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John Woo a Venezia per il Leone d'oro alla carriera

a cura di Adriano Aiello pubblicato il 03 settembre 2010
In occasione della presentazione di Reign of Assassins, John Woo ha ricevuto il Leone d'oro alla carriera e si è sottoposto alle domande della stampa.
John Woo a Venezia per il Leone d'oro alla carriera
John Woo è la star assoluta di una conferenza che ha racchiuso il suo premio alla carriera, fortemente voluto da Marco Muller, alla presentazione del wuxiapian, Reign of Assassins di cui è co-regista, almeno per i credits, visto che lo stesso Woo si è definito più un supervisore.

Cosa ha significato per lei, il ritorno in Cina, cinematograficamente? Si sente cambiato dalla lunga esperienza a Hollywood?
John Woo: Innanzitutto ci tengo a sottolineare il mio amore per la Cina che è tra i motivi principali del mio ritorno in patria. 16 anni a Hollywood credo che abbiano rappresentato molto ed ho imparato moltissime cose che era giusto portare nel mio paese natale. D'altronde lavorare nello stile di Hollywood è l'aspirazione di tutti i giovani registi e Red Cliff (La battaglia dei tre regni) aveva lo scopo di esportare il sistema americano nel contesto cinese. Come nazione abbiamo tanto materiale e tante storie importanti nella nostra cultura da raccontare. Dobbiamo fare un importante lavoro di esportazione perchè le persone non sanno molto della nostra storia e della nostra cultura, al di là dei film di arti marizali che sono le opere per cui siamo più noti. Ma ci sono moltissime altre cose da raccontare e io ho cercato di far passare un po' del nostro spirito in Red Cliff e in Reign of Assassins.

Kelly Lin in una scena del film Reign of Assassins Cosa ha provato quando Marco Muller lo ha chiamato per omaggiarla con il Leone alla carriera?
John Woo: E' stato incredibile. A dire il vero però, quando Marco ha menzionato il Leone d'oro mi ha scioccato e pensavo scherzasse. Non volevo crederci. Alla fine sono rimasto così emozionato e onorato da non sapere esprimere la gratitudine. Approfitto infatti per ringraziarlo della sua amicizia e lealtà. Un insieme di sentimenti mi hanno pervaso.
Marco Muller: La cosa più sorprendente è quanto abbia dovuto faticare per fargli accettare un premio che lui non pensava di meritare. Invece per me non era un onore, ma un merito e il nuovo film era un pretesto ottimo per un appuntamento a cui tenevo molto.

In cosa si distingue il suo cappa e spada dai prodotti medi del genere?
John Woo: Innanzitutto è doveroso ricordarvi che Reign of Assassins è soprattutto un film di Su Chao-Bin, che l'ha scritto e diretto con grande maestria. Io mi sono occupato molto più del montaggio e della supervisione. La grande forza del film è la capacità di essere sia sia razionale che risoluto e escludendo la storia d'amore, la differenza con il cappa e spada classico è la portata filosofica e il grande spazio per la riflessione che porta con sé.

Michelle Yeoh in una sequenza di Reign of Assassins Come avete lavorato sul ruolo femminile?
John Woo: Io credo che mancassero da troppo tempo ruoli di eroine femminili di un certo spessore e abbiamo creato un personaggio forte e complesso. L'eroina interpretata da Michelle Yeoh oltre a essere ovviamente bellissima è un personaggio molto forte, ma allo stesso tempo gentile e interessata agli altri. E' stato un piacere lavorare con Michelle e dare una nuova immagine di lei sullo schermo.
Su Chao-Bin: Quando ho iniziato a scrivere il film, il personaggio principale doveva essere un uomo, ma poi ho pensato a una donna e mi sono fatto affascinare dall'idea di modificare l'immagine femminile del genere. Era molto importante capire come Michelle reagiva al suo ruolo di eroina con le continue difficoltà a cui era sottoposta. L'essenza definitiva del personaggio è fuoriuscita dopo moltissimi incontri con Michelle.
Michelle Yeoh: Prima di tutto ci tengo molto a fare i complimenti a John Woo per questo meritatissimo riconoscimento. Tornando al film, devo dire di essere rimasta subito affascinata dal mio personaggio, è così complesso e dark, ricco di sfaccettature. E' un viaggio interessante per un'attrice passare per questi sconvolgimenti emotivi forti e i continui incontri con Su e John sono stati fondamentali.

E' azzardato rintracciare l'eredità o comuque l'omaggio a John Woo nello stile ricco di carrellate e fermi immagini, o è stato proprio il suo tocco a essere presente nel film?
John Woo: L'idea alla base in pre-produzione era di lasciarci alle spalle gli elementi eccessivamente coreografici che a mio parere falsificano un pò troppo il genere. Ma come ho già detto il mio ruolo è stato di supervisione; ho dato dei suggerimenti che secondo me portavano poesia e elementi di antichità nella storia, ma non ho mai imposto niente. Anche alcune carrellate derivano da alcuni miei suggerimenti ma le scelte sono tutte di Su Chao-Bin
Su Chao-Bin: Confermo l'aiuto prezioso di John Woo che in montaggio ci ha dato una grande mano per valorizzare la storia e soprattutto per dare un senso di continuità e direzione molto ben impressi.

Wang Xueqi in Reign of Assassins Cosa le interessa più raccontare della Cina di oggi?
John Woo: Vorrei sostanzialmente fare da ponte per collegare le cose migliori tra oriente e occidenti. Oggi sono felice di essere in Cina a fare i film per il nostro paese; raccontare il sentire popolare che all'estero non si coglie, oltre alla nostra storia millenaria. Il mio interesse è fare sia cinema cinese che si voglio fare cinema cinese che hollywoodiano, ma soprattutto fare bei film. Non è importante se ambientati in passato o nel contemporaneo.

A cosa sta lavorando ora?
John Woo: A moltissime cose. Ora mi sto concentrando su un film di combattimento che come accennavo può rappresentare un ponte con l'America. Poi voglio fare un film tutto mio di cappa e spada. Sarà molto culturale, con radici storiche forti. Sono anche in cantiere due remae, uno di un film di Melville e poi quello di The Killer, con un regista coreano.

Qual'è il suo metodo e cosa consiglierebbe a un giovane regista?
John Woo: Difficile da dire. Quando dirigo mi sento un pittore che si lascia andare. Dirigo quello che sento e faccio quello che voglio. Altre volte mi sento come un direttore d'orchestra. Oppure come uno del pubblico e mi diverto a vedere recitare gli attori. Vedere interpretare mi trasmette gioia. Non ho molti consigli se non quello di non rinunciare mai ai vostri sogni. Come diceva mia madre: vai avanti e fallo.

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John Woo

    • Luogo di nascita: Guangzhou, Cina
    • Data di nascita: 01 maggio 1946

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