La 64° edizione del Locarno Film Festival si apre all'insegna delle star e del cinema spettacolare con la proiezione dell'atteso
Super 8, pellicola fantascientifica ambientata nel 1979 che mostra l'invasione aliena di una cittadina della provincia americana filtrata attraverso lo sguardo di un gruppo di ragazzini amanti del cinema. Nel cast spiccano l'eterea
Elle Fanning e la star del piccolo schermo
Kyle Chandler. Un omaggio esplicito dell'allievo
J.J. Abrams al maestro
Steven Spielberg, produttore del film, e ai suoi capolavori
E.T. l'Extraterrestre e
Incontri ravvicinati del terzo tipo. La kermesse svizzera, da sempre orgogliosa dei suoi programmi 'di nicchia', con l'avvento del nuovo direttore
Olivier Pere trova la via di Hollywood e del divertimento e dopo una prima edizione interlocutoria sfodera un bel po' di assi nella manica. Dopo le polemiche di qualche anno fa dovute alla mancata partecipazione di
Cameron Diaz a causa di un cachet troppo elevato, quest'anno sono attesi a Locarno
Harrison Ford,
Daniel Craig e
Olivia Wilde. Il tris di star accompagnerà l'anteprima del blockbuster di
Jon Favreau Cowboys & Aliens, ma sarà in buona compagnia visto che la località svizzera ospiterà anche
Abel Ferrara,
Gerard Depardieu,
Bruno Ganz,
Isabelle Huppert, l'indimenticabile
Leslie Caron,
Claudia Cardinale e
Daniel Brühl. Con i nomi di punta, tornano al festival anche le majors, dalla
Paramount alla
Sony passando per la
Universal. Come ha spiegato lo stesso Pere
"abbiamo lavorato a lungo per rafforzare il legame tra Locarno e le major, ma anche con gli autori indipendenti, con la scena di New York e col Sundance".
Osservando il programma nella sua totalità, le linee guida di quest'anno brillano per coerenza. Oltre al sopracitato
Super 8, parlano di invasioni extraterresti il fantasy/western
Cowboys & Aliens, che vede gli alieni pronti a invadere il selvaggio e ottocentesco West, e il ben più attuale
Attack the Block, in cui le creature di un altro pianeta fanno male i propri conti atterrando nella malfamata South London. I giovani abitanti del sobborgo inglese, quasi tutti membri di violente gang criminali, gli riserveranno un'accoglienza davvero "fuori dal comune". Dagli assalti e dai pericoli provenienti dall'esterno, passiamo all'autodistruzione provocata dagli stessi umani con l'apocalittico
Hell, disperato road movie svizzero/tedesco ambientato in un Pianeta Terra divorato dal Sole, ormai divenuto troppo forte potente a causa dell'inquinamento tanto da rendere il nostro mondo una distesa desertica. L'incertezza economico-politica, i mali del mondo e la violenza insita nella società si riflettono nel cinema che sfrutta il suo potere catartico per "rappresentare" la mostruosa realtà attuale cercando di isolarla, analizzarla, comprenderla o quantomeno esorcizzarla. Così i movimenti religiosi integralisti che proliferano in seno ai Tea Party e all'estrema destra americana vengono vivisezionati nel potente horror
Red State del polemico
Kevin Smith e la violenza cieca, brutale e stilizzata anima il revenge movie
Drive, diretto dal genio danese
Nicolas Winding Refn, mentre il concorso ospita il thriller francese
Last Screening, che mescola omicidio rituale, serial killer e cinefilia, oltre al poco rassicurante
The Loneliest Planet, misterioso road movie interpretato da Gael Garcia Bernal e al malinconico
Another Earth. La presenza, infine, tra i titoli della Piazza Grande, del thriller scandinavo
Headhunters, ispirato al romanzo del popolare giallista norvegese
Jo Nesbø, ci riporta inevitabilmente con la mente al massacro di Oslo. Ancora un richiamo, seppur involontario, all'attualità più drammatica che talvolta, purtroppo, supera ogni fantasia più sfrenata.
Su venti pellicole in concorso, Locarno ospita ben 14 anteprime mondiali tra cui un lungometraggio d'animazione, il rumeno
Crulic - The Path to Beyond di
Anca Damian. Tanta la carne al fuoco in attesa della cerimonia di apertura che si terrà stasera in Piazza Grande e dei premi speciali che verranno consegnati nei prossimi giorni a Bruno Ganz, Abel Ferrara, Claudia Cardinale e Isabelle Huppert. Ancora Olivier Pere, riflettendo sulla ricchezza di questa edizione, ha dichiarato:
"Programmare film di tipo diverso non è una contraddizione né un paradosso, ma mostra una visione di cinema caleidoscopica, molteplice, che abbraccia diversi tipi di artisti e diversi modi di fare film e di condividere sentimenti e idee col pubblico". Con la benedizione del direttore la kermesse ha inizio. Nei prossimi giorni scopriremo per chi ruggirà il pardo in questa 64° edizione.