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Hai paura del buio è un film del 2010 diretto da Massimo Coppola
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Hai paura del buio 2010 )

Hai paura del buio è un film di genere drammatico della durata di . diretto da Massimo Coppola e interpretato da Alexandra Pirici, Erica Fontana, Antonella Attili, Alfio Sorbello, Manrico Gammarota, Lia Bugnar, Andra Bolea, Angela Goodwin, Marcello Mazzarella.
Prodotto nel 2010 in Italia e distribuito in Italia da Bim Distribuzione il giorno .

60 MovieScore (?)
basato su 18 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Trama

Bucarest è una metropoli molto diversa da come la si immagina, così come Eva, vent'anni, dolce e orgogliosa come un'eroina della nouvelle vague, è molto diversa dall'idea che abbiamo delle "immigrate" rumene. Eva esce dalla fabbrica per l'ultima volta - non le hanno rinnovato il contratto - e decide che è giunto il tempo di partire. La sua meta è Melfi, sperduto paese dell'entroterra meridionale italiano, noto per l'enorme insediamento della FIAT che, come uno spazio ritagliato da un altro tempo e un altro mondo, seziona i campi neri, definendo con essi una cicatrice aperta tra la civiltà contadina e quella postindustriale. Trovata ospitalità da Anna, una sua coetanea che lavora alla FIAT, Eva inizia a seguire un gruppetto di donne, poi tra queste ne sceglie due, infine una sola. Eva diviene la sua ombra, ne spia ogni movimento, ne conosce alla perfezione abitudini e occupazioni. Eva decide che è tempo di affrontare la sua preda in un faccia a faccia drammatico, un gioco al gatto e al topo in cui Eva è torturatore spietato e vittima inerme al tempo stesso. Eva e Anna sono finalmente vicine, finalmente libere; ma se Eva ha compiuto il suo percorso, quello di Anna è solo all'inizio...

Perché vederlo:

Per arenarsi insieme alle due protagoniste tra il complesso industriale nella piana di Melfi e i confini a est della nuova Europa, luoghi in cui i personaggi vivono le loro realtà e le osservano nel tentativo di ricostruirle nell’essenzialità e nel rigore. Per vivere con Massimo Coppola, regista, artista e autore televisivo e radiofonico, una favola senza morale in cui la storia individuale è il motore di domande dal respiro universale.

La Recensione

A proposito di Eva

Un'opera prima che sorprende per l'acutezza e la penetrazione dello sguardo e una fiducia nel potere dell'immagine sempre più rara tra i registi italiani. Massimo Coppola ha occhio per i volti e le cose e una sua cifra stilistica tutt'altro che trascurabile, eppure nel momento di tirare le somme il suo film perde un po' le fila del discorso.

Eva ha vent'anni e vive a Bucarest, lavorando in una fabbrica. L'improvvisa perdita del suo lavoro la induce a muoversi verso l'Italia, in direzione di Melfi, sperduto paese in provincia di Potenza, noto per l'enorme insediamento della Fiat. Giunta a destinazione trova ospitalità casuale nella famiglia di Anna, sua coetanea, operaia della Fiat, già indurita dalle difficoltà della sua condizione. Dedicandosi alla nonna malata di Anna, Eva riesce a rimanere a Melfi, con lo scopo di ritrovare sua madre che l'ha abbandonata a Bucarest, nove anni prima, preferendo vivere in Italia e espiando la vigliaccheria del suo comportamento attraverso l'invio ...
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Trailer e video 7 totali

Hai paura del buio - Trailer 2

00:01:32 Hai paura del buio - Trailer 2

Le Immagini 11 totali

Cast e Personaggi Altri ruoli: 21 totali

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    06.05.2011

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    05.09.2010

Curiosità Altre curiosità: 2 totali

  • Hai paura dei Joy Division

    Il regista Massimo Coppola fino a Hai paura del buio, non ha mai utilizzato musiche di sottofondo, "preferendo attingere al panorama sonoro della presa diretta, o al limite accendendo una radio locale durante le riprese. Spesso le musiche raccolte in presa diretta sono state poi tagliate, frammentate, riproposte nello stesso documentario ma mai una volta se ne è aggiunta una non raccolta in presa diretta."
    "Quando ho iniziato a scrivere questo film mi sono posto il problema di come quel tipo di atteggiamento potesse applicarsi al film. L'idea che mi è venuta - un piccolo trucchetto per mantenere un vincolo diegetico - è stato quello di far sì che Eva, la protagonista, si "imbattesse" nelle musiche del film. Salita su un taxi trova un i-pod ed è da quell'i-pod (eccettuate le scene in cui la musica è davvero diegetica come le scene nei club, con la televisione, con un giradischi acceso) - che vengono tutte le musiche del film.
    Superato il problema per così dire teorico occorreva decidere su cosa ci fosse dentro l'i-pod. Mi piaceva l'idea che ci fosse musica di un solo artista - sia perché tendo all'economia espressiva sia perché volevo trovare la cosa giusta per il tono del film. I Joy Division sono una delle mie band preferite, non solo perché amo la loro musica e il modo in cui la facevano ma anche per il valore simbolico e culturale di una band che è l'essenza stessa del post-punk, del "disagio dell'uomo nella società post-industriale", della normalità geniale - o sregolata normalità - del suo genio fondatore Ian Curtis: impiegato dedito e sincero ai servizi sociali e grande, immensa rockstar
    ."

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