di genere drammatico della durata di . diretto da Bernardo Bertolucci e interpretato da Jacopo Olmo Antinori, Tea Falco, Sonia Bergamasco, Veronica Lazar, Tommaso Ragno, Pippo Delbono.
Prodotto nel 2012 in Italia e distribuito in Italia da Medusa il giorno .

71 MovieScore (?)
basato su 50 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Trama

Lorenzo è un quattordicenne introverso e un po' nevrotico che si barrica in cantina per trascorrere di nascosto da tutti la sua settimana bianca fingendo di essere partito insieme ai compagni. Il giovane è felice di evadere per un po' dal quotidiano evitando conflitti, fastidiosi compagni di scuola, commedie e finzioni. Il mondo con le sue regole incomprensibili se ne starà fuori della porta e lui stravaccato su un divano circondato di Coca-Cola, scatolette di tonno e romanzi horror. Sarà la sorellastra Olivia, che piomba all'improvviso nel bunker con la sua ruvida e cagionevole vitalità, a scuotere Lorenzo costringendolo a gettare la maschera di adolescente difficile e accettare il gioco caotico della vita là fuori.

Perché vederlo:

Bernardo Bertolucci torna a dirigere un film dieci anni dopo 'The Dreamers' e lo fa con 'Io e te', un'altra storia che esplora l'universo giovanile, ispirata al romanzo di Nicolò Ammaniti, l'autore di 'Io non ho paura'. Un dramma che racconta un punto cruciale della vita di un ragazzo di 14 anni, che decide di nascondersi in cantina per alcuni giorni ed evitare così il mondo che lo circonda.

La Recensione

I turbamenti del giovane Lorenzo

Con Io e te Bertolucci segna un ritorno intenso e sicuro, che emoziona e racconta con sicurezza due anime tormentate dei nostri giorni.

L'adolescenza è da sempre una fase delicata e sofferta dello sviluppo dell'individuo e non è certo meglio ai giorni nostri, in un mondo con più possibilità, ma anche maggiori inquietudini. A 14 anni, Lorenzo è un ragazzo tormentato, chiuso, isolato, tanto da preferire restare una settimana rinchiuso in cantina, con la sua musica, i fumetti, i film ed un formicaio, piuttosto che andare in settimana bianca con la sua classe. La sua è una organizzazione perfetta: con i soldi del viaggio, non consegnati a scuola, acquista il necessario per sopravvivere da solo per sette giorni, finge la partenza e si ...
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Trailer e video 4 totali

Trailer - Io e te

00:01:23 Trailer - Io e te

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    29.03.2013

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Premi e Nomination Altri premi e nomination: 6 totali

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INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 22 gennaio 2013) 1.696.703 €

11 Commenti

  • Napset Napset
    Giu. 16, 2012, 6:24 p.m. - Staff
    edit……..
    (scusate se qualcuno può cancellare il post,mi sono sbagliato!)

    0

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Giu. 17, 2012, 12:23 p.m. - Staff
    E' inutile, sono fuori come un melone, adesso sono pure curioso di vedere l'ultimo film di Bernardo Bleargh Bertolucci. Sarà che spero in un bis di decenza dopo The dreamers? Sarà che ultimamente non esce una mazza?

    -2

  • Napset Napset
    Giu. 17, 2012, 12:33 p.m. - Staff
    E' inutile, sono fuori come un melone, adesso sono pure curioso di vedere l'ultimo film di Bernardo Bleargh Bertolucci.

    Sfido,è la trasposizione del libro di Ammaniti smile
    Sarà che spero in un bis di decenza dopo The dreamers? Sarà che ultimamente non esce una mazza?

    Ma non è vero :-0
    Oggi per dire vado a vedermi Once Upon A Time In Anatolia! :wink:

    0

  • albertomio albertomio
    Ott. 15, 2012, 1:29 p.m.
    Mi sembra che questo film sia in linea con gli ultimi 20 anni di Bertolucci: non ne ha azzeccato uno! E' stato un grande del cinema italiano ma se smettesse lascerebbe un ricordo di se meno impietoso!!!

    -1

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Ott. 15, 2012, 2:51 p.m. - Staff
    Stavo giusto rivedendo il trailer poco fa… Sarà la canzone di Bowie, ma… no, non voglio dirlo.
    Avete notato la presenza di un ringiovanito Malcom McDowell? :p

    0

  • Travis-Bickle Travis-Bickle
    Ott. 15, 2012, 3:25 p.m.
    Avete notato la presenza di un ringiovanito Malcom McDowell? :p


    Hai ragione, ci assomiglia parecchio!! smile) smile)
    La cosa che mi diverte è che lo conosco pure..

    0

  • martalari martalari
    Ott. 19, 2012, 2:07 a.m.
    Io vivo da sola..BERTOLUCCI DOCET

    Giovani che vivono confinati nel loro mondo, una generazione alla deriva. L'incomunicabilità, l'alienazione e l'allontanamento dalla realtà diventano sempre più frequenti, le speranze si alternano all'incapacità di esser pronti ad affrontare qualsiasi decisione o di non sentirsi all'altezza …famiglie vicine ma lontanissime..

    Bertolucci entra nel microcosmo di un ragazzo,Jacopo, che finge di andare in gita per chiudersi dentro una cantina dove arriva una persona Tea…due ragazzi come tanti abituati a vivere solo nel loro mondo "costretti" ad avvicinarsi scontrandosi verbalmente e fisicamente (in una società sempre più cinica che ha timore anche a sfiorarsi) e Bertolucci fotografa nel film "Io e te" dal 25 Ottobre nei cinema l'energia che si scatena tra due ragazzi uno 14enne, l'altra 25enne concentrandosi nell'alienazione di Tea che appare distante ma molto simile a tante ragazze che credono di essere "normali" ma che fuggono dalla voglia di "normalità'" cercando rifugio ..altrove..

    Con "Io e te" tratto dal libro omonimo di Niccolo' Ammaniti che firma la sceneggiatura don Umberto Contarello,Francesca Marciano e Bernardo Bertolucci, il maestro racconta l'incomunicabilità dei giovani proprio nel miglior momento della vita entrando con la Mdp (macchina da presa) nella loro personalità come fossimo nel teatro della vita, lui spettatore riservato e sul palco in scena una società quella rappresentata nella cantina che cerca di migliorare ma incapace perché confusa e troppo lontana da famiglia (cosi' vicina, cosi' lontana oggi) e dai valori.

    Con riservatezza Bertolucci diventa un vero chirurgo della personalità dei due ragazzi.

    Due vulcani Tea e Jacopo che Bertolucci non spegne assolutamente ma alimenta focalizzandosi sulla loro personalità in continua mutazione, qualcosa che sfugge che da sempre Bertolucci ama ….

    Importante notare nonostante la grandiosita' e la fama del maestro quanto il film sia almeno all'apparenza low budget rispetto a molti colleghi che tra riprese aeree e megacarrellate (due in particolare) non riescono ugualmente a convincere ..

    E ad una persona che gli ha chiesto "Maestro non ha nostalgia di un kolossal?"

    Bertolucci ha risposto "Non ne ho (nostalgia) perche' il kolossal l'ho gia' fatto forse più di uno… (Ultimo Imperatore…9 Oscar vinti…Il te' nel deserto… Novecento…smile…dopo 'Io e te' ho scoperto di poter girare anche un 'minimal' e sono pronto subito a girarne un altro"

    Per la serie registi di diventa "Maestri" si nasce.

    0

  • albertomio albertomio
    Ott. 23, 2012, 9:40 a.m.
    the dreamers, l'assedio, io ballo sola… E' vero che maestri si nasce ma è anche vero che prima o poi maesti si muore… Visti gli ultimi 20 anni di cinema di bertolucci direi che il maestro è morto da tempo, peccato non ci stia lasciando un buon ricordo. Per firtuna però nessuno può cancellare i suoi vecchi capolavori e, con un po' di fatica, possiamo recuperare da un vecchio cassetto un vecchio maestro!

    0

  • Pike Bishop Pike Bishop
    Nov. 4, 2012, 12:21 a.m. - Staff
    Stamattina ho letto la recensione di Gervasini su FilmTv e su una cosa, sopra tutte, ero d’accordo: sul fatto che, se non sapessimo chi ci fosse dietro la macchina da presa, potremmo anche pensare che si tratti di un giovane esordiente. Bertolucci torna al cinema dopo quasi un decennio di malattie e depressioni tirando fuori un’opera splendida da un romanzo mediocre, come solo i grandi sanno fare.

    “Io e te” di Ammaniti è l’ennesimo tentativo di romanzo di formazione (genere che a pensarci bene mi pare quello più battuto dai “giovani” autori italiani e questo dovrebbe far riflettere sul livello di maturità della nostra narrativa mainstream) e leggendolo avevo intuito le ragioni perché interessasse a Bertolucci: il conflitto psicologico e – oserei – spirituale tra i due fratellastri il cui dimezzato legame di sangue li rende vicini e lontani al contempo - la cantina, come l’appartamento di “Ultimo tango a Parigi” e quello di “The Dreamers”, è solo il set dove questo incontro può deflagrare, perché isolato e costrittivo alla coabitazione.

    Bertolucci sfrutta quindi solo i passaggi e i dialoghi più preminenti del romanzo breve e cambia tutto il resto. Innanzitutto azzera la narrazione in prima persona, che sarebbe stata nociva: mi dovrebbe spiegare Ammaniti come un ragazzino che ha sviluppato un disturbo della personalità narcisista possa essere così “freddo” e oggettivo nei confronti della propria situazione; in secondo luogo, stringe i tempi per arrivare dentro la cantina e quindi dentro il cuore dell’opera (il preambolo sulla settimana bianca è molto più lungo, pieno di aneddoti e digressioni di dubbia utilità). Infine l’arrivo di Olivia, molto più teatrale e subito le carte si rimescolano: intanto la ragazza quando entra viene presentata inquadrando solo la parte inferiore del corpo, o le spalle, nere, come il cappotto piumato che indossa - tutto il contrario del mezzo busto marmoreo delle forme di Eva Green di “The dreamers”. Olivia, ancor più che nella fonte originaria, è metafora di quella morte che si incontra poco prima di crescere: Bertolucci realizza con “Io e te” il suo “Deep End”. Lorenzo è un quattordicenne che non ha mai vissuto, ha solo imparato a nascondersi dietro una corazza fatta di silenzi e apatia, a guardare gli altri dall’alto in basso come un entomologo, studiandoli con la lente di ingrandimento, non avendo l’umiltà di scendere a compromessi con una realtà che non gli piace, preferendo storie dove è lecito – anzi necessario – fare sesso con la madre. Il contrasto sottile – che si gioca sulla sublime fotografia dell’interno – vede i protagonisti cercare rifugi dove continuare a nascondersi (un nascondiglio nel nascondiglio), come divani, bagni, armadi: se per Olivia questo è un modo per disintossicarsi e tornare alla vita, per Lorenzo è la vita. L’Olivia bertolucciana ha molti connotati demoniaci (alcune sue smorfie mi hanno ricordato le maschere giapponesi del teatro No), incentivati dalla bellezza spigolosa e (fisicamente) sfatta di Tea Falco: come un demone invade l’intimità di Lorenzo, visto che la cantina non è altro che la proiezione abitativa del ragazzo, l’habitat che considera più confacente alle sue necessità; come un demone contamina Lorenzo stesso, lo irretisce, lo fa suo; come un demone, compiuto il suo lavoro ritorna alla sua non-vita. Lorenzo subisce e si trasforma gradatamente, da narcisista con tendenze quasi sociopatiche a ragazzo che spera di aver trovato un affetto nuovo e uno stimolo decisivo per uscire realmente dalla cantina del suo animo: la musica (bellissima) che, messa a tutto volume, cancellava lo spazio esterno, nell’ultima sequenza accompagnata dal morbido dolly si spande nell’aria e capiamo che Bertolucci dà un’altra occasione ai suoi protagonisti, nonostante le ricadute (nella cantina, nella droga) rimangano a portata di mano, sempre dentro di noi.

    Bertolucci fa uno scarto rispetto al suo cinema passato, vira i suoi movimenti di macchina barocchi in vibrazioni virtuose che impreziosiscono il senso di un’opera solo apparentemente semplice: nell’eterno scontro del suo cinema tra un essere maschile che trova nella donna il suo corrispettivo fatale, che può ucciderlo (ricordiamoci dei protagonisti di “Ultimo tango” o di “Il te’ nel desero”smile, tale scambio di umori e di energie arriva a un equilibrio. Come Bertolucci è uscito dalla depressione per la sua condizione di paralitico, trovando la forza di ricominciare da zero, con un piccolo film adolescenziale, anche i suoi protagonisti possono aspirare alla palingenesi. E quel fermo-immagine che ringrazia Antoine Doinel sulle note di “Space Oddity” è la conferma di un percorso ancora lungo e pieno di ostacoli, ma di un percorso che è iniziato.

    Nota sui due attori esordienti. Antinori ricordava a Bertolucci Malcolm McDowell, e ci sono un paio di sguardi in macchina che lo chiamano direttamente in causa: è un giovane attore teatrale e al netto di alcune incertezze tira fuori un'interpretazione notevolissima per l'età; e poi non ho mai visto un ragazzino fare i capricci e andare fuori di testa contro la madre in maniera così realista! O.o
    A Bertolucci Tea Falco deve essere piaciuta non poco. Intanto le permette di "catanesizzare" il suo personaggio come meglio voleva (l'interiezione "Maaariiiia!"), poi ne confonde la biografia con quella del personaggio (anche l'Olivia del romanzo si scattava foto artistiche, ma non viene mai presentata come "artista"), vincendo pure su tutta la linea, visto che la ragazza (che voleva fare l'attrice da ragazzina) realizza un'interpretazione eccellente pur rimanendo a tratti acerba, con una presenza scenica magnetica (e, come ho già scritto, demoniaca).

    0

  • diomede917 diomede917
    Nov. 18, 2012, 12:59 p.m.
    A 9 anni da The Dreamers con in mezzo tante sofferte vicissitudini personali, Bernardo Bertolucci
    Ritorna dietro la macchina da presa adattando per il grande schermo un libro e un autore che è lontano anni luce il suo cinema e la sua visione del mondo. Niente politica e grande Storia ma intimo tormento.
    Questa scelta, per molti molto azzardata, io la trovo ottimale per un artista che vuole uscire dalla depressione figlia della sua sedia a rotelle e amplificata dalla morte del fratello a cui è dedicato il film.
    Questo approccio terapeutico credo abbia fatto bene sia al regista che al film visto che la prima sensazione che ho avuto è una certa freschezza narrativa, non sembra nemmeno unopera diretta da un settantaduenne con un curriculum pesante sulle spalle.
    Io e te è tratto dallomonimo sofferto romanzo breve di Niccolò Ammaniti e vede protagonista Lorenzo un quattordicenne con gravi problemi relazionali che approfitta di una gita scolastica in montagna per isolarsi per una settimana nella sua cantina vista come un rifugio protettivo dal mondo esterno. Proprio lì è costretto a una convivenza forzata con la sua sorellastra Olivia, una ragazza alla deriva senza un punto di riferimento affettivo che ha vincolato la sua vita alla droga.
    In questa settimana impareranno a conoscersi e scoprire i tanti punti in comune che li aiuteranno in futuro.
    Bertolucci conscio della sua nuova prospettiva di macchina, si adatta alla dimensione e segue e descrive i protagonisti alla loro altezza evidenziando che è solo il loro punto di vista a interessare.
    La scena iniziale è quasi citazionista visto che apre con un colloquio fra Lorenzo e il suo psicologo paralitico poi vira tutto sui primi piani dei due ragazzi, sui loro discorsi, i loro disagi e le loro sofferenze..sulla loro autoemarginazione in un -1 che è sufficiente per non essere notati.
    Rispetto alle sue ultime opere che rappresentavano una certa gioventù che aveva la fisicità dei modelli di Calvin Klein (da Liv Tyler a Eva Green fino a Michael Pitt), Bertolucci sceglie volti non bellissimi ma inerenti al contesto come Jacopo Olmo Antinori che è un adolescente dallo sguardo allucinato di Malcom Mc Dowell o Tea Falco espressione di un potenziale segnato dallautodistruzione.
    Fin dalle interviste si capisce come questo lavoro sia stato per Bertolucci una sorta di nuova linfa vitale a tal punto di virare dal finale del libro optando verso una sorta di speranza e chiudendo con il sorriso del ragazzo arrabbiato..
    Insomma da un breve romanzo un film breve ma intenso verso una nuova vita artistica
    Voto 7

    0

  • Giaq Giaq
    Nov. 25, 2012, 1:47 a.m.
    Un film veramente insulso. Una recitazione imbarazzante, e poi…Il fotogramma finale…Agghiacciante!!!!

    0

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