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Cosmopolis è un film del 2012 diretto da David Cronenberg
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Cosmopolis 2012 )

Cosmopolis è un film di genere drammatico della durata di . diretto da David Cronenberg e interpretato da Robert Pattinson, Juliette Binoche, Sarah Gadon, Mathieu Amalric, Jay Baruchel, Kevin Durand, K'Naan, Emily Hampshire, Samantha Morton, Paul Giamatti.
Prodotto nel 2012 in Italia, Francia, Canada, Portogallo e distribuito in Italia da 01 Distribution il giorno .

70 MovieScore (?)
basato su 75 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Trama

New York è una città in subbuglio, l'era del capitalismo si avvicina alla conclusione. Eric Packer, un 'golden boy' dell'alta finanza, entra in una limousine bianca. Mentre la visita del Presidente degli Stati Uniti paralizza Manhattan, Eric Packer ha un'unica ossessione: farsi tagliare i capelli dal suo barbiere, che si trova dall'altra parte della città. Durante la giornata, il caos esplode e Packer osserva impotente il crollo del suo impero. Inoltre, è sicuro che qualcuno voglia assassinarlo. Quando? Dove? Saranno le 24 ore più importanti della sua vita.

Perché vederlo:

Per non perdersi l'ultimo lavoro di David Cronenberg - autore di Videodrome, Inseparabili e più recentemente de La promessa dell'assassino e A History of Violence - alle prese con l'adattamento di un romanzo di Don DeLillo, che esplora tra le altre cose, uno scenario molto attuale come quello di forte crisi del capitalismo. Robert Pattinson è al suo primo ruolo 'impegnato' nei panni del protagonista.

La Recensione

Ipnotiche riflessioni

Non mancano le riflessioni e gli spunti filosofici, disseminati nell'interminabile fluire di parole che costituiscono i dialoghi di Pattinson con l'interlocutore di turno, ma l'autore fa fatica a metterle a fuoco e farle emergere dalla sua complessa costruzione verbale.

Se c'è un regista che in passato ha saputo riflettere sulle inquietudini del mondo, questo è David Cronenberg, riuscendo, almeno nella prima parte della sua carriera, a regalare interessanti spaccati della realtà che lo circondava, della sua tecnologia in evoluzione e del rapporto dell'uomo con essa, delle suggestioni della carne. Un approccio che negli ultimi anni è cambiato: il regista canadese ha realizzato film anche forti ed ambiziosi, ma più allineabili ad una percezione classica del cinema, affidandosi anche a sceneggiature scritte da altri, mettendosi al servizio di storie più che di intriganti paranoie. Con Cosmopolis, il suo nuovo lavoro ...
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Trailer e video 9 totali

Trailer Italiano - Cosmopolis

00:02:04 Trailer Italiano - Cosmopolis

Le Immagini 29 totali

Cast e Personaggi Altri ruoli: 46 totali

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Gli Articoli Altri articoli: 4 totali

  • Il Blu-ray di Cosmopolis

    Recensione Il Blu-ray di Cosmopolis

    Il film di David Cronenberg con Robert Pattinson arriva in alta definizione con un'edizione tra luci e ombre, ma nel complesso soddisfacente.

    18.01.2013

Curiosità Altre curiosità: 3 totali

Incassi Vedi tutti

Budget stimato per il film: $ 20.500.000

INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 28 maggio 2012) 827.347 €

INCASSI NEL MONDO (aggiornato al 18 giugno 2012) 2.800.000 $

91 Commenti

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  • BaroneBirra BaroneBirra
    Giu. 4, 2012, 4:30 p.m.
    Prima di dire la mia su questo film ho bisogno di una seconda visione, soprattutto per quanto riguarda la prima parte…per ora posso dire che in parte mi ha ricordato "Crash" dello stesso Cronenberg e in parte "Fuori orario" di Scorsese…

    0

  • CASSIDY CASSIDY
    Rispondo... Giu. 4, 2012, 8:32 p.m.
    Questo tipo di contestualizzazione, dal mio punto di vista, è necessaria perché costituisce la base portante del mio giudizio in merito: il film non mi è piaciuto proprio per la pretesa di voler risvegliare le coscienze su una materia scontata. Molte volte, durante la visione, mi son ritrovata a constatare “Mica c’avevamo bisogno di te, David. L’avevamo capito da soli. Grazie lo stesso, comunque.”.


    …La vittima, presa coscienza del suo status, pone sempre delle domande al proprio carnefice e, in un rapporto di totale dipendenza, spera sempre che chi ha il coltello dalla parte del manico conservi una minima percentuale di umanità volta a rimodulare la sua natura. Speranza vana? Non lo so. Meglio, comunque, che stare fermi, annichilirsi e mantenere lo status quo. Però c’è sempre il fattore sindrome di Norimberga a chiedere pegno, edulcorando l’atto di forza necessario per sigillare in maniera tangibile l’ascesa del cambiamento. Insomma, tutto procede come mi aspettavo che andasse.


    Ok, recepito il fatto che non ti abbia stupito molto, io ad esempio ho trovato quel dialogo interessante perchè ben riassume il concetto di, il capitalismo non funziona più, ha mostrato bug e difetti, però non abbiamo un altra vera alternativa, quindi le persone restano attaccate ad esso sperando che sia ancora la salvezza, il concetto di Sindrome di Norimberga ben descrive questo rapporto simbiotico.

    Registro anche che ti abbia disturbato che secondo te il film volesse risvegliare coscienze, io non credo che il compito di un filmaker (o del cinema) sia quello di risvegliare coscienza, il compito principale e raccontare una storia, poi magari gli capita anche di risvegliare qualche coscienza, ma è un effetto collaterale.
    Secondo me il film mette bene in scena il presente, ma non credo che il suo intento ultimo sia, ok, sono la vera alternativa al telegiornale, ora vi spiego la crisi mondiale, senò avrebbe dovuto fare un documentario, capisco perchè non ti sia piaciuto, personalmente apprezzo i film che fanno cinema parlando del presente, tra i miei preferiti c'è ne sono tanti così :wink:

    0

  • Bob Robertson Bob Robertson
    Giu. 5, 2012, 9:58 p.m.
    io non credo che il compito di un filmaker (o del cinema) sia quello di risvegliare coscienza, il compito principale e raccontare una storia, poi magari gli capita anche di risvegliare qualche coscienza, ma è un effetto collaterale.


    Stra-quoto

    Secondo me il film mette bene in scena il presente,

    personalmente apprezzo i film che fanno cinema parlando del presente, tra i miei preferiti c'è ne sono tanti così :wink:


    A me Cosmopolis sembra quasi un film post-presente.
    Cioè, è un pò il classico film che si fa a distanza di anni per raccontare qualcosa di già assodato.
    Anche se la crisi economica è ormai in corso da anni, ci troviamo ancora nel suo centro, e raccontare storie dall'occhio del ciclone - storie come questa soprattutto - è più difficile.
    Packer non è solo nell'occhio di quel ciclone, èl'occhio del ciclone.

    Dove mi ha un pò deluso e tradito nelle aspettative è negli sviluppi della grande "rivolta dei ratti", dalla scena della consulente col gran caos che fa ballare la limousine. Mi aspettavo quasi che finisse per mostrarci il tracollo definitivo del sistema, al punto in cui Packer venisse inghiottito e non solo un pò sballottato con la sua macchina.

    Il cerchio che si chiude nel confronto con la nemesi ci stava, ma l'ho trovato un pò troppo tipico, ed è il motivo per cui la scena finale, per quanto sia un gran pezzo di cinema magnifica (atmosfera, tempi, inquadrature, duetti e tensione), non mi ha soddisfatto. Non mi ha soddisfatto come punto di arrivo del film (e anche per la dinamica con cui ci si arriva).

    E' il vero peccato di questa pellicola: sembra essere un film post-presente, sul filo del punto di rottura, pronto a mostrarci cosa c'è dietro il baratro, per poi fermarsi.

    0

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Giu. 8, 2012, 3:40 p.m. - Staff
    Non ho un'idea precisa del film, mi è anche piaciuto, ma c'è qualcosa che gli impedisce di decollare davvero. Tanto di cappello a Cronenberg, perchè si ha la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di davvero unico come narrazione, atmosfera, sguardo, chiamatelo come vi pare. Ma nel complesso non mi è parso un film a livelli di La mosca, Eastern Promises, eXistenZ, M Butterfly ecc. ecc. All'inizio si è spaesati dai dialoghi e dalla recitazione degli attori, davvero si sente molto il fatto che il regista abbia preso di peso i dialoghi del libro e li abbia piazzati sullo schermo. Non ho letto il romanzo, ma si sente molto la scarsità di un lavoro di adattamento (ammesso dallo stesso David), il che non sarebbe nemmeno un male, ma lascia un effetto strano, che non so se per me è un bene o un male. Dopo i primi minuti si capisce che dialoghi e recitazione stranianti fanno parte del "gioco" del film e personalmente mi sono adattato. Forse Cosmopolis sarebbe piaciuto a Kubrick, è tutto molto impressionista/surreale/… Kubrick non voleva interpretazioni realistiche da parte dei suoi attori, voleva che andassero oltre la realtà, che fossero "interessanti". In questo film è così: le interpretazioni non sono veriste, ma interessanti. E Pattinson pur non facendo una prova da Oscar funziona bene in questo contesto, la sua inespressività e la mancanza di autocontrollo sono adeguate. Giamatti invece è un grandissimo in ogni modo uno voglia vedere la sua prova. Ho intuito le intenzioni dell'autore, fare un film poco narrativo, episodico, slegato, anche per parlare di un po' di tutto e in particolare del caos della contemporaneità. Ma ho preferito di gran lunga altri film sullo stesso tema. Comunque molto guardabile, può piacere moltissimo e chissà che non mi prenda punti negli anni.
    Da 7.

    1

  • Pike Bishop Pike Bishop
    Giu. 9, 2012, 10:24 a.m. - Staff
    Tanto di cappello a Cronenberg, perchè si ha la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di davvero unico come narrazione, atmosfera, sguardo, chiamatelo come vi pare.


    è il suo film stilisticamente meno addomesticato e strutturalmente meno catalogabile dai tempi di "Crash"

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  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Giu. 9, 2012, 11:05 a.m. - Staff
    è il suo film stilisticamente meno addomesticato e strutturalmente meno catalogabile dai tempi di "Crash"

    Sì vero. Anche meno catalogabile di eXistenZ, che tutto sommato non è così "fuori".

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  • CASSIDY CASSIDY
    You right... Giu. 11, 2012, 8:49 p.m.
    Sì vero. Anche meno catalogabile di eXistenZ, che tutto sommato non è così "fuori".


    Così come "Spider" dove con il finale tutti i pezzi vanno al loro posto.

    è il suo film stilisticamente meno addomesticato e strutturalmente meno catalogabile dai tempi di "Crash"


    Concordo, li guardi a pur trovandoci in entrambi tanto Cronenberg resti un attimo spiazzato, non addomesticati mi sembra la definizione corretta, "Il pasto nudo" invece secondo me resta l'apice della WTFucchitudine :wink:

    1

  • CC CC
    Boh! Ott. 5, 2012, 11:57 p.m.
    Di solito i film "tutto dialoghi" mi piacciono ma in questo caso non sono riuscita a seguirli più di tanto questi discorsi, insomma ad un certo punto mi sono proprio persa.
    All'inizio mi sembrava tutto molto interessante, originale, notevole ma dopo un pò che sentivo i personaggi parlare e le immagini passare sullo schermo ho perso proprio la concentrazione e il film mi ha fatto venire sonno! =^_^=
    Raramente ho visto un film che mi ha annoiata e provocato sonnolenza quanto questo, l'ho visto fino alla fine solo perchè me lo sono imposta ma avrei volentieri interrotto la visione per guardare qualcosa di più vivace (in tutti i sensi). Mancano completamente le emozioni e questo è senz'altro voluto ma d'altra parte un film così addormenta. Poi non ho capito se l'attrice che interpreta la moglie del protagonista aveva una paresi facciale o il suo atteggiamento distaccato fosse voluto, diciamo che ho visto androidi molto più calorosi e vivi! (Insomma l'ho trovata eccessiva la sua recitazione di freddezza).

    Domani mi leggo i vostri commenti e comunque per ora non do nessun voto numerico al film, vorrei pensarci un pò meglio prima di votarlo.

    È probabile che non lo abbia capito questo film ma non ho nessuna intenzione di riguardarlo una seconda volta, non subito perlomeno, è veramente una punizione!

    1

  • CC CC
    Ott. 6, 2012, 6:04 p.m.
    Il pathos costruito nel corso della pellicola non mi è sembrato giungere ad una conclusione degna.

    Beato te che hai avuto la sensazione che nel corso della pellicola venisse costruito del pathos! Io non ho avuto questa fortuna, forse non era la serata giusta!

    … guarda il mondo non da un oblò, ma dalla sua “Stretch”, e sicuramente si annoia un po’…

    Che fai, mi citi Gianni Togni! :p

    …quindi si, Clavicole è stata un caso isolato, dimostrazione che per certi nemmeno i miracoli bastano :p

    Come non essere d'accordo! :p

    Ho letto tutti i vostri commenti al film e le vostre argomentazioni e diatribe mi hanno aiutato non poco a riflettere su alcuni aspetti del film su cui non avevo riflettuto per conto mio. (Alcune cose sono ovvie, altre un pò meno, almeno per me).
    Anche per me questo è un film sul presente o meglio su un futuro che è già alle porte e non sappiamo quanti anni ci metterà a varcarla la soglia tuttavia a me questo fatto non ha di per sè creato problemi. Non mi interessa se Cronenberg è stato profetico o meno, se ha voluto spacciare cose per ciò che non erano o meno.

    L'unica cosa che posso dire è che nonostante le cose buone che il film ha la sua visione non è per niente esaltante imo, l'ho trovato pesante e racimolare la voglia di guardarlo una seconda volta per vedere se mi sale sarà dura.

    0

  • Pike Bishop Pike Bishop
    Dic. 19, 2012, 8:22 p.m. - Staff
    è il suo film stilisticamente meno addomesticato e strutturalmente meno catalogabile dai tempi di "Crash"


    rivisto e riparto proprio da questa considerazione, perché "Cosmopolis" è un'opera densissima. asciugando le esplosioni della carne, Cronenberg è andato a prosciugare il linguaggio del suo cinema, sempre più implosivo e concentrato su alcune dinamiche metaforiche: la prossimità e la virulenza del male, la violenza come mappatura mentale e biografica. il progressivo perdersi di Packer nell'apocalisse che si sta costruendo con le sue mani è l'ennesima descrizione cronenberghiana della "caduta di Icaro": personaggi che peccano di hybris e ne pagano lo scotto sulla propria carne.in "Cosmopolis" si discute il senso del cyber-capitale nel (nostro) Tempo. il denaro ha perso il suo valore narrativo (ovvero la parola che estende in uno spazio-tempo), non ci parla di nient'altro se non di se stesso: anche il capitalismo è arrivato al capolinea della sua età postmoderna.
    non è un caso che il linguaggio di Cronenberg sia affilatissimo, anticlimatico, sottraendo allo spettatore non solo la scena-madre, ma usando il cut di montaggio quando si è al culmine drammaturgico della sequenza (i discorsi coi ragazzi prodigio, l'orgasmo virtuale durante la visita alla prostata,la Binoche che gli dice che in lui si è insinuato il dubbio, Packer che incita la guarda del corpo a sparargli, l'ultimo incontro con la moglie, il finale stesso). in questo accumulo non risolto, Croinenberg attende alla fine del suo Icaro, rappresentante estremo di un mondo che inutilmente si confessa prima di consegnarsi in braccio alla morte: perché non ha più niente da dire, non ha più danaro, non ha più tempo.

    rivedendo il film, poi, ho capito perché Cronenberg abbia eliminato le piccole premonizioni che aveva Eric nel romanzo. quello che ci dice Cronenberg, al contrario di De Lillo, è che il mondo ha smesso di funzionare come era stato costruito da queste persone: se DeLillo descrive Packer come un genio rampante con proprietà divinatorie, in Cronenberg si avverte la sua stanchezza, il suo essersi ridotto agli istinti primari (sesso, cibo, narcisismo). tutti lo chiamano visionario (e lui stesso all'inizio del film si chiede "perché vedo le cose prima che accadano?") ma è evidente come lui non abbia più visioni: alla fine dice, quando gli chiedono perché non è armato, che non è andato oltre. non è andato al di là del suo sguardo. in sostanza Packer fallisce perché non solo non è capace di guardare all'esterno (ed è l'intuizione cronenberghiana) ma nemmeno all'interno attraverso l'asimmetria della sua prostata (che è l'eredità del romanzo: il segno del caos).

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  • Wasp Wasp
    Dic. 19, 2012, 11:24 p.m.
    Mi sento quasi come dopo la visione di Eyes wide shut smile
    Devo rimuginarci un pò su, ci sono parti che non mi hanno convinto (rapper in primis) e la penso come Bob sulla scena dal barbiere e sul finale, stesse sensazioni. Però per il resto si viaggia su livelli altissimi, una delle esperienze cinematografiche più potenti e surreali che ricordi. Potrebbe essere il mio Cronenberg preferito…

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