Riflessioni tra cinema, TV e teatro per Mastandrea e Cortellesi
Voi due, come molti altri attori italiani, oscillate tra differenti esperienze lavorative: cinema, teatro e televisione. Come riuscite a passare indenni attraverso media sostanzialmente diversi?
Paola Cortellesi: L'amore per il mestiere dell'attore è talmente grande che si è disposti ad affrontarlo in qualsiasi forma. Sarebbe innaturale dedicarsi a una cosa sola. Anche la televisione, che oggi viene pesantemente criticata, ha dato notorietà a molti di noi permettendoci di lavorare. Ovviamente va fatta con impegno, l'importante è che i prodotti siano di buona qualità.
Valerio Mastandrea: Il problema principale è l'omologazione. Il sistema attuale prova a farti fare sempre la stessa parte mentre la cosa migliore per un attore è poter recitare tutto. Io sono uno che non si sottrae ai provini. Voglio essere in grado di mostrare che so interpretare ruoli diversi. Ad esempio per N (Io e Napoleone) ho fatto una telefonata a Paolo Virzì parlando con l'accento toscano. Purtroppo oggi i produttori non vogliono più rischiare. Se funzioni in un ruolo ti fanno fare sempre quello, allora uno si rifugia nel teatro perché al cinema non c'è la stessa libertà artistica. Il teatro permette di sperimentare di più.
Paola Cortellesi: Questo è vero. In TV non sei autonomo. In teatro scrivo i miei copioni con un amico drammaturgo con cui collaboro da dieci anni e ho avuto la fortuna di trovare un produttore che ha avuto fiducia in me. Però credo moltissimo anche nella buona televisione, nel commerciale e nel popolare che arriva in tutte le case.
Valerio Mastandrea: Purtroppo la TV risponde solo alla massa degli ascolti. Adesso abbiamo realizzato tutti film sui santi perché la gente li guarda e fanno il record dell'auditel.
Come si può combattere l'omologazione della TV?
Paola Cortellesi: Con coraggio e convinzione. E con delle leggi che vietino o limitino un certo tipo di prodotto, in modo che non si debba vedere la stessa cosa alla stessa ora su tutti i canali.
Valerio Mastandrea: Ci vorrebbero vent'anni per far crescere il pubblico e spingerlo ad apprezzare una proposta diversa. Con il bombardamento della tv spazzatura di oggi... Manca solo un reality sulla morte in diretta. Ogni venerdì alle 21:30 uno si spara in faccia e vince chi si ammazza più tardi
Mastandrea ha anche diretto un corto, selezionato alla Mostra di Venezia del 2005, sulle morti bianche. Come è stato trovarsi dall'altra parte della macchina da presa?
Valerio Mastandrea: L'esperienza del corto è stata importante per capire il mio lavoro di attore. Ho realizzato uno psicodramma con attori bravissimi come Elio Germano e Jasmine Trinca. Credo molto nell'argomento del mio film, per me il lavoro non è solo busta paga, ma è identità, realizzazione di sé.
Quando avete realizzato che avreste fatto questo mestiere per vivere?
Valerio Mastandrea: Oggi. Poco prima di arrivare qui. (ride) No, sul serio. Mi sono arreso al fatto di fare l'attore in treno, mentre giravo per promuovere Palermo Milano solo andata, dopo quattro anni che lavoravo in teatro. All'inizio mi sentivo un privilegiato, anche un po' in colpa nei confronti degli altri e allora sul set cercavo di dare una mano ai tecnici finché un giorno un macchinista non mi dice: "Lascia stare, questo è il mio mestiere! Te fai l'attore. Vai in camerino con l'aria condizionata, vai!"
Paola Cortellesi: Certamente questo è un mestiere privilegiato, ma dipende anche dalla situazione. Ci sono produzioni ricche e ce ne sono altre in cui bisogna arrangiarsi.
Valerio Mastandrea: Mentre giravo Tutti giù per terra mi sono fatto la barba in tutti i bar di Torino. La mattina mi salutavano dalla porta.
Attraverso cinema e teatro si può dare un contributo al sociale aiutando a prendere coscienza dei problemi che ci circondano?
Paola Cortellesi: Noi serviamo a raccontare storie. La soluzione spetta ad altri.
Valerio Mastandrea: Sono problemi grandi e quindi le risposte le devono dare le istituzioni. In questo periodo in cui la politica ha perso seguito possiamo contribuire. Ho girato il mio corto sulle morti bianche per questo, per sollevare la discussione sul problema.
Avete firmato entrambi il movimento Centoautori per una nuova legge sul cinema.
Valerio Mastandrea: Noi chiediamo una nuova politica culturale, è giusto che gli spazi decisionali siano occupati da gente di cinema e addetti ai lavori. Non proteggiamo solo il nostro lavoro, ma prima di tutto difendiamo il nostro diritto di spettatori.
0 Commenti
| Commenta: |
|---|
Paola Cortellesi
-
- Luogo di nascita: Roma, Italia
- Data di nascita: 24 novembre 1973
ALTRI COLLEGAMENTI
- personaggio: Valerio Mastandrea
Gli articoli più letti
-
Negli occhi di chi guarda - Recensione La grande bellezza (2013)
E' un film disorganico, opulento, frammentario e sfacciato, ma anche bello da ridurti in lacrime, questo omaggio alla Capitale firmato da Paolo Sorrentino.
-
Wanna Fight? - Recensione Solo Dio perdona (2013)
Il nuovo film di Refn in concorso a Cannes 2013 sovverte le aspettative e spiazza, ma presenta aspetti che lo rendono comunque interessante.
-
Capitan Harlock, pirata 3D
Presentato in anteprima a Cannes 2013 un estratto di 15 minuti del nuovo film in CGI dedicato al personaggio di Leiji Matsumoto, da settembre sugli schermi giapponesi.
-
Buffy: dieci anni dopo, l'inimitabile Cacciatrice
Inedita e frizzante commistione di horror, teen drama, commedia e action, Buffy - L'ammazzavampiri non aveva modelli immediati, e oggi non ha epigoni paragonabili; è rimasto un caso singolare e irripetibile nella storia dei network americani sia nel suo impatto culturale che nel volume e nella varietà di sperimentazioni che seppe proporre.
-
The Bling Ring: Sofia Coppola ed Emma Watson bad girls a Cannes
I ladri di celebrità di Hollywood approdano a Cannes per accompagnare la loro regista che ci racconta il fascino della trasgressione per una generazione nutrita a reality, internet e gossip.
-
Sorrentino e Servillo portano 'La grande bellezza' di Roma a Cannes
-
The Times They Are A-Changin' - Recensione Inside Llewyn Davis (2013)
-
Upfronts 2013: vampiri, alieni e mutanti per la CW
-
Robinson Redford - Recensione All Is Lost (2013)
-
L'amore che insegna - Recensione La vie d'Adele (2013)
